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Muamba, l’aldilà e quei 78 minuti giocati in Paradiso

3 ' di lettura“Questa è la storia di un miracolo, di una gita compiuta in poco più di un’ora dove un semplice ragazzo è passato dalla vita terrena all’aldilà con un biglietto di andata e ritorno”

Sono ancora in piedi, questo è il titolo del libro di Fabrice Muamba che tecnicamente è morto per più di un ora tornando poi nell’aldiquà. 

Fabrice Ndala Muamba è nato a Kinshasa il 6 aprile del 1988 e morto per 78 minuti il 17 marzo 2012. Proprio così, la sua storia ha il sapore di un vero miracolo.

Di fatto la carriera calcistica del ragazzo congolese naturalizzato inglese non ha mai brillato. Ha vestito le maglie di Arsenal, Birmingham e Bolton. 201 presenze e 5 reti. Il tipico centrocampista con tanta corsa. 

Vi siete mai chiesti se esistono i miracoli? Chiedetelo a Fabrice! La sua storia è incredibile. Mettetevi comodi.

17 marzo 2012, White Hart Lane, Londra. Tottenham – Bolton match valevole per la FA Cup.

Siamo al minuto 42 del primo tempo quando il centrocampista del Bolton Muamba cadde a terra incapace di rialzarsi. Restò immobile con la faccia sull’erba.

In quel preciso momento tutto lo stadio si ammutolì, sugli spalti venne immediatamente compresa la gravità della situazione. Intorno a Fabrice si venne a creare un fitto gruppo di persone, il suo cuore in quel preciso momento smise di battere. Ma non per sempre.

I tentativi di rianimare Muamba durarono ben 48 minuti, prima sul terreno di gioco, negli spogliatoi e in ambulanza, sembrava tutto finito. I tifosi presenti allo stadio erano ormai consapevoli del fatto che quella sera avevano assistito alla perdita di un ragazzo di soli 23 anni dal cuore d’oro. Tristezza e malinconia circondarono White Hart Lane.

Quella sera in campo oltre al personale medico di servizio allo stadio scese in campo pure Andrew Deaner, vi starete chiedendo chi è, ebbene sì, di fatto è il vero eroe di questa straziante notte inglese. Andrew tifoso del Tottenham era allo stadio per supportare la sua squadra del cuore, quando per l’ennesima volta il dovere lo ha chiamato e lui prontamente ha risposto. 

Il cardiologo si precipitò in campo abbandonando così il suo comodo seggiolino, rendendosi protagonista di un vero e proprio miracolo. Seguì tutta la fase di rianimazione con tenacia e professionalità.

Muamba venne traferito in ospedale dove continuarono per mezz’ora i tentativi di rianimazione. In totale furono ben 78 interminabili minuti.

Al London Chest Hospital dopo quel periodo di tempo si realizzò il miracolo, il suo cuore riprese a battere. Fabrice era tornato nell’aldiquà dopo una breve gita in paradiso. 

L’episodio che accadde quella notte resta ancora senza risposta, non si riesce a spiegare cosa sia successo al cuore matto del ragazzo congolese. Il filo al quale era attaccata la sua vita si era letteralmente spezzato, ma ancora non era il momento di salutare tutti e la spina improvvisamente si riattaccò, illuminando l’anima di chi era rimasto con il cuore in gola per troppo tempo.

Due giorni dopo l’arresto cardiaco il cuore di Fabrice batteva in autonomia, gli venne impiantato un defibrillatore cardiaco necessario appunto per prevenire la morte nel caso in cui un simile episodio si fosse ripresentato.

Muamba decise di ritirarsi dal calcio giocato il 15 agosto 2012 all’età di 24 anni. Scegliendo così la vita rispetto al football che tanto ha amato.

La sua storia ha sconvolto il mondo intero, tantissimi personaggi dello sport si sono mobilitati per stringersi vicino al centrocampista del Bolton. L’ amore che ha ricevuto è commisurato a quello che lui stesso ha trasmesso, il suo sorriso è sempre stato contagioso.

Fabrice oggi lavora come giornalista sportivo e chissà se tra le righe scrive spesso la parola miracolo, lui che di fatto ne ha compiuto un vero e proprio.

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