Dentro il Molineux, la casa dei lupi d’Inghilterra: la casa del Wolverhampton

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Lorenzo Petrucci ci ha raccontato il suo viaggio al Molineux

Mi trovo in vacanza a Birmingham, città fiorente delle West Midlands e seconda più grande metropoli del Regno Unito. A una trentina di minuti di treno da qui si trova la cittadina di Wolverhampton, la cui squadra locale ha un passato glorioso essendo stata tra le dodici fondatrici del campionato di calcio inglese. Negli anni ’50 il club si è aggiudicato tre titoli e due FA Cup, partecipando anche a prestigiosi amichevoli contro il Real Madrid e la Budapest Honved. Oggi, dopo qualche anno di transizione tra Championship e League One, il club è tornato a gustare nuovamente il sapore del successo con il ritorno in Premier League e la conquista di un posto in Europa League.

Una veduta esterna dello splendido Molineux

Dalla stazione centrale di Wolverhampton il Molineux non è difficile da raggiungere. Le indicazioni sono precise e in meno di quindici minuti a piedi si arriva a destinazione. Come sempre, la prima tappa è lo store. Dopo mi dirigo verso la segreteria, dove ottengo il permesso di entrare allo stadio. Il Molineaux ha una capienza di 32 mila posti e di tutti gli stadi inglesi fin ora da me visitati è quello più “italiano”, forse per la particolarità della pista di atletica che divide gli spalti dal campo, non comune in un impianto inglese. La struttura è divisa in quattro tribune dedicate a quattro miti della storia Wolves: Steve Bull, Jack Harris, Stan Cullis e Billy Wright. La mia permanenza all’interno dello stadio è breve, il tempo di scattare qualche foto che vengo riaccompagnato all’uscita. Questi lupi, seppur in breve tempo, mi hanno conquistato e sono sicuro che un giorno torneranno ad essere ciò che erano una volta: i campioni del mondo.

Scritto da Lorenzo Petrucci