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domenica 7 Marzo 2021
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Il giorno in cui Diogo Jota si presentò al suo pubblico: il primo passo verso una carriera che può diventare magnifica

6 ' di letturaSabato, uno dei primi dell’anno, un grigio sabato di gennaio, freddo ma neanche così tanto, hai appena mangiato e davanti a te c’è un calmo pomeriggio di relax. Potresti andare in giro oppure fare un po’ di sport, come andare a correre o tentare, molto probabilmente invano causa lo scarso preavviso, di chiamare qualche amico e mettere insieme un paio di squadre per andare al parco con un pallone e giocarsi alla morte una pizza o qualcosa da bere. No, non sai perché, ma no, quello non è il pomeriggio giusto per uscire, magari più tardi, intanto ti siedi sul divano e accendi la televisione. Manco a dirlo, ti piazzi su Sky Sport e la tua attenzione si ritrova immediatamente intrappolata nel labirinto “scozzese” sulla giacca di Paolo Di Canio. Sta parlando di una partita, Premier ovviamente, sta presentando la partita delle 13:30, Wolverhampton-Leicester. Già la scorsa settimana non hai guardato neanche una partita, avevi da fare e ci stava un weekend di pausa dopo la scorpacciata natalizia che dal Boxing Day arriva ad anno nuovo, perciò come resistere? La scoppiettante enclave portoghese di Wolverhampton guidata da Nuno Espirito Santo ospita un sempre suggestivo Leicester City, partita interessantissima, lo dice anche Di Canio, quanto talento e quanto dinamismo in campo, va vista, e allora decidi che almeno quel primo pomeriggio lo passerai così. La cosa che non pensi, perché non la pensi mai anche se sai che in Premier League può accadere da un momento all’altro, è che proprio quel pomeriggio, quello in cui hai deciso quasi a fatica di restartene a casa a guardare la partita, saresti venuto a conoscenza dell’esistenza di un giocatore che ti farà impazzire.

Al Molineux Stadium di Wolverhampton l’atmosfera è particolarmente calda, al contrario della temperatura, che è decisamente bassa, soprattutto per l’umidità, percepibile anche dallo schermo della TV. Arriva il Leicester di Puel, con Vardy, Maddison e compagnia, i tifosi con le sciarpe arancio-nero sanno che l’avversario è forte e temibile, ma sanno anche che la qualità dei loro ragazzi in ogni zona del campo è notevole, da tempo non vedevano nella loro squadra calciatori del calibro di Rui Patricio, Raul Jimenez, João Moutinho, gente che gioca in nazionale, quella portoghese. Per questo i tifosi Wolves dovevano ringraziare il potentissimo agente di calciatori George Mendes, tra le altre cose procuratore di Cristiano Ronaldo, che ha forti interessi nella squadra sul piano societario. L’agente portoghese aveva disegnato e composto, insieme alla proprietà, una rosa competitiva, con innesti importanti e costosi, soprattutto dal punto di vista dell’ingaggio, il tutto seguendo un filo conduttore: uno zoccolo duro di nazionalità portoghese, paese da dove proviene anche l’allenatore Nuno Espirito Santo.

Il calore del pubblico è alto, tutti vogliono divertirsi e vedere una grande partita, che prende quella direzione fin dall’inizio, dopo pochi minuti quando Ruben Neves, talentuoso centrocampista ventiduenne e, naturalmente, nato in terra di Portogallo, lascia partire dai 23-25 metri un destro a giro calibrato al millimetro che Kasper Schmeichel sventa con la punta delle dita. Parata fenomenale. Tutti, soprattutto il portiere del Leicester, capiscono che quella è una di quelle gare che si vincono solo lottando e sudando fino all’ultimo istante, e lo capisci pure tu che sei sul tuo divano e non vedi l’ora che il gioco riprenda. E l’emozione arriva subito, precisamente al quarto minuto, quando Moutinho mette dentro dalla destra e, a prendere il tempo a Danny Simpson e battere Schmeichel arriva Diogo Jota. Numero 18, portoghese, attaccante o ala, si vede anche dal fisico che può fare tutti i ruoli dell’attacco, tu pensi: “gran gol”, perché lo è, dunque pensi anche che questo ragazzo che non conoscevi non è affatto male, e intanto la gara continua. I Wolves sembrano e sono in grande giornata, le Foxes rimangono contratte e, al minuto 12, su calcio d’angolo arriva il raddoppio dei padroni di casa con un’incornata di Ryan Bennett, primo centro in Premier per il numero 5. I Wolves abbracciano la partita e i tifosi del Molineux sono al settimo cielo, il primo tempo prosegue senza grossi problemi per loro, il Leicester prova timidamente a reagire ma sembra in difficoltà, tu sei innamorato di Jamie Vardy ma quella non è la sua migliore giornata, lo vedi negli attaccanti quando girano o meno, mentre sarà eccome la giornata di Jota e anche un po’ di Neves, che lì nel mezzo sventaglia da far paura con lanci di cinquanta metri con una precisione degna del miglior Deco, tanto per restare in tema. I Wolves mantengono il doppio vantaggio all’intervallo, ma le emozioni più belle devono ancora arrivare. La ripresa comincia con un’ubriacante azione di Demaray Gray, che con il suo numero 7 e il suo tocco delicato si porta a spasso la difesa arancio-nera e batte Rui Patricio.

