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domenica 20 Giugno 2021
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I 5 migliori colpi di mercato della Premier League negli ultimi 20 anni

7 ' di lettura

I colpi di mercato: la materia di cui sono fatti i sogni estivi dei tifosi di tutto il mondo. Quelle mosse che possono svoltare una stagione, o addirittura contribuire ad aprire un ciclo vittorioso di più anni. Alcuni trasferimenti vengono accolti da subito come “colpi”, in genere quando i giocatori coinvolti sono campioni già affermati, e le cifre spese di conseguenza considerevoli. Ci sono poi altri acquisti, quelli conclusi a cifre contenute, che con il tempo si rivelano dei veri e propri affari.

Minima spesa, massima resa: in questo articolo vi presentiamo i migliori colpi di mercato dal 2000 ad oggi, in base al rapporto prezzo/rendimento. Giovani interessanti in rampa di lancio, piuttosto che calciatori con alcuni anni di professionismo già alle spalle, ma ancora semi sconosciuti al grande pubblico. Ciò che accomuna i protagonisti di questa carrellata è il fatto di essere stati acquistati a cifre decisamente basse, per poi rivelarsi degli autentici fuoriclasse. Insomma, dei colpi di mercato clamorosi!

Avviso ai naviganti

In questa classifica non abbiamo tenuto conto della plusvalenza economica. Ci siamo concentrati sugli ultimi 20 anni, per poter comparare nel modo più oggettivo possibile i costi di trasferimento. Le cifre che ballavano negli anni ’90 erano molto più basse: dedicheremo a quel periodo un capitolo apposito…

N’GOLO KANTE

L’impresa del Leicester, capace di vincere il campionato nel 2016 contro ogni pronostico e contro ogni logica, è ben conosciuta da tutti gli appassionati di calcio. Quella stagione ha assunto dei connotati talmente miracolosi – e probabilmante irripetibili – che ci è sembrato giusto omaggiare anche i polmoni di quella squadra, oltre che il suo cannoniere principe. Il protagonista principale di quella favola è stato Vardy, non ci sono dubbi. Ma senza il lavoro oscuro di questo piccolo ruba-palloni, probabilmante le Foxes non avrebbero mai trovato il giusto equilibrio. Resistenza infinita, corsa, abilità nel strappare la palla agli avversari, unite a senso della posizione e visione di gioco, ne hanno fatto un numero uno a livello mondiale, nonché uno dei migliori colpi di mercato degli ultimi anni. Scelto due volte nel best XI della Premier League, nominato nel 2017 giocatore dell’anno in Inghilterra, nel 2018 viene inserito nella squadra ideale dei Mondiali, oltre che in quelle della UEFA e della FIFA.

Nell’estate del 2015 Kanté è un onesto giocatore, uno dei tanti. A 24 anni gioca in Francia, nel Caen, ed ha appena disputato la sua prima stagione nel massimo campionato nazionale. Quando a Claudio Ranieri mettono a disposizione il (poco) budget utilizzabile per provare a salvare il Leicester, l’allenatore romano compra Kanté senza esitazioni. Costo dell’operazione? 9 milioni di euro, per quello che in pochi mesi sarebbe diventato il miglior mediano di interdizione della Premier League, e non solo. Ranieri lo aveva visto in azione dal vivo, quando fra il 2012 e il 2014 allenava il Monaco, ed era rimasto colpito dalla capacità del centrocampista di coprire da solo praticamente tutta la zona mediana del campo. Il resto è storia nota: Kanté inizia le prime tre giornate da riserva, ma una volta che prende il posto da titolare non lo molla più, e risulta fondamentale per il trionfo delle Foxes. Arrivano la Nazionale, il Chelsea, e la coppa del mondo vinta da titolare e protagonsita. Tutto in due anni. A forza di correre, Kanté si è preso il mondo.

NEMANJA VIDIC

Immaginate di essere un attaccante, e di trovarvi di fronte due colossi alti un metro e 90. Uno è Rio Ferdinand, l’altro Nemanja Vidic. Tradotto: un muro umano. Grossi, forti, e pure cattivi. I due hanno formato una delle migliori coppie difensive a livello europeo, in modo particolare fra il 2005 e il 2011. Probabilmente i più giovani e i più distratti ricordano Vidic nella sfortunata esperienza all’Inter, quando era arrivato con diversi problemi fisici che si portava dietro da diverse stagioni. Ma nei suoi anni migliori è stato una vera forza della natura, tra l’altro pure con il piacevole vizio del gol: in otto anni al Manchester United ha vinto 5 campionati, una Champions League e un campionato del mondo per club. Oltre a 8 coppe a livello nazionale. In Premier League è stato inserito ben quattro volte nella squadra ideale del campionato, mentre la FIFA lo ha scelto due volte nel suo All Star Team (2009 e 2011).

Alla fine della stagione 2005/2006 Pantaleo Corvino aveva praticamente prelevato Vidic dallo Spartak Mosca. Ma poi è arrivata la chiamata di Sir Alex. Il centrale serbo era cresciuto nella gloriosa Stella Rossa di Belgrado, per poi giocare due anni appunto in Russia. Qua era riuscito a mettersi in luce all’attenzione dei club europei come giovane di belle speranze, anche grazie alle presenze in Coppa Uefa e Champions League. In quel periodo Ferguson aveva iniziato una decisa operazione di restyling per la sua squadra: insieme ai vari Ronaldo, Rooney e Tevez, Vidic sarà uno dei pilastri dei Red Devils, capaci di aggiudicarsi ogni sorta di trofeo. Ciò che fa del serbo uno dei grandi colpi di questa nostra rassegna è il suo prezzo di acquisto decisamente contenuto: 10,5 milioni di euro, per quello che sarebbe diventato uno dei top a livello europeo, nonché capitano dello United nel 2011, dopo l’addio di Gary Neville.

JAMIE VARDY

Quella di Jamie Vardy è la classica favola del brutto anatroccolo che si trasforma in cigno. La sua storia è divenuta nota al grande pubblico in parallelo con l’imprevedibile cavalcata del Leicester, conclusa con il classico lieto fine: la conquista del campionato. Arriva in Premier League decisamente tardi, per quelli che poi saranno i suoi numeri in fase realizzativa, quando ha già 27 anni. Dopo una prima annata nel massino campionato per niente esaltante, chiusa con appena 5 gol, evidentemente deve aver preso le misure, perchè gli annali parlano di 98 gol distribuiti fra 5 campionati, quasi la media esatta di 20 a stagione, coppe escluse. Nel 2015, prima della stagione della sua esplosione, arriva anche la conquista della nazionale inglese, con la quale però ha un rapporto fatto di alti e bassi. Nel 2018 annuncia infatti il suo addio ai Tre Leoni, ad appena 31 anni, dopo aver giocato e segnato sia agli Europei francesi che ai mondiali in Russia.

Vardy ai tempi del Fleetwood Town

Non male per un ragazzo che fino a una decina di anni fa giocava nelle serie dilettantistiche, e pensava di dire basta con il calcio. C’erano stati i lavori di metalmeccanico e di venditore di protesi, e una rissa in un pub che lo aveva costretto per sei mesi a portare un braccialetto elettronico. Ma anche i gol, tanti gol. Allo Stockbridge prima e all’Halifax poi, fino ad approdare con il Fleetwood in Conference Premier, la prima categoria sotto ai professionisti. Qua segna 31 reti e il manager del Leicester Naigel Pearson fa la follia: sborsa un mlione di sterline (circa 1,25 milioni di euro) per portarlo in Premiership. L’impatto con la nuova realtà è sconfortante, con soli 4 gol. La scommessa sembra fallita, ma invece quello che accade dalla stagione successiva è storia. Due volte inserito nella top 11 della Premir League, una volta eletto giocatore dell’anno, un titolo di cannoniere, e un campionato conquistato a fronte di un solo milione di spesa, fanno di Vardy uno dei migliori colpi effettuati in Inghilterra e non solo.

FRANK LAMPARD

I numeri della leggenda del Chelsea sono a dir poco impressionanti. Sarebbero ottimi per un attaccante, diventano da fantascienza pensando che Frank Lampard di mestiere faceva il centrocampista. In 13 anni a Londra segna 147 gol solo in campionato, ben 211 in tutte le competizioni. Per 10 Premier League consecutive va in doppia cifra. La stagione monstre è la 2009/2010, quando i centri in campionato sono ben 22. Per ben sei annate consecutive, dal 2006 al 2010, segna almeno 20 reti contando tutte le competizioni. La sua bacheca è sterminata: può vantare 3 campionati, 8 coppe nazionali, una Champions League e un’Europa League. A livello individuale è stato eletto due volte giocatore dell’anno in Inghilterra, e nel 2011 la FIFA lo ha inserito nel suo World XI. Ah già, per due volte è stato il miglior assist-man del campionato. Con 106 presenze (e 29 gol) in nazionale è al settimo posto nella classifica all time.

Intendiamoci: quando il Chelsea lo acquista dal West Ham per 16 milioni, Lampard non è uno sconosciuto, tutt’altro. Già dagli esordi con gli Hammers si capisce che siamo di fronte ad un talento. Nelle 4 stagioni giocate da titolare mette insieme ben 39 gol, fra campionatio e coppe. Anche con la Under 21 figura alla grande, riuscendo ad entrare nel giro della nazionale maggiore. Però occhio alla cifra spesa: 16 milioni è il prezzo giusto per un giovane di belle speranze, ma se poi scoprite di avere fra le mani uno dei più forti centrocampisti inglesi della storia, beh allora avete la certezza di aver fatto un affare incredibile. Abbiamo fatto spesso riferimento alla confidenza che Lampard aveva con il gol, pur giocando in mezzo al campo. Ma il leggendario ex numero 8 è stato molto di più: classico tuttocampista box to box, in grado nella stessa partita di agire da mezz’ala, da tre quartista o da mediano, talmente spiccate erano le sue doti di duttilità e di lettura delle varie situazioni di gioco.

CRISTIANO RONALDO

Paghereste 19 milioni per avere in squadra uno dei due giocatori più forti al mondo degli ultimi 15 anni? Siamo sicuri che la risposta sia “sì”, a patto ovviamente di possedere una squadra che possa spendere quella cifra. Parlare di numeri di fronte a Cristiano Ronaldo è persino superfluo: ci limitiamo a rammentare i quasi 800 gol in carriera. Se il portoghese è continuamente messo a confronto con Messi un motivo ci sarà. Ognuno sceglie il suo preferito, gli anni passano, ma i numeri uno del”ultima epooca calcistica sono loro, c’è poco da fare. A Manchester si ferma per 6 anni, ma fa in tempo a vincere tutto, compreso il primo pallone d’oro della sua personale collezione, nel 2008. Con lo United mette a segno 118 reti e conquista 3 campionati, 6 coppe nazionai, una Champions League e un mondiale per club. Non citiamo tutti i suoi record, non per pigrizia, ma perché l’intera schermata di un computer non basterebbe a contenerli tutti. Vi possiamo invitare ad andare a controllarli su Wikipedia, la cui pagina del fenomeno lusitano è molto aggiornata.

Da qua non si esce senza la firma del ragazzo sul contratto”. Il 6 agosto 2003 è la data che cambia per sempre la carriera di Cristiano Ronaldo. Sir Alex Ferguson – così come i suoi giocatori – è rimasto stregato da quel folletto tutto vlocità, dribbling e fantasia. Già da tempo l’esperto manager ha messo gli occhi su quell’esterno destro di centrocampo che si è messo in luce allo Sporting Lisbona. L’amichevole disputata fra Red Devils e biancoverdi per l’inaugurazione dello stadio José Alvalad è il pretesto idelale per testare le qualità di quel numero 28 con i capelli ossigenati. Beh, il ragazzo supera il provino alla grande, facendo letteralmente impazzire gli esperti difensori piazzati davanti la porta difesa da Barthez. Terminata la partita, Ferguson si chiude letteralmente in una stanza con i dirigenti dello Sporting, finché non arriva la firma di Ronaldo sul contratto. Il resto è storia nota, a Manchester il portoghese si trasforma da ala estrosa a macchina da gol devastante, in grado di segnare 31 gol nella stagione 2007/08, 42 in tutte le competizioni. Nel 2009 arriva il trasferimento al Real Madrid per 94 milioni, che fanno di Ronaldo uno dei migliori colpi di sempre sia dal lato tecnico che da quello economico.

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