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martedì 13 Aprile 2021
Home Storie in the box Quando il piccolo Oldham Athletic demolì il Forest di Brian Clough 5-3

Quando il piccolo Oldham Athletic demolì il Forest di Brian Clough 5-3

2 ' di letturaL’aria è intrisa di zaffate nuove. Sfrigola, letteralmente. La Premier League è un bambino d’oro che strepita ancora dalla culla. Il mese di agosto del 1992 scandisce l’inizio di una nuova era.

Boundary Park è un piccolo catino intriso di passione viscerale: 11632 cuori che pulsano tutti in un verso solo. La squadra di casa, l’Oldham Athletic, non avrebbe diritto di giocare nella prima divisione del calcio inglese, se ascolti i bookmakers. Invece, dopo essere tornata nella massima serie dopo un digiuno atomico – 68 anni – è riuscita a sfangarla nella vecchia First Division. Piccolo spoiler: ce la farà anche stavolta, per miracolo. E questo incrocio precoce sarà già decisivo. A fine stagione la squadra di Joe Royle si assesterà al quartultimo posto, in faccia a Palace, Boro e – sì, avete sentito bene – proprio al Forest di Brian Clough.

Perché si dà il caso che oggi, è il 22 agosto, davanti ci siano proprio i ragazzi del Nottingham. La storia che scende in campo sbilancia il piatto da un lato soltanto in teoria. La pratica fa spallucce e se ne frega. Il primo tempo incrina le regole non scritte della sudditanza e prende a calci i dogmi. Quando Clough rientra negli spogliatoi il programma è nitido ed inevitabile: mangiarsi quei rammolliti dei suoi. L’half-time ed un implausibile 3-0 per l’OLD compone direttamente il numero e trilla vergogna.

Com’è potuto accadere? Mezz’ora, cross in mezzo, mischia. Mark Crossley sembra avercela fatta, a sventare la minaccia, ma poi sbuca fuori dal nulla Neil Adams e la sbatte dentro. Il Forest non ha nemmeno il tempo di rimuginarci su che Graeme Sharp – una leggenda in scarpini di cuoio – infila il raddoppio stordendo un difensore. Non è finita qui. Tramonto del primo tempo, Steve Redmond impugna il joystick e lancia dalla difesa, Gunner Halle lavora il pallone e Nick Henry rifinisce per il 3-0.

Telecamera nascosta dentro lo spogliatoio dei The Reds. Le pareti vibrano. L’intonaco si sgretola. L’aria viene ispessita da una congerie di espressioni blasfeme. Qualunque cosa faccia o dica Cloughie, inizialmente non funziona per nulla. L’Oldham passa di nuovo, dopo soltanto un minuto: stavolta è Halle a spaccare la porta. I Latics Athletic sono presi benissimo, ma Stuart Pearce non ha intenzione di assistere passivamente all’umiliazione. Halle sfreccia di nuovo verso l’area, ma lui lo contrasta con vigore. Rimpallo, sfera catalizzata da Paul Bernard e botta per il bacino della buonanotte che si prende lo scettro di Goal of the day. Alzi la mano chi ci avrebbe scommesso un quarto di penny: 5-0.

Il Forest si sveglia troppo tardi. Il sussulto d’orgoglio è un rigurgito che fabbrica tre gol. Pearce infila quello della bandiera su penalty, mentre la doppietta di Gary Bannister quando già si srotolano i titoli di coda rende meno cocente la bastonata.

Al triplice fischio Boundary Park è sul punto di implodere. Clough scuote la testa e mastica amaro. Royle salta di gioia. La Premier League ha emesso uno dei suoi primi spettacolari vagiti.

 

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Paolo Lazzari
Paolo Lazzari
Giornalista

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