Febbre rossa: Mario, una proposta sotto la Kop e Anfield come giardino di casa

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di Mario Djuninski

Il secondo capitolo della straordinaria storia di Mario, trasferitosi a Liverpool per amore dei Reds. Dopo la nascita di una passione enorme, coltivata nel corso degli anni, (LEGGI QUI) decide che il momento di partire è arrivato.

Nel febbraio 2016 andai a Londra per due giorni per la finale della Capital Cup al Wembley contro il Man City che perdemmo ai rigori per poi tornare di nuovo ad Anzio. E così finalmente, il mese dopo, a marzo, presi il mio solito aereo per Liverpool, ma stavolta era di sola andata. Ed eccomi qui, da solo nella città dei Beatles e di Steven Gerrard ad iniziare una nuova vita. Il mio inglese a quei tempi lasciava alquanto a desiderare, ma la voglia di spaccare il mondo era più forte di tutto. Sono stato fortunato ad incontrare Stefano Brunelli, un ragazzo di Brescia che vive a Liverpool da 13 anni, che insieme a sua moglie Rose mi è stato vicino nel periodo di adattamento alla nuova vita. Tra l’altro Rose, professoressa al college, ebbe la geniale idea di aggiungere al mio CV, con il quale dovevo trovare lavoro, il fatto che sono un tifoso sfegatato del Liverpool. Ma cosa c’entra sta cosa? C’entra, perchè grazie a quel piccolo dettaglio riuscii a trovare un lavoro come gelataio in un ristorante al centro di Liverpool. Il titolare era anche lui un grande tifoso dei Reds e quel “dettaglio” lo colpì talmente tanto da chiamarmi subito per fare la prova. Io rimasi veramente sorpreso da tutta questa storia, ma ero felice di essermi sistemato lavorativamente. Prima di firmare il contratto però dovevamo fare un patto con il Boss. Ogni settimana, sia se  il Liverpool giocasse in casa, sia in trasferta, lui doveva lasciarmi qualche ora libera per andare allo stadio oppure l’intero day off in modo da non farmi perdere nessuna partita. E lui accettò senza nessun problema. Era davvero una possibilità su un milione di trovare qualcuno che possa assumerti e adattarsi alle tue regole da tifoso, ahahah mi sembrava davvero di sognare! Quindi le cose si misero subito in discesa e non saltai più nessuna partita, anche perchè ero lì per quello, per essere parte fissa della Kop, la curva più bella del mondo, il vero dodicesimo uomo in campo. Qualche giorno dopo c’era il match di Europa League contro il Dortmund, probabilmente una delle partite più emozionanti di sempre. Una rimonta incredibile, di fronte ai miei occhi, un 4-3 con gol all’ultimo minuto, che definire leggendario è poca cosa. Due giorni dopo, mi arrivò una mail in cui c’era scritto che avevo vinto la lotteria sul sito dell’Uefa per aggiudicarmi il biglietto per la finale a Basilea. Dovevamo eliminare solo il Villareal in semifinale e avevo un ticket per la finale. Oh mio Dio, il destino era di nuovo con me! Ovviamente eliminammo gli spagnoli ed eccoci nella tanto sperata finale di Europa League. I voli aerei andarono subito esauriti, cosi feci gli straordinari prendendo prima un pullman fino a Londra, poi un aereo fino a Orio al Serio di Bergamo e poi infine un pullmino insieme ai ragazzi dell’Italian Branch fino a Basilea. Un viaggio totale di 17 ore sola andata. Ero devastato, ma volevo alzare il trofeo al cielo! Purtroppo perdemmo quella finale e il viaggio di ritorno si fece ancora più pesante. Altre 17 ore complessive per tornare a Liverpool e svenire dalla stanchezza. Ma dentro di me c’era anche una minima sensazione positiva, ero felice di aver dato tutto me stesso sulle tribune per sostenere ed incitare i ragazzi, ma ahime’ non era bastato! Moralmente era dura perdere quella finale, perche’ la stagione successiva non potemmo giocare nelle competizioni in Europa. 

Mario esulta in mezzo alla famiglia rossa

La stagione 2016-17 iniziò abbastanza bene per me, eravamo primi in classifica fino a gennaio e nell’ambito lavorativo andava tutto bene. Poi a gennaio del 2017 arrivò a Liverpool una mia amica di Anzio: anche lei voleva cambiare vita e fare un’esperienza all’estero per imparare l’inglese. Si trovò bene e dopo qualche mese, ridendo e scherzando, questa ragazza conquistò completamente il mio cuore! Una ragazza unica e speciale! Adesso nel mio cuore non c’era solo il Liverpool, ma c’era anche lei, Marzia, una splendida ragazza che cambiò in positivo questa mia esperienza già bella, ma con lei al mio fianco aveva una marcia in più! Neanche a dirlo, come la maggior parte delle donne, non aveva nessun interesse per il calcio, ma poi con un pazzoide come me accanto, era inevitabile che iniziasse ad amare il calcio e soprattutto il Liverpool! Veniva con me spesso ad Anfield e l’atmosfera della Kop presto la conquistò. Ormai si poteva considerare anche lei una vera Kopite. La nostra vita insieme a Liverpool, tra lavoro, partite e tempo libero andava a gonfie vele. Eravamo innamorati ed era tutto bellissimo. Il Liverpool di Klopp cresceva a dismisura e i risultati iniziavano a vedersi. Il tedesco, grazie al suo genio calcistico, riuscì a creare una macchina da guerra, una squadra capace di devastare tutto ciò che trovava sulla sua strada. Ai quarti distruggemmo il City con l’atmosfera più bella di sempre ad Anfield, avevamo dieci marce in più sia in campo che sulle tribune. L’ennesima dimostrazione che le vere squadre si costruiscono con progetti e idee chiare, pazienza e giocatori giusti, non sperperando i soldi degli sceicchi come fanno altre squadre. Non c’è storia. Il Liverpool era tornato a volare in Europa e nessuno poteva impedircelo. Nella semifinale trovammo la Roma, in una partita che sognavo da anni, visto che avevo passato quasi tutta la mia vita in provincia di Roma. All’andata partita senza storia, un 5-2 che non lasciò scampo ai romanisti! Nel ritorno faticammo di più, ma alla fine conquistammo la tanto sognata finale di Kiev. Nella partita di ritorno tornai a casa mia ad Anzio, che si trova a 60 km da Roma, per assistere al match, insieme a Marzia, Stefano e il mio titolare, che appunto voleva tanto visitare il bel paese. Ho tanti amici ad Anzio che tifano Roma ed eliminarli a casa loro è stato un momento di goduria pura. Cantammo a loro il coro “Arrivederci” con un accento scouse che mi entrò scherzosamente in testa, visto che era un misto di goliardia e sfotto’! E’ stato bello ma ora c’era la finale. Partita sfortunata giocata senza portiere e 3-1 per i madrileni. E’ stata dura, ma ero sicuro che ci saremmo rifatti l’anno dopo. Il destino doveva essere con noi. Avevamo fatto un percorso incredibile e quel trofeo sarebbe stato la ciliegina sulla torta. Ma ahime’.

Una storia che ha fatto il giro del mondo: qui ai microfoni di Dribbling

La stagione successiva siamo riusciti a fare 97 punti in campionato senza vincerlo, davvero clamoroso! Mai nessuna squadra ha fatto 97 punti senza vincere! Ma la Champions di quell’anno mi ha regalato tante soddisfazioni, sia calcistiche che personali. Ad ottobre durante la partita contro la Stella Rossa nei gironi, vinta 4-0, decisi di fare una sorpresa a Marzia. La sorpresa consisteva di chiederle la mano, una proposta di matrimonio ad Anfield di fronte a 54 mila persone! La nostra storia d’amore era stupenda e volevo prepararle una cosa speciale, visto che era ormai la donna che volevo per sempre al mio fianco. E siccome non mi piacciono le cose scontate e prevedibili, volevo farlo in grande stile. Marzia ha un carattere molto introverso ed è timida, quindi non sapevo come potesse reagire ad una proposta del genere! Ma andò tutto alla grande e mi disse “SI” di fronte al The Kop! Momento indelebile che ricorderò per tutta la vita! Questa notizia fece il giro dei giornali, ma onestamente non era una cosa voluta dall’inizio. Soprattutto in Bulgaria fece un boom inaspettato, tra tg locali e siti nazionali, tutti parlavano della proposta. Era una favola che si realizzava, vivere a Liverpool con la persona che amo non aveva prezzo, era tutto bellissimo. Il Liverpool dal canto suo, continuava a spaccare e poi arrivò il Barcellona in semifinale. Un 3-0 bugiardo all’andata per loro, ma non era finita. Avevo quella sensazione positiva dentro me stesso, sapendo che nelle difficoltà tiriamo sempre fuori il meglio di noi stessi, come recita anche il nostro meraviglioso inno. Il Liverpool non muore mai, mai! Durante l’inno nel prepartita, casualmente vengo inquadrato in diretta dalle Tv mentre canto a squarciagola, un momento da ricordare per sempre. Pura pazzia quel match, assoluta follia. 4-0 e si vola in finale a Madrid. Abbiamo scritto la pagina europea più epica ad Anfield eliminando una grande squadra. Le emozioni che provai furono incredibili, davvero non trovo aggettivi per descrivere ciò che è successo quella sera! Dopo il 3-0 di Gini ricordo che piansi dalla gioia, poi sinceramente non ricordo più niente. Il Liverpool è capace di regalare anche questo, di far godere i propri tifosi in un modo unico ed assolutamente pazzesco. Ero orgoglioso di tifare questo straordinario club, ero orgoglioso di esser stato presente in una serata che entrerà nell’Olimpo e nella storia di questo meraviglioso sport chiamato football. Le emozioni nel post partita erano devastanti, festeggiammo cantando ed impazzendo nel centro città insieme ad un mare di Kopites fino alle 5 di mattina. Che serata mamma mia! Adesso però ci aspettava la finale, la rivincita e stavolta non si poteva sbagliare. Dovevamo distruggere il Tottenham ed alzare il trofeo più importante. Vincemmo 2-0 senza troppe difficoltà e la festa della Champions iniziò nel modo più gioioso, senza fermarsi per diversi giorni. Le strade erano tutte rosse, un fiume di persone a festeggiare i ragazzi nella parade con il pullman scoperto! La Coppa dalle grandi orecchie era nostra, dopo 14 anni dall’ultima volta! Era nostra e ce la godevamo come non mai! In quei momenti capisci davvero cosa vuol dire far parte di questa squadra e tifoseria, capisci quanta importanza ha nella tua vita, nel tuo cuore e, nel mio caso, anche sulla pelle, perché è tatuato per il resto dei miei giorni! Il Liverpool è GRANDE, e mai nessuno sarà più grande!

Anfield: come essere a casa