Manchester United – Barcellona: il manifesto calcistico di Paul Scholes

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Manchester United's Paul Scholes (c) scores the opening goal of the game
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È il 29 Aprile 2008, e a Manchester va in scena la semifinale di ritorno di Champions League. All’andata, al Camp Nou, si è disputato un match tiratissimo terminato con un timido 0 a 0. L’accesso alla finale di Mosca, quindi, si decide ad Old Trafford.

Si affrontano due corazzate.

Da un lato ci sono Van Der Sar, Ferdinand, Evra, Giggs, Tevez, Scholes e un giovane Cristiano Ronaldo. La panchina, ovviamente, è territorio d’elezione di quella vecchia volpe di Sir Alex Ferguson. Dall’altra parte del campo ci sono invece Zambrotta, Puyol, Iniesta, Yaya Touré, Xavi, Henry, Eto’o e un imberbe Messi. La guida tecnica è affidata a Frankie Rijkaard, ma ci sono già tutti i semi di ciò che verrà di lì a breve. Pochi mesi dopo, infatti, quella squadra sarà rilevata da Pep Guardiola, che inaugurerà un’era vincente grazie al suo leggendario tiki-taka a tinte blaugrana.

Ma torniamo a noi, a quel 29 Aprile 2008. È il 14esimo minuto, e sta per salire in cattedra un uomo solo. Quello del basso profilo, quello del lavorare tanto e a testa bassa. Quello che, per tutti, è semplicemente “The Silent Hero”.

Paul Scholes ha 34 anni, e molti lo danno già per finito. Tra i vari giocatori in campo – rampanti e giovani – appare quello più in declino. Come al solito, sarà sua premura dimostrare il contrario.

Sembra un’azione come un’altra, ma quando di mezzo c’è il genio calcistico non ha senso fare valutazioni preliminari. Il pallone è rotondo e, se in campo ci sono dei campioni veri, le sorti di un match possono cambiare in un attimo.

In un disperato tentativo di fermare uno straripante Cristiano Ronaldo, infatti, il nostro Zambrotta prova a liberare il campo rilanciando il pallone di sinistro.

Intuito, furbizia e rapidità. Nonostante i 34 anni, nonostante le voci di chi lo dà già sul viale del tramonto. Paul Scholes intuisce la direzione e intercetta la sfera. La raccoglie, la porta avanti con coraggio. La accarezza dolcemente una sola volta. Primo controllo e poi, da oltre 35 metri, lascia andare un violento missile con il piede destro.

La palla cambia direzione e si insacca nell’angolino alle spalle di un incredulo Vìctor Valdés: 1 a 0, passaggio del turno e ipoteca sulla Coppa dalle grandi orecchie, che dopo una finale al cardiopalma alzeranno proprio i Diavoli Rossi di Manchester.

I tempi per un Barcellona imbattibile non sono maturi, il centrocampo è ancora il Regno del ragazzo dai capelli rossi venuto da Salford.

– Giornalista: “Zizou, come ci si sente ad essere il migliore centrocampista del mondo?

– Zinedine Zidane: “Ah non lo so, questo dovete chiederlo a Paul Scholes!