Il canto del cigno di Christophe Dugarry al Birmingham City

Un moschettiere francese al servizio di Steve Bruce

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Gennaio 2003. Prendete una squadra alla ricerca di un’identità, fortemente desiderosa di far bella figura al ritorno nella massima serie e intenzionata a rimanerci. E prendete un giocatore dalla carriera tanto illustre, quanto costellata di alti e bassi. A Birmingham sognano una punta di diamante: magari, perché no, un campione del mondo. Christophe è un uomo che non vuole ancora darsi per vinto e vuole tentare fortuna in una competizione entusiasmante e prestigiosa, come la Premier League inglese. E così questi due destini si incrociano.

Dugarry scores for the Blues

Dugarry è un gigante francese di 1,88 per 80 kg. Del 1972, attaccante, aveva iniziato nel 1988 a Bordeaux, dove aveva formato un trio delle meraviglie con Lizarazu e Zidane, ed era considerato uno dei migliori della sua generazione. La forza, la capacità nel gioco aereo, l’intuizione nel saper finalizzare un tiro o un’azione anche producendo ottimi cross per gli altri, l’eleganza tipica del transalpino medio: questi i suoi punti forti. Noncurante, provocatorio, a volte cinico. Eppure i detrattori dicono abbia segnato molto meno di quanto avrebbe potuto: l’imprecisione è un suo difetto, può essere. Però, quando era in giornata o si creava l’incastro giusto oppure la buttava dentro… era un bel vedere. E i tifosi del Birmingham City rimangono ammaliati dalle sue giocate!

Dugarry vs Samuel

Lo vedi dipingere pennellate vere: come il gol su punizione con palla a girare contro il Southampton. E quello praticamente di tacco contro il Charlton, che va ad insaccarsi al lato opposto della rete. Lo stop con tiro al volo vincente, contro il Middlesbrough. E poi i dribbling e la sfera che sembra attaccata ai piedi, che sembra scivolargli con una facilità assurda. O quella capocciata vincente in area, di rapina, sempre contro i Saints. E l’espressione, durante i festeggiamenti, di chi sa quanto davvero vale e te lo ha appena dimostrato. Di chi non vuole arrendersi. E i duelli: con Terry, Scholes, Jlloyd Samuel, Sun e chiunque gli si pari davanti. Funziona pure la combinazione perfettamente imperfetta con Horsfield, ex muratore, un giocatore più grezzo, ma abituato a lottare su ogni pallone.

Dugarry vs Scholes

Entra in campo 15 volte e segna 5 reti. I bluenoses finiscono tredicesimi, ma sono 3 punti sopra gli odiati Villans. La stagione successiva arrivano decimi, ma 8 punti dietro i rivali cittadini: lui fa ancora 15 presenze, ma segna solo una volta. Succede che l’incantesimo si è rotto; è durato il tempo di una stella cadente. Il sogno è svanito. Banalmente: l’amore non è divampato; la scintilla del colpo di fulmine si è esaurita. Il contratto si risolve in anticipo. Non si trova bene in Inghilterra: né lui, né la famiglia; né come clima meteorologico, né con i compagni, con i quali crescono screzi e tensione. Semplicemente è stato il canto del cigno di un campione: gli ultimi sprazzi di talento e bravura prima di realizzare che la carriera è finita e che è davvero ora di appendere gli scarpini al chiodo. Ma alla gente di Birmingham, sponda blu del City, non importa nulla se è durato poco: da quelle parti hanno sognato, con quel francese entusiasta ed irriverente, e tanto gli è bastato; perché sono gente da sempre abituata ai sacrifici, che non chiedono molto altro se non poter guardare un po’ alle stelle.