Quando Maradona sfiorò il passaggio allo Sheffield United

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Maradona
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La storia del calciomercato è piena di clamorose trattative saltate ad un passo dalla conclusione. Molti si ricordano il mancato passaggio di Marco Van Basten alla Fiorentina – nonostante un pre contratto già in essere – oppure quello di Roberto Baggio al Parma, con l’allora tecnico gialloblù Carlo Ancelotti che caldeggiava questo esito per poi pentirsene. Ci sono invece affari rimasti più nell’ombra, come quello che avrebbe potuto portare Diego Armando Maradona allo Shieffield United.

Haslam, Rattin e un diciottenne dal futuro luminoso

Siamo nel dicembre del 1978, quando in Argentina arriva Harry Haslam: ex difensore inglese e a quel tempo allenatore dello Sheffield United. L’intento di Haslam è di vestire di biancorosso un promettente giocatore argentino, per cercare di risollevare le sorti del club dopo la retrocessione in First Division del 1976. Per questo avvia una serie di contatti con Antonio Rattin, agente di giocatori ed ex capitano della Nazionale albiceleste.

I suoi assistiti sono per lo più giocatori giovani e ancora sconosciuti a livello internazionale, che quindi possono trasferirsi all’estero senza scontrarsi con le autorità argentine (contrarie all’addio dei migliori). Nella lista di Rattin figura anche l’allora diciottenne Diego Armando Maradona, di cui si parla già molto nonostante l’assenza dalla lista per il vittorioso Mondiale del 1978.

Maradona alle Blades: trattativa avvolta nel mistero

L’obiettivo principale di Haslam è proprio El Pelusa, soprannome di Maradona a quei tempi. Il tecnico delle Blades, oltre alle positive relazioni di Rattin sul ragazzo, lo vede giocare in una partita dell’Argentinos Juniors – dove milita in quel periodo – e ne rimane letteralmente folgorato. Appurate personalmente le qualità divine di Maradona, Haslam va a Mar del Plata per conoscere Jorge Cyterszpiler: procuratore (e grande amico) di Diego.

La possibile partenza di Maradona per l’Inghilterra diviene una questione politica molto importante, tanto che il regime militare la segue con attenzione e ne mantiene la quasi assoluta segretezza. Haslam viene a sapere che, per portare Maradona a Sheffield, deve farlo di nascosto per evitare che scoppi un caso Nazionale. Difficoltà che tuttavia non scoraggiano il tecnico delle Blades, elettrizzato dalla possibilità di avere in squadra Maradona.

Disaccordo sulle cifre: Maradona non va in Inghilterra

Un entusiasmo che coinvolge anche il ragazzo, a cui piace l’idea di andare a giocare in Inghilterra e per un club dall’importante storia calcistica. La trattiva parte dunque con il piede giusto ma, come spesso accade, si arena quando arriva il momento di parlare di cifre. Haslam propone 900.000 sterline per il cartellino del giocatore: prezzo che soddisfa il presidente dell’Argentinos Juniors Settimio Aloisio. Con i proventi della cessione del suo giovane fuoriclasse, può infatti risanare i conti del club.

Il consiglio di amministrazione della società non è dello stesso avviso, proponendo una controfferta di 1 milione e 300.000 sterline. Cifra già insostenibile di per sé per la squadra inglese, alla quale vanno anche sommate le altre spese per rendere “politicamente possibile” il trasferimento. Quella si rivela di fatto la conclusione della trattativa tra lo Sheffield United e l’Argentinos Juniors per Maradona che, mancato l’approdo in Inghilterra, negli anni successivi veste le maglie di Boca Juniors, Barcellona e Napoli. Una sliding door che avrebbe potuto cambiare la storia del calcio, vista la portata del giocatore in questione.