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domenica 7 Agosto 2022
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Cech, la paura e un casco protettivo diventato “un mantello da supereroe”

2 ' di lettura“ Un infortunio terribile, il portiere del Chelsea è stato vittima di un gravissimo scontro di gioco che lo ha costretto a portare un casco protettivo per il resto della carriera”

Petr Cech è stato uno portieri più forti d’Europa, tutti ricordano il portiere ceco per il casco che indossava in ogni partita, una protezione che lo ha contraddistinto per gran parte della sua carriera.

Era il 14 ottobre del 2006 e in quel match contro il Reading la sua vita cambiò per sempre: uno scontro violento, una ginocchiata in testa che gli causò la frattura del cranio e successiva emorragia, a Reading quel giorno il dio del calcio fece il suo ennesimo intervento.

La partita era iniziata da pochi secondi, 16 per l’esattezza, quando l’attaccante della squadra di casa Hunt si scagliò con una brutale irruenza verso il portiere dei Blues che era nettamente in vantaggio e già sulla palla. Lo scontro fra i due fu durissimo, il ginocchio di Hunt si stampò sulla testa di Cech che perse immediatamente conoscienza. Il portiere rimase a terra, venne soccorso e portato al Royal Berkshine Hospital, gli esami però dichiararono subito la gravità della situazione: frattura del cranio ed emorragia.

L’ospedale non era attrezzato per eseguire un intervento di neurochirurgia così complesso, per questo Petr venne trasferito al Radcliffe Infirmary di Oxford dove fu operato poco prima della mezzanotte.

Cech fu costretto a uno stop di tre mesi, l’infortunio fu talmente grave che gli fece perdere la memoria di quello scontro, Petr a 24 anni ebbe la paura di dover lasciare per sempre il calcio. I medici autorizzarono al ritorno in campo a una sola condizione: l’obbligo d’indossare un casco protettivo realizzato su misura che lo avrebbe protetto da altri eventuali scontri.

Cech rischiò la vita per la frattura depressa dell’osso temporale sinistro, riportato in posizione tramite l’impianto di placche metalliche, senza il casco Cech avrebbe infatti rischiato di avere problemi di equilibrio e di sensibilità alle mani.

Da quel giorno Petr ha proseguito la sua carriera per 13 anni, cambiando pure maglia. Il casco sulla sua testa non è risultato un problema, ha continuato a vincere trofei dimostrando sul campo di essere uno di portieri più forti di sempre, con un piccolo particolare, il caschetto da allacciare.

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