Vivi per il Liverpool e non camminerai mai da solo: una storia vera

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di Mario Djuninski 

Qualche giorno dopo i festeggiamenti per la Champions League vinta, mi arrivò un’altra notizia, forse la piu’ bella di tutte. Senza forse. La mia fidanzata Marzia mi fece una sorpresa, facendomi vedere il test di gravidanza. Era positivo. Non potevo crederci. Stavo per diventare papà. Papà di una bambina che nascerà a Liverpool, una piccola scouser. Ai tempi non sapevamo fosse una bambina, ma il nostro grande desiderio era di avere appunto una femminuccia. Strano che un maschio desideri di avere una figlia, di solito la maggior parte vuole il maschietto, ma nel nostro caso era diverso. Non eravamo nella pelle. Abbiamo subito chiamato i futuri nonni da entrambe le parti per dare a loro la meravigliosa notizia. Neanche a dirlo, pianti su pianti. Era normale, non c’è cosa più bella al mondo. Sapevamo benissimo che da quel momento in poi la nostra vita sarebbe cambiata per sempre, ma ovviamente in meglio. Volevamo tanto avere un pargolo e questa era la coronazione perfetta del nostro amore. Con i mesi successivi la pancia di Marzia aumentava, cosi come la voglia immensa di vincere il desiderato titolo in Premier. In estate ci siamo fatti una breve vacanza ad Anzio per vedere i nostri amici e parenti. E per prendere un po’ di sole al mare, ricaricando le pile per la nuova stagione calcistica e quella lavorativa. Ne avevamo proprio bisogno.

E la stagione iniziò subito con un impegno importante per noi. Dovevamo incontrare il Man City di Guardiola al Wembley di Londra nella finale della Community Shield. Un impegno importante che valeva un trofeo. Ovviamente non potevamo saltare la nostra presenza a Wembley e così abbiamo prenotato treno e hotel per la trasferta, nonostante Marzia fosse incinta al quarto mese. Per noi il Liverpool è VITA, e si doveva seguire sempre. Giocammo davvero bene in quella finale, soprattutto nel secondo tempo. Ma nonostante questo, perdemmo ai rigori. I rigori si sa, sono una lotteria e dipendono soprattutto dalla Dea fortuna. Ma in quel caso, la fortuna non era con noi. Trofeo al City e triste ritorno per Liverpool il giorno dopo. Ma mai scoraggiarsi. Ci aspettava un’altra finale 10 giorni dopo. Nel mezzo c’era la prima di campionato ad Anfield contro il Norwich. Partita stravinta 4-1 in scioltezza per iniziare la battaglia in Premier in bellezza. L’unica pecca fu l’infortunio al polpaccio di Alisson, il portiere piu’ forte in circolazione. Era un duro colpo e non ci voleva. In panchina avevamo Adrian, preso nel mercato estivo dal West Ham a costo zero. Cinque giorni dopo c’era la finale della Supercoppa Europea contro il Chelsea (vincitore dell’Europa League) ad Istanbul in Turchia. Una città che noi Reds conosciamo molto bene, con dei ricordi indelebili. Raggiungere la citta’ turca era difficile per me, visto che i voli diretti da Liverpool costavano sopra le 400 sterline. Dovevo inventarmi qualcosa in fretta pero’, per non perdere il match.

Così presi un volo per Sofia, tornando per qualche ora nel mio paese natale, e da lì con la macchina insieme ai miei cari amici bulgari Evgeniya e Plamen fino ad Istanbul. Un viaggio davvero massacrante, ma era l’unico modo per non perdere la finale. E si doveva fare. Arrivammo ad Istanbul nella mattinata della partita, la città era piena di tifosi e maglie rosse. C’erano solo nostre maglie in giro, gente arrivata da tutto il mondo per supportare i ragazzi. Una bellissima atmosfera. I turchi poi, sul cibo spaccano di brutto. Le grigliate miste nei locali si sprecavano. Ci chiudemmo in un pub e aspettammo la sera. Da li’ passeggiata a piedi fino al Vodafone Arena, stadio del Besiktas. Wow che stadio spettacolare, proprio al confine con il canale del Bosforo. Davvero stupendo quell’impianto. Istanbul e’ famosa nel mondo per essere l’unica citta’ del pianeta divisa tra due continenti: Europa e Asia.

Entrammo dentro 1 oretta prima del kickoff e cominciammo a cantare, dando il nostro caloroso supporto come sempre. Partita abbastanza sofferta, il Chelsea ci mise in difficoltà, ma alla fine dopo 120 minuti stremanti, di nuovo i rigori. Quei maledetti rigori. Ma stavolta ci andò bene. Supercoppa Europea messa in tasca e Adrian assoluto protagonista. Quel Adrian dove non avrebbe mai giocato se Alisson fosse stato disponibile. Ma la vita è bella anche per questo. Il giocatore meno atteso, divento’ l’eroe della serata. Quarta volta che conquistiamo questo trofeo e ora eravamo i SUPERCAMPIONI D’EUROPA. L’intero continente doveva inchinarsi ai piu’ forti, NOI! Bellissima emozione in un bellissimo stadio. Ora pero’ mi aspettava il ritorno a Liverpool, un viaggio di quasi 20 ore tra macchina, dogane e aereo. Pesante, massacrante e chi piu ne ha, piu ne metta. Ma allo stesso tempo ero felice. Il Liverpool mi fece provare ancora una volta quell’immensa sensazione magica che solo loro riescono a darmi. Ora dovevamo concentrarci in Premier e prepararci per la difesa del titolo in Champions. Il cammino nel campionato prosegui’ con tutte vittorie consecutive, una dopo l’altra, annichilendo gli avversari. Non ce n’era per nessuno, nessuno era in grado di fermarci verso la conquista del tanto atteso titolo da 30 anni. Semplicemente il mago Klopp fece quello che promise quando arrivò 4 anni prima, facendoci diventare da dubbiosi a BELIEVERS (credenti). Klopp era in grado di fare l’impossibile, era un Shankly reincarnato nel suo stesso corpo, pronto e deciso a far tornare il Liverpool nel suo habitat naturale: sulla vetta mondiale del calcio. Durante questa stagione feci amicizie importanti con persone abbonati in Kop da molti anni e grazie a loro potevo farmi qualche trasferta away.

Era davvero impossibile trovare i biglietti per le trasferte, solo tramite conoscenze si poteva fare. A settembre andai prima a MK DONS, vicino Londra, per il terzo turno della coppa di lega inglese e poi a Napoli per la prima di Champions dove perdemmo per 2-0. Anche la mia famiglia prese parte di questa trasferta napoletana. Si fecero una bella imbarcata di 250 km con la macchina, da Anzio fino allo stadio San Paolo, solo per sostenere e cantare dalla Travelling Kop. Infatti negli ultimi anni ho condizionato assai anche loro nella magica fede Liverpuliana. Soprattutto mio fratello Kristian era diventato ormai un gran appassionato e non si perdeva nessuna partita in Tv dei ragazzi di Klopp. Era gia’ stato anche diverse volte ad Anfield in passato, ammirando e amando l’atmosfera magica della Kop. Parlando spesso con mia madre al telefono, mi diceva che ogni volta che il Liverpool faceva gol, lui e mio papa’ spaccavano il salotto di casa dalla gioia. Mi faceva tanto piacere sentire che questa mia folle passione è stata tramandata anche ai miei famigliari. E’ un grande orgoglio per me. Addirittura mia nonna Maka dalla Bulgaria non si perde piu’ le partite alla TV. E’ un amore viscerale ormai, che fa parte del nostro DNA. 

Intanto la stagione brillante proseguiva a gonfie vele. Non si sbagliava un colpo. Giusto in tempo di ricevere una telefonata dall’Italia, dove parlando con il mio ortopedico decidemmo che dovevo operarmi alla spalla per un problema che avevo da quasi 5 anni. Tornando insieme a Marzia in Italia per l’operazione, riuscimmo a partecipare per la prima volta al raduno ufficiale del Liverpool Italian Branch, che si fa una volta all’anno e di solito si svolge in Toscana. Davvero una bellissima esperienza dove incontrai tanti amici e appassionati italiani del nostro meraviglioso Club. Vedemmo insieme la vittoria sofferta all’ultimo minuto contro il Leicester in casa. E sul gol vittoria di Jimbo Milner l’esplosione di gioia e tutti insieme ad abbracciarci. Che spettacolo! Dopo 2 settimane di recupero dall’operazione, io e Marzia tornammo a Liverpool, giusto in tempo di vedere all’opera i ragazzi nella vittoria importante contro il Tottenham ad Anfield (in un dejavu’ dell’ultima finale di Champions). Intanto la pancia di Marzia cresceva a dismisura ed era ormai entrata al settimo mese di gravidanza. Giustamente doveva riposarsi a casa, ma la convinsi di venire allo stadio con me, per vederci insieme lo spettacolare 5-5 contro l’Arsenal e la qualificazione al turno successivo ai rigori. Ancora una volta i rigori sono stati vincenti per noi! Che goduria!!! Dopo il match Marzia mi minaccio’ che non sarebbe piu venuta allo stadio visto che dentro aveva una bambina, e le pesava assai 😊 e come darle torto ahaha. La presunta data del parto era il 19 gennaio 2020, un giorno speciale visto che c’era Liverpool – Manchester United ad Anfield. Non scherziamo, mia figlia non puo’ farmi perdere la partita dell’anno nascendo proprio in quel preciso giorno 😊 si scherzava ovviamente!!! Intanto ad inizio dicembre mia madre veni’ a trovarci a Liverpool, ma con una richiesta ben precisa. Siccome arrivava nel giorno del derby della Merseyside contro l’Everton, voleva assistere anche lei ma solamente in Kop, mi disse che non sarebbe andata in altri settori! 😊 Voleva godersi l’atmosfera travolgente dei Kopites… e giustamente la capivo. Accontentando il suo desiderio, da buon figliolo le trovai un biglietto in prima fila in Kop, condito da un devastante 5-2 e tutti a casa! Ancora una volta eravamo devastanti! Avevamo ormai un vantaggio di 15 punti sulla seconda in classifica e il titolo iniziava lentamente ad intravedersi in lontananza. Dopo 30 lunghissimi anni! A meta’ dicembre c’era il Mondiale per Club in Qatar ed era una grande occasione per vincere l’unico trofeo importante che ci mancava in bacheca. Finale contro i brasiliani del Flamengo vinta per 1-0 grazie al gol di Bobby Firmino ed ufficialmente diventammo LA MIGLIOR SQUADRA DEL MONDO DEL 2019!!! Il top del top… vetta del mondo conquistata e obiettivo raggiunto! Che storia incredibile… il mio LIVERPOOL che domina il mondo!!! Grazