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domenica 20 Giugno 2021
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Fabio Borini, un pirata alla conquista della Premier League

3 ' di letturaGli ultimi 30 anni di calcio raccontano di tanti italiani che hanno deciso di cercare fortuna in Inghilterra. Tra questi figura anche Fabio Borini, grande promessa (non pienamente mantenuta) che però si è guadagnata il suo spazio con grande determinazione. La stessa con cui un pirata – il suo soprannome, per via dell’esultanza con la mano in bocca a mo’ di coltello tra i denti – va a caccia dei tesori.

Gli inizi al Chelsea e la storica promozione con lo Swansea

Il legame tra Borini e l’Inghilterra nasce molto presto, con il Chelsea che lo acquista dal Bologna nel 2007. L’attaccante classe ’91 non patisce minimamente l’impatto con il calcio inglese, affermandosi come il bomber delle riserve dei Blues con 10 gol in 11 partite. Nel corso della stagione 2009/10 viene promosso in prima squadra dal tecnico Carlo Ancelotti, che lo impiega in 8 partite (di cui una in Champions League).

Pur avendo impressionato nelle sue prime apparizioni tra i grandi, nel gennaio del 2011 Borini viene ceduto in prestito allo Swansea. Il club gallese punta alla prima promozione in Premier della sua storia: un tesoro invitante per il pirata Borini. L’attaccante segna 6 gol in regular season, determinanti per il raggiungimento del terzo posto da parte del club che poi completa l’opera vincendo i playoff.

Swansea
La salita in Premier con lo Swansea: il primo tesoro per il pirata

Con la fine della stagione 2010/11 termina anche il contratto di Borini con il Chelsea, che non viene rinnovato. L’attaccante torna in Italia, vestendo la maglia della Roma dopo un breve intermezzo al Parma. Sembra concretizzarsi il definitivo ritorno in patria per Borini, ma il richiamo dell’Inghilterra è troppo forte.

Borini inglese parte seconda: flop a Liverpool, trascinatore al Sunderland

Dopo una sola stagione passata in Italia, con 10 gol in 26 partite con la maglia della Roma e con la convocazione da parte di Prandelli per gli Europei del 2012, Borini è uno dei migliori talenti azzurri in circolazione. Su di lui punta il Liverpool, che sborsa poco più di 13 milioni di euro pur di portare il giovane attaccante ad Anfield. I Reds vogliono tornare al più presto ai vertici del calcio inglese ed europeo, ma non sarà certo la stagione 2012/13 quella del loro riscatto.

La squadra allenata da Brendan Rodgers non brilla in nessuna competizione, così come poco entusiasmante è il rendimento di Borini in maglia rossa. L’attaccante, tra infortuni e scelte tecniche che prediligono altri giocatori, mette insieme solo 2 gol in 20 partite.

Borini
Borini e il Liverpool: un amore mai nato

La deludente stagione di Liverpool viene però subito archiviata da Borini, che nell’estate del 2013 passa in prestito al Sunderland. Quella che ha tutta l’aria di essere una bocciatura viene trasformata in una nuova opportunità dal pirata, che con 7 gol in 32 partite trascina i Black Cats ad una splendida salvezza. Inoltre il club sfiora una storico successo in League Cup, perdendo la finale contro il Manchester City dopo aver battuto lo United (anche grazie ad una rete di Borini) nel turno precedente.

Le ultime annate in Premier League

Dopo una stagione del genere, il Liverpool riaccoglie Borini a braccia aperte. Il feeling tra l’attaccante e Anfield però non sboccia neanche questa volta e lo score del giocatore è lì a dimostrarlo, con un solo gol realizzato in tutta la stagione.

La grinta messa da Borini in ogni gara, unita al suo senso del gol, non è stata però dimenticata dai dirigenti del Sunderland, che decidono di acquistarlo a titolo definitivo per poco più di 10 milioni di euro. In biancorosso il pirata ritrova il suo solito spirito, conquistando ancora il tesoro chiamato salvezza. Un traguardo che non ripete nella stagione 2016/17, al termine della quale lascia l’Inghilterra per passare al Milan.

Borini
Il Sunderland: il club “della vita” per Borini

Magari non avrà strabiliato con le sue giocate d’alta scuola come Zola, ma certamente l’esperienza inglese di Borini può essere considerata globalmente positiva. Del resto, quando un giocatore dà tutto in campo come lui, non può che piacere al pubblico britannico.

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