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martedì 3 Ottobre 2023
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Plymouth Argyle FC: pellegrini con il sogno Premier League

3 ' di letturaGiocare nel massimo campionato inglese può risultare più complicato rispetto a raggiungere l’America nel 1600. Ne sanno qualcosa a Plymouth, città appartenente alla contea del Devon nel sud-ovest dell’Inghilterra. Un importante porto ai tempi dei Fenici, nonché il luogo da cui sono partiti i Padri Pellegrini alla volta del “Nuovo Mondo”. E il calcio? Fa parte della cultura cittadina, ma con primati non certo lusinghieri.

La squadra della città è il Plymouth Argyle Football Club, che nasce nel 1886 per poi rifiorire – dopo un breve scioglimento – nel 1898. Come tutti club del mondo, assume fin dalla nascita determinati soprannomi. Se Greens e The Green Army sono giustificati dal verde che domina nello stemma del club, Pilgrims deriva dall’episodio già anticipato in precedenza. Nel 1620, infatti, i Padri Pellegrini lasciano Plymouth con l’America come destinazione. Un viaggio che diventa parte integrante dell’identità cittadina, come si evince anche dall’imbarcazione al centro dello stemma del club.

Il Plymouth nel ‘900: altalena nelle serie minori

Il viaggio del Plymouth Argyle FC verso i piani alti del calcio inglese comincia nel 1903, quando la squadra entra nel calcio professionistico. Nel 1920 entra a far parte della Football League, lega che organizza i tre campionati calcistici alle spalle della First Division (l’odierna Premier League). Sono anni di gioie solo sfiorate per i Pilgrims, che centrano la bellezza di sei secondi posti consecutivi in Third Division tra il 1922 e il 1927. La tanto sospirata promozione in Second Division arriva nel 1930, per poi mantenere la categoria e conquistare un ottimo 4^ posto nel 1932. Per il club di Plymouth sembra essere arrivato il momento di toccare il soffitto del calcio inglese, ma la seconda guerra mondale tarpa le ali ai Greens.

Alla fine del periodo bellico, con lo stadio Home Park distrutto dai bombardamenti tedeschi e in difficoltà economiche, la società comincia un’interminabile altalena tra estemporanee partecipazioni alla Second Division e lunghe parentesi in terza serie. Nel 1986 arriva l’ennesima promozione in seconda divisione, alla quale segue un campionato chiuso al 7^ posto. I Greens rimangono sul secondo gradino del podio inglese per 6 stagioni: uno dei periodi di massimo splendore del club, a fanno da contraltare anni seguenti decisamente disastrosi.

Grande storia, ma non calcistica: il triste primato del Plymouth

Tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del nuovo millennio, il Plymouth retrocede prima in terza e poi addirittura in quarta serie. Un baratro da cui risorge, come già avvenuto nella sua storia, con la promozione in Second Division – nel frattempo diventata Football League Championship – avvenuta nel 2004. Fermi tutti, pausa scenica. Questo saliscendi tra categorie può risultare decisamente poco interessante, in quanto riguarda tantissime formazioni inglesi. Perché quindi fa particolarmente clamore la storia del Plymouth? Semplice: perché è la città più grande d’Inghilterra, con i suoi 241.500 abitanti, a non aver mai vissuto la Premier League con la sua squadra di calcio.

Un triste primato che Plymouth condivide con la città di Kingston upon Hull fino al 2008, anno in cui l’Hull City conquista la sua prima promozione in Premier. Una gioia che i Pilgrims non vedono neanche col binocolo, rimanendo in Championship fino alla stagione 2009/10 tra campionati tranquilli e salvezze sudate. Attualmente milita in Football League One: l’odierna terza serie che ospita club di spessore (come Portsmouth, Ipswich e Sunderland) e realtà piccole ma protagoniste di successi storici (come Wimbledon e Wigan). Chissà se ogni tanto i tifosi dei Greens, per dimenticare il grigiore in cui è caduta la loro squadra, guardano l’orizzonte sognando città mai viste. Non sconosciute località americane come i loro antenati nel 1600, ma città come Liverpool e Manchester. Luoghi magari da visitare al seguito dei loro beniamini, per assistere ad un match di Premier League.

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