La naturalezza del gesto è incredibile, quanto quella che mostra sul campo quel talento purissimo e un po’ spensierato che risponde al nome di Phil Foden. Ha appena infilzato il portiere del Dortmund Kobel con un sinistro sibilante dai venti metri, chirurgico nell’accarezzare il palo e andare a spegnere la sua corsa in fondo alla rete.
Senza troppi indugi Foden si avvicina agli spalti, vicino la bandierina del calcio d’angolo. Sembra avere una direzione precisa, un fan che ha un cappotto bianco e una sciarpa “half and half”, mezza biancoceleste e mezza giallonera. Lo spettatore lo agguanta subito con un braccio e lo stringe a sé, con la gioia di chi è estremamente felice per i risultati del suo migliore amico, con la sicurezza che hanno le persone che si conoscono da una vita. Poi tira fuori lo smartphone e lo pone davanti a Foden. Sorridente e anche un po’ frastornato, il trequartista del City alza il pollice della mano fasciata di buon grado e si lascia scattare un selfie.
In realtà Foden e quel tifoso non si conoscono. Quel ragazzo capace di scattarsi un selfie con una superstar del calcio nel bel mezzo di una partita di Champions League ha ventinove anni ed è arrivato a Manchester per festeggiare i compleanni di alcuni membri della famiglia, tutti di ottobre. Sono grandi appassionati di calcio, così ha deciso di regalare a tutti i biglietti di una partita di coppa che prometteva gol a grappoli e spettacolo a non finire, senza rimanerne delusi. Con la ciliegina sulla torta di una foto storica, un mix di astuzia, entusiasmo e coraggio che non lascia dubbi: il ragazzo è italiano.
Non lo si scopre subito. Sono infatti gli account del Manchester City a pubblicare per primi questo selfie incredibile. La social media manager della squadra ha assistito esterrefatta alla scena e ha chiesto il permesso di pubblicare la foto. I social esplodono, l’immagine diventa virale e ripresa da ogni account sportivo, dai grandi media internazionali ai più loschi utenti di X e YouTube.
La mattina dopo il ragazzo si sveglia pieno di felicità. Ha assistito a una partita bellissima e piena di gol e si è scattato una foto epica. Non l’ha ancora postata sul suo account Instagram ma, quando apre i social, scopre di essere diventato suo malgrado una celebrità. Gli hanno scritto persone dal Brasile, dall’Indonesia, addirittura dal Kenya e dallo Zimbabwe,. Famiglia e amici non hanno dubbi: dai, pubblichiamo questo selfie.
Così il mondo scopre un ragazzo come tanti altri, un amante di quel gioco sporco e per qualche ragione strana così emozionante che è il calcio. È di Torino e, nonostante la laurea e il lavoro, continua a buttarsi nel fango e tirare calci al pallone come quando era piccino. Tanto da essere il fiero bomber (si fa per dire, a detta dei suoi compagni) dell’ASD Sant’Ignazio Sport, squadra di Seconda divisione della città.
Dai campi duri del dilettantismo piemontese pieni di una passione sincera, di quella che fa superare ogni ostacolo per vivere le grandi emozioni del calcio, ecco sbucare Jacopo Montenegro. Eroe inatteso di una serata scintillante, per una notte il volto più conosciuto dagli amanti del football.