È 2-1 e il Leicester torna sotto al ’47, Gray incita il suo pubblico, in minoranza ma non per questo silenzioso. Il Wolverhampton è rimasto negli spogliatoi, si sta piacendo troppo e le Foxes l’hanno capito: azione di Chilwell dalla sinistra, contrasto con un avversario, la palla va verso Harvey Barnes che senza neanche pensarci calcia di prima intenzione e trova la deviazione di Coady che spiazza Rui Patricio, gol. Lo spicchio dei tifosi del Leicester esulta mentre i giocatori in campo capiscono che quello è il momento di affondare il colpo perché questo Wolverhampton sta capitolando. Passano un po’ di minuti senza che succeda granché, ma il copione è lo stesso, le Foxes continuano a tenere i padroni di casa nella propria metà campo e si gettano in avanti per cercare il vantaggio. Purtroppo per loro, per attaccare ti devi anche un po’ scoprire. Ne approfittano i Wolves con Neves che mette giù il pallone all’altezza della sua trequarti e subito sferra un lancio che pesca l’inserimento di Diogo Jota: controllo di petto, se la porta avanti e scaglia il mancino verso la porta, Schmeichel riesce a deviare ma la rete alle sue spalle si gonfia, al 64esimo il Wolverhampton torna avanti.

Le foxes cominciano ad accusare la stanchezza e il campo pesante, ma non mollano e passano venti minuti a cercare il pari, fino a che un cross da calcio di punizione di Maddison non viene raccolto dal capitano Wes Morgan che segna di testa. A tre dalla fine il Leicester City pareggia. Ma c’è giusto il tempo di esultare e rimettersi in campo. Quel pomeriggio, se ancora non si fosse capito, c’era qualcuno che aveva deciso di prendersi la scena su tutti. Riparte dal basso il Wolverhampton, la palla arriva al solito Neves, che è il cervello di questa squadra e ha il piede caldo dal primo minuto, consueto lancio di quaranta metri che giunge dritto sui piedi di Raul Jimenez defilato sulla destra, il quale alza lo sguardo, sta arrivando il compagno, intanto siamo al minuto 93, mette dentro col piatto raso terra per Diogo Jota che sempre con il piatto colpisce senza pensarci e fa 4-3. Scoppia di gioia il pubblico, Espirito Santo per poco non si mette a piangere mentre improvvisa una “mourinhana” corsa per esultare coi suoi giocatori, arrivano tre punti nella maniera più folle ed emozionante, con una rete a tempo scaduto e con il risultato più suggestivo.

 GUARDA LA SINTESI DELLA PARTITA: WOLVES-LEICESTER 4-3

Ma c’è qualcosa di più, qualcosa che va oltre la vittoria dei Wolves, oltre il 4-3 al 93esimo. Te ne rendi conto mentre ancora sei davanti alla televisione a rivedere le azioni salienti della partita, oggi una nuova stella si è definitivamente illuminata nel campionato più bello del mondo. Diogo Jota aveva già segnato un paio di gol in stagione, peraltro importanti, contro Chelsea e Newcastle, ma non aveva ancora fatto vedere niente di così impressionante, oggi invece il ragazzo lusitano ha tirato il filo e disfatto il velo che lo copriva: essere decisivo con una tripletta in una partita vinta 4-3. Ti chiedi chi era stato l’ultimo, chi era stato l’ultimo giocatore portoghese ad aver firmato un hat trick in Premier League, vai velocemente a vedere e scopri che l’ultima tripletta lusitana risale a 11 anni fa e porta il numero 7 con sopra il nome del solito Cristiano Ronaldo. Nessuno sa se il giovane attaccante dei Wolves arriverà mai a poter essere paragonato o comunque accostato ai nomi dei grandi portoghesi che hanno fatto la storia del calcio, Diogo Jota però ci vuole provare e quel 19 gennaio 2019 è per lui solo il principio.

 UN PO’ DI GOL DI Diogo Jota CON LA MAGLIA DEL WOLVERHAMPTON

Diogo Jota segnerà sedici gol in Premier nella stagione successiva e, lo sappiamo tutti, conquista l’attenzione di Jurghen Klopp e del Liverpool, club in cui approda in estate e, nonostante la concorrenza di un certo Bobby Firmino, si ritaglia il suo spazio e segna praticamente ogni volta che viene chiamato in causa. Tu oggi lo sai, lo sai perché quel giorno rimanesti a casa a vedere quella partita, che quel pomeriggio si era presentato uno che non avrebbe scherzato e che avrebbe promesso di farci divertire. La parola, per adesso, la sta mantenendo.

 

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