0.9 C
Londra
lunedì 25 Gennaio 2021
Home Storie in the box "Io lo uccido quello stronzo!" - Eric Cantona nell'inferno di Istanbul

“Io lo uccido quello stronzo!” – Eric Cantona nell’inferno di Istanbul

Probabilmente la peggior serata calcistica vissuta dagli uomini di Sir Alex Ferguson

3 ' di lettura“Lasciatemi passare: io lo uccido quello stronzo!”

“No Eric: fermati. Ma sei pazzo?? Lascia stare: là fuori c’è il finimondo!”

“Lasciatemi andare!”

E gli piombano addosso in due, tre, quattro… Roy Keane, Schmeichel, lo stesso Ferguson. Faticano a trattenerlo, ma riescono a farlo entrare nello spogliatoio.

È il 3 novembre del 1993: va in scena il secondo turno di Coppa dei Campioni e di fronte ci sono Galatasaray e Manchester United. I britannici sono obbligati a vincere, dopo aver pareggiato all’andata all’Old Trafford per 3-3. I precedenti non sono confortanti e quello che succede quella sera è peggio di quanto potessero già immaginare…

Le avvisaglie c’erano state fin dal giorno prima: quando ad esempio, in hotel, un giovane inserviente, intento a dare una mano coi bagagli, aveva replicato al sorriso di Keane (come l’irlandese stesso ha raccontato) guardandolo fisso e mimando il taglio della gola. La notte ci avevano pensato altri ragazzi a fare confusione nei corridoi e fuori, rendendo praticamente impossibile alla squadra riposare. Contemporaneamente dei tifosi inglesi avevano danneggiato un hotel all’altro capo della città, gettando così benzina su un fuoco che già iniziava a divampare.

Già, il fuoco: quello del tifo caldo e infernale che accoglie i diavoli rossi all’Ali Sami Yen Stadı di Istanbul. Welcome to the hell: benvenuti all’inferno! Per darvi un’idea un po’ fantasiosa (ma efficace), sembra di stare nella pubblicità che la Nike ha prodotto nel 1996: non ci sarebbe da meravigliarsi se l’autore avesse preso ispirazione da lì, essendo Cantona uno dei protagonisti sia di quel match che dello spot; ma questo non è dato saperlo.

“Io lo uccido quello stronzo!” Eric Cantona nell’inferno di Istanbul

L’arena è soldout: 23.000 persone circa, in massima parte locals, che agitano torce, fumogeni e sciarpe; appesi ci sono pezze e striscioni giallo-granata, anche con scritte minacciose. Sembrano il doppio. E cantano incessantemente. È un pandemonio. I calciatori ospiti vengono invitati ad uscire sul rettangolo di gioco in largo anticipo sul fischio d’inizio: per prendere una sorta di confidenza e abituarsi a quanto sta succedendo. L’effetto è tutt’altro che confortante: si guardano intorno, increduli. Non sembra più una sciocchezza: le contestazioni del giorno prima in aeroporto adesso hanno un sapore diverso. In quel momento diventa chiaro e palese che non sarà una partita come tante altre… Inizia. I minuti scorrono pesanti ed inesorabili. Lo 0-0 non si sblocca. I Red Devils non sono tutti propriamente delle educande, ma il clima è davvero insostenibile. Devono vincere ma è come fossero trattenuti dal timore di far venire giù quella bolgia. E i turchi, anche in campo, forti del casino che arriva dagli spalti, non lesinano provocazioni e colpi proibiti. Ma così si va a casa: col pareggio passano i Cimbom.

Complice il clima incandescente e il risultato sfavorevole, i nervi saltano e succede il fattaccio. Cantona va a riprendersi di forza una palla uscita in fallo laterale e vuole ribatterla dalla linea di bordocampo: nel farlo litiga con 5-6 avversari e poi litiga anche con l’arbitro, Kurt Röthlisberger (accusato successivamente di corruzione – mai provata però), il qualche non esita un attimo (e forse non aspettava altro) ed estrae il cartellino rosso. Il francese sbotta. Deve intervenire un poliziotto per scortarlo negli spogliatoi e poi ne intervengono altri e nello scendere la scalinata che porta di sotto pare riceva una manganellata. È la goccia che fa traboccare il vaso: il Re si toglie la corona e diventa una furia. “Io lo uccido quello stronzo! Fatemi passare!” E per tenerlo gli piombano addosso in 4-5… La partita finisce, la squadra di casa e i suoi tifosi festeggiano, ma King Eric è inferocito e vuole tornare fuori a farsi giustizia. Gli altri glielo impediscono: vogliono solo andarsene via da quell’inferno.

“Io lo uccido quello stronzo!” Eric Cantona nell’inferno di Istanbul

Racconta Roy Keane nel libro “King Eric“ di Wayne Barton: “Dopo l’espulsione nel camerino Eric è impazzito. Era determinato a tornare fuori per sistemare il poliziotto furfante che lo aveva colpito con il manganello. Eric era grosso e forte. Era molto serio, insisteva che avrebbe ucciso quello stronzo. Ci sono voluti gli sforzi di Ferguson, di Brian Kidd e di alcuni giocatori per trattenerlo. Normalmente non mi sarei tirato indietro da una rissa, ma nemmeno io ero preparato ad una cosa del genere. C’erano troppi turchi là fuori!“ Quella serata è tuttora ricordata praticamente da tutti i presenti dello United (Sir Alex compreso) come la peggiore mai vissuta. Quella serata, la vera vittoria, era portare la pellaccia a casa!

[LEGGI QUI]

LEGGI E COMMENTA

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Avatar
Ilaria Ciangola
Di Trento. O.S.S. in Pronto Soccorso. Tifosa e appassionata di calcio (italiano e internazionale), viaggi, Oasis e tutto ciò che è oltremanica.

Articoli Correlati

Condividi: