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martedì 13 Aprile 2021
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Oasis e Maradona: lo strano incontro tra i fratelli Gallagher e il Pibe de Oro

4 ' di letturaAlcuni incontri avvengono per caso, eppure sembra tutt’altro.

Che cosa hanno in comune due fratelli capelloni ed eccentrici con il più famoso e divinizzato calciatore di sempre? Che cosa possono condividere due rockstar cresciute nella periferia di Manchester con un campione senza pari che arriva dall’Argentina? Nulla, apparentemente.

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Dovevamo scrivere su Diego Armando Maradona, era inevitabile, ma allo stesso tempo difficile, perché il rischio di finire fuori tema c’è, insomma, Maradona non ha mai giocato in Inghilterra, non ha mai vestito la maglia di una squadra del campionato inglese e anzi, la sua storia ha evidenziato spesso il suo astio verso gli inglesi. Nemici in un tempo che sembra lontano, un’epoca sgranata almeno quanto le immagini di Messico ’86, con la cinepresa che magneticamente seguiva la danza impossibile del Pibe mentre si lasciava dietro mezza nazionale inglese fino a mettere a sedere pure Peter Shilton e realizzare l’opera d’arte più bella mai vista su un prato verde, il gooool! per eccellenza. Un gol reso ancora più mitico dall’altrettanto mitico gesto di quattro minuti prima, quella mano de Dios che aveva beffato tutti, facendo indignare il contegno e la correttezza dei gentiluomini inglesi. Maradona era un nemico del Regno Unito, si era autoproclamato tale e decise che la rivincita sua e del suo popolo, gli argentini, sulla sanguinosa sconfitta nella guerra delle isole Malvinas (le Falklands per i britannici) sarebbe stata quel giorno, quel 22 giugno 1986 nella torrida Città del Messico. Diego quel giorno si prese quella rivincita e si innalzò come calciatore e come uomo sopra tutti gli altri. Mise in campo, oltre alla sua classe indefinibile, la più grande e imponente personalità che si potesse cercare in un giocatore, portò la sua nazionale ad alzare la Coppa del Mondo ed entrò nell’Olimpo del calcio mondiale. L’essere nemico degli inglesi contribuì ad aumentare la caratura di quell’impresa, nonché della figura di Diego Armando Maradona agli occhi dei suoi connazionali e dei sudamericani in generale.

Come possiamo immaginare, il fatto che il simbolo dell’Argentina con la maglia numero 10 rappresentasse l’arma più potente contro gli inglesi, ogni argentino, più o meno esplicitamente, considererà sempre il Regno Unito un antagonista. Tuttavia, una regola, per esistere, deve essere confermata da una o poche più eccezioni. E qui ci riagganciamo a quei due fratelli di Manchester e alla loro rock band, gli Oasis. Se nemico vuol dire che ti odiano, allora loro non sono mai stati nemici dell’Argentina, né gli argentini li hanno mai considerati nemici, seppur inglesi. Le loro canzoni hanno forgiato un’epoca e hanno fatto cantare, ballare ed emozionare tutto il mondo, rompendo in mille pezzi il guscio di quella grigiastra periferia inglese. I tour degli Oasis cominciarono a disegnare il mondo e, guarda un po’, li portarono anche a Buenos Aires. Uno potrebbe pensare: “ma come, sono inglesi, e la guerra? E le Malvinas? E la partita all’Azteca nell’86?” Macché, Wonderwall, Don’t look back in Anger, Live forever e le altre decine di meravigliosi pezzi scritti dai fratelli Gallagher piacciono a tutti, non conta la latitudine, non importa cosa sia successo in passato, e fu così che gli Oasis fecero innamorare la capitale argentina.

Arriva qui l’incontro “casuale”, perché è stato tale solo da una parte, quando i “Gallagher brothers” si fanno accompagnare ad una festa in un locale di Buenos Aires e a quella festa, guarda caso, c’è anche Diego Armando Maradona. Il fatto è abbastanza noto: i due fratelli, già in condizioni “alcolemiche” degne di un Gazza carichissimo, con il loro poco comprensibile accento della Grand Manchester area, iniziano a far pressione su Diego, chiedendo di essere ammessi nel privé dove El Pibe de Oro sta facendo festa. Un banchetto a dir poco spumeggiante, con Diego che delizia i fan e le molte “ladies of the night”, come dirà Liam Gallagher, presenti, palleggiando con il tappo di una bottiglia di Champagne. Sebbene Maradona non si fosse mostrato per nulla interessato a fare conoscenza delle due rockstar britanniche, qualcuno li fa entrare. Lì nessuno è perfettamente lucido, né Diego né tantomeno i Gallagher, condizionati dagli eccessi della serata e ammaliati dalle tante bellissime ragazze presenti, ma scappa una fotografia, perché puoi essere stonato quanto vuoi ma il Dio del calcio è lì e tu devi per forza strappargli un ricordo.

Nel pieno stile Oasis, come possiamo immaginare, i due fratelli non escono solo con quella foto ricordo, no, sarebbe troppo poco, perché Diego ha notato che Noel e Liam allungano troppo gli occhi e le mani, quelle ragazze li attirano e loro si fanno attirare, ma lì c’è il re e comanda lui. Diego prende uno dei presenti che parla inglese e gli comanda di intimare ai due musicisti di non portarsi via le ragazze, perché se lo avessero fatto lui li avrebbe fatti “ammazzare”.

Liam Gallagher ha raccontato questo incontro, questa bizzarra situazione con questa amorevole minaccia, e nonostante tutto ha dichiarato il suo amore per Diego Armando Maradona. Un amore che parte dalla passione per il football, o fútbol se preferite (probabilmente la scelta sarà in linea con la vostra opinione sulle Falklands/Malvinas), una passione che Maradona ha contribuito a rendere più grande e profonda per ogni amante del pallone, ma parte anche da un colore, il celeste dell’Argentina, che non si allontana poi così tanto dall’azzurro del Napoli di Maradona e ancora, guarda caso, non così diverso dal “light blue” della squadra del cuore dei fratelli Gallagher, il Manchester City, dove tra l’altro gioca un altro argentino che un po’ a calcio sa giocare, il Kun Agüero, genero di Maradona, neanche a farlo apposta.

La verità è che questo “casuale” incontro non è stato solo un incontro tra nemici, tra storici antagonisti, è stato un momento di sballo e di leggerezza tra simili, perché Diego Armando Maradona, oltre ad essere il più iconico calciatore della storia è anche un po’, un po’ tanto, una rockstar, proprio come Noel e Liam. E allora musica,

 

you and I are gonna live forever.

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