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martedì 13 Aprile 2021
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Viviano, il sogno Premier e l’Arsenal: 0 presenze in stagione ma una storica FA Cup vinta

L'avventura inglese del portiere fiorentino...

3 ' di letturaNato nel 1985, sulle colline della culla del Rinascimento tra calcio storico e Fiorentina, Emiliano Viviano ha sempre custodito un gran sogno, quello di giocare in Premier League, nella serie regina del calcio.

L’addio al suo grande amore, la Fiorentina

Era l’agosto del 2013, il portiere era molto deluso, dopo una stagione in prestito alla Fiorentina, club che ha sempre amato, una seconda pelle per lui, cresciuto sugli spalti della Curva Fiesole, il Franchi è casa sua, sente tantissimo la gioia, quanto la sofferenza di quei tifosi gigliati, ricevette una stangata. “La Fiorentina ha deciso di non riscattarti, tornerai al Palermo”. 

Faceva male, era come una coltellata che lentamente si conficcava nel petto, ma Viviano non ebbe rimpianti, sapeva di aver dato tutto quello che aveva, almeno in quel momento, per quei colori, e per la sua città, Firenze.

L’inizio del sogno Premier

Il portiere, frastornato, non venne convocato nemmeno per il ritiro estivo dai siciliani. Per una porta, seppur dolorosa che si chiude però, ce n’è sempre un’altra che si apre. Era il 2 settembre, il calciomercato agli sgoccioli. D’improvviso il telefono del suo agente, Vigorelli, squillò. Dopo mesi di contatti, l’Arsenal aveva scelto il suo terzo portiere. Wenger, l’allora allenatore dei Gunners, voleva proprio lui, Emiliano Viviano “Siamo contenti di averlo preso in prestito, ha esperienza ed ha giocato ad alti livelli, ci fornirà una copertura eccellente nel ruolo”.

Viviano durante un allenamento con la maglia dell’Arsenal

Per Viviano finisce lì, l’incubo di non essere riuscito a difendere ancora i pali della sua Fiorentina ed inizia un capitolo nuovo della sua carriera calcistica. Gli occhi di Emiliano si accesero, con il trasferimento a Londra, ecco l’inizio di una favola. Subito nella mente di Emiliano, fiorentino doc, tornò quella notte del 27 ottobre 1999. Era un ragazzino, aveva appena 14 anni, ma quel capolavoro del Re Leone con indosso la maglia viola non può essere dimenticato, Batistuta zittì Wembley, ed i Gunners. Ma la sua avventura in Premier poi, si rivelò tutt’altro che sorprendente. Il passaggio del giocatore nel club inglese non lasciò il segno, zero presenze durante tutta la stagione. Però, sebbene conquistato tra panchina e tribuna, Viviano vinse con l’Arsenal l’FA Cup, il più antico trofeo al mondo, e finora unico nella sua bacheca. Resterà quella la gioia, Emiliano in una gara ufficiale non calpestò mai il prestigioso campo dell’Emirates Stadium. Al termine della stagione, tornò in Italia, nei rosanero, per poi ripartire, alla volta di Genova, sponda Samp.

Viviano festeggia la vittoria dell’FA Cup insieme ai suoi compagni Gunners

Una scelta, un’avventura senza rimpianti…

“Non sono mai sceso in campo – disse Viviano -, ma l’ambiente era meraviglioso come me l’aspettavo, un’organizzazione pazzesca e degli stadi meravigliosi. Non ho assolutamente nessun rimpianto, in campo le cose non sono andate nel migliore dei modi, ma mi è servita, ho imparato tanto in Inghilterra”.

“Nel giorno della presentazione all’Arsenal dissi che Wenger era uno dei migliori allenatori in Europa? – aggiunse il portiere – Non lo conoscevo ancora. Si pensa che buona parte del merito dell’Arsenal sia il lavoro da un punto di vista tattico, ma in realtà, è la qualità dei giocatori a fare la differenza”.

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