Burnden Park: 33 caduti per una partita nel dopoguerra, la fame di calcio quel giorno fu fatale

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Una tragedia assurda, una quantità di spettatori superiore a quella consentita portò al cedimento di due barriere provocando lo schiacciamento degli spettatori

<< Finalmente possiamo tornare allo stadio! >>

<< Sì, adesso che la guerra è finita ho proprio voglia di calcio. >>

Iniziò così il terribile disastro di Burnden Park.

Era il 9 marzo del 1946, si era appena conclusa la guerra, gli inglesi avevano voglia di tornare allo stadio e l’arrivo di Stanley Matthews e del suo Stoke City cadeva a pennello.

Bolton – Stoke City, partita valevole per il sesto turno di FA Cup.

Lo stadio della squadra di casa poteva contenere al massimo 25 mila spettatori, beh quel giorno al Burnden se ne presentarono ben 85 mila. 60 in più del limite consentito, e già cosi profuma di tragedia.

Inoltre, alcuni tornelli erano stati chiusi dal 1940. Gli spettatori preferivano acquistare il biglietto direttamente all’ingresso e non in anticipo come usa fare adesso. Dato il sovraffollamento le forze dell’ordine furono costrette a chiudere i tornelli in anticipo, ma ciò che accadde dopo fu una totale follia. 

Vista la chiusura dei tornelli alcuni tifosi iniziarono a scavalcare i cancelli, presi da una situazione totalmente ingestibile la sicurezza aprì i cancelli, da lì, il buio. Iniziò ad entrare una quantità di persone impressionante, addirittura dalla pressione di chi voleva entrare vennero scaraventati dalla parte opposta chi aveva già preso posto. Di fatto chi era già dentro si ritrovò fuori, nel parcheggio.

La partita iniziò, ma poco dopo venne interrotta dalla folla che si riversò in campo, qualche minuto dopo crollarono due barriere provocando la caduta dei tifosi in avanti, che inevitabilmente schiacciarono quelli sottostanti. 

 

Il gioco venne interrotto, ma incredibilmente dopo poco riprese. Nessuno in quel momento si era reso conto della gravità della situazione. Fortunatamente un poliziotto invase il campo bloccando letteralmente l’arbitro.

L’assurdità si toccò non appena venne liberato il campo, vicino alla linea laterale misero uno di fianco all’altro i cadaveri ricoperti con dei lenzuoli bianchi ed intorno una linea fatta di segatura per separarli dal rettangolo di gioco. Pazzesco.

La partita riprese e venne portata a termine. I calciatori non si resero conto dell’accaduto, solo alla fine del match dichiararono di essere scioccati. Il disastro di Burnden Park conta 33 morti e 400 feriti, ma poteva finire molto peggio di così.

Purtroppo questa tragedia fu una delle prime relative agli eventi calcistici, ce ne furono altre successivamente, e la causa quasi sempre la stessa. Burnden rappresenta tutto ciò che vorremmo non accadesse in un campo da calcio dove dovrebbe regnare sempre sportività, gioco e divertimento.