Fino alla morte. O molto vicino a essa. Dopo otto stagioni i Black Cats rivedono finalmente la Premier. Gli ultimi anni di purgatorio sono ormai un lontano ricordo. Il Sunderland torna nel massimo campionato inglese dopo aver lottato fino allo stremo, come da suo stile, nella serie playoff vinta con Coventry e Sheffield, battuto in rimonta nella finalissima di Wembley. Un altro capitolo da aggiungere alla saga del Sunderland ’til the end.
Il doppio tonfo nel biennio terribile 2017-2019, con la retrocessione prima in Championship e lāanno successivo nella terza serie del calcio inglese, la League One, appartiene al passato. Due anni che rimarranno per sempre scolpiti nella storia del club e dei tifosi, con le implacabili telecamere di Netflix a immortalare le sventure del club. Ne avevamo parlato. E un poā, inutile dirlo, avevamo sofferto insieme alla squadra durante lāennesimo binge-watching che dopo lāultima puntata ci aveva lasciato tanto amaro in bocca.
Risorgere dalle ceneri
Riavvolgiamo brevemente il nastro. Stagione 2019-2020. Il Sunderland partecipa, per la prima volta dopo trentāanni (Lāultima apparizione risaliva al 1988) alla League One, la Serie C britannica. Ci vogliono quattro stagioni di autentico inferno per tornare in Championship. Merito di due scozzesi: il tecnico Alex Neil, il terzo allenatore a sedersi sulla panchina biancorossa in quella tribolata stagione 2021-2022 dopo Lee Johnson e Mike Dodds. E lāattaccante Ross Stewart, arrivato lāanno precedente sulle rive del fiume Wear e alla sua prima esperienza con un club inglese. Ross firma il contratto a gennaio 2021, debutta in biancorosso due mesi dopo e termina la sua stagione con tredici presenze e tre reti, entrando quasi sempre a gara in corso. Nel 2021 sfuma la promozione in Championship (sconfitta ai play-off contro il Lincoln City), bisogna quindi attendere la stagione successiva per assistere alla rinascita. Ancora sotto il segno di Stewart, che quellāanno segnerĆ ben ventiquattro reti trascinando i compagni al quinto posto vista playoff: superato in semifinale lāostacolo Sheffield, nella finale di Wembley la squadra di Neil batte il Wycombe con due reti (il secondo gol, manco a dirlo, ĆØ di Stewart) e il club torna al piano di sopra, nella seconda serie. Ć il 2022.
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Arriva Monsieur Le Bris
Seguono tre anni di purgatorio prima della completa rinascita, ovvero lāagognato ritorno in Premier. Stavolta serve un francese in panchina, RĆ©gis Le Bris, anche lui alla prima esperienza britannica, dopo aver guidato per anni il Lorient. Regis arriva a Sunderland nellāestate del 2024 dopo la retrocessione del suo club francese dāorigine in Ligue 2, non proprio il miglior biglietto da visita per un ambiente che sogna un campionato di vertice. Ma il numero uno della societĆ , il francese Kyril Louis-Dreyfus, il più giovane presidente di una squadra di calcio inglese (classe 1998), crede nel suo connazionale e i risultati ripagano subito la fiducia riposta: quattro successi di fila nelle prime quattro uscite. La rosa ĆØ infarcita di giovani, i trascinatori sono lo spagnolo Eliezer Mayenda, classe 2005, che alla fine dellāanno timbrerĆ la doppia cifra e Wilson Isidor, venticinque anni, capocannoniere della squadra con tredici reti totali fra campionato e playoff. Ma nel roster ci sono anche il centrocampista Jobe Bellingham (2005), il fratellino di Jude e il talentuoso trequartista Chris Rigg, diciottāanni compiuti lo scorso 18 giugno. LāetĆ media ĆØ davvero bassa e lāentraĆ®neur Le Bris non potrebbe sentirsi più a suo agio, dato che in Francia ha costruito la sua carriera soprattutto nelle giovanili, dove ĆØ riuscito a dare il meglio di sĆ© ottenendo titoli e credibilitĆ .

Sunderland ’til the end
Il Sunderland termina la regular season al quarto posto con settantasei punti e si avvia con decisione ai playoff. Il primo ostacolo in semifinale si chiama Coventry e i precedenti in stagione sorridono alla formazione di Frank Lampard (un pari e una vittoria per the Sky Blues), ma nella gara di andata giocata fuori casa ci pensano le reti di Isidor e Mayenda a decidere la faccenda, con il team di Le Bris che si aggiudica il primo atto per 2-1.
Nella gara di ritorno lo Stadium of Light ĆØ una bolgia, strepitosa la coreografia preparata dai tifosi di casa con un enorme e feroce gatto nero con gli artigli sguainati, issato sugli spalti e sotto la scritta āāTil the endā.

E ci vuole davvero la fine di un incontro memorabile per centrare il passaggio di turno: siamo al termine del secondo tempo supplementare, il Coventry conduce per 1-0 e tutto sembra annunciare lāimminente lotteria degli undici metri. TantāĆØ che i due allenatori in panchina hanno giĆ stilato la lista dei rigoristi. Ma il calcio dāangolo battuto al 122ā dallāex romanista Enzo Le FĆ©e trova in area Daniel Ballard: il roccioso difensore nordirlandese compie una girata di nuca inspiegabile, una torsione innaturale che manda la palla nel sette. Ed ĆØ apoteosi biancorossa, il Sunderland pareggia la sfida e si guadagna lāaccesso alla finalissima del 24 maggio a Wembley contro lo Sheffield United.
La finalissima
Mica facile contro la squadra arrivata terza in campionato, quattordici punti in più dei Black Cats. Sono gli avversari di mister Chris Wilder a passare in vantaggio con Campbell al 25ā del primo tempo. Ma il Sunderland, Ƨa va sans dire, non muore mai e Mayenda al 76ā riapre i giochi. La finale si avvia nei minuti di recupero, tutto sembra far presagire i tempi supplementari quando la rete di Watson (siamo al 95ā) completa la rimonta del Sunderland che in maniera davvero eroica strappa le chiavi del paradiso e ottiene nuovamente lāingresso nella massima serie del calcio inglese.
Le Bris si guadagna il rinnovo e il parallelismo con mister Roy Keane, che nel 2007 portò il club in Premier, nellāultima promozione della squadra nella massima serie.
I tifosi del Sunderland sono in estasi e si preparano a vivere una stagione incredibile, nel campionato che questa cittadina del nord-est inglese affacciata sul Mare del Nord, una realtĆ tutta calcio e appartenenza si merita. Pronti a lottare ogni partita fino alla morte. Sunderland ’til the end. O magari ā si spera – un poā prima.
Eva Bertolacci


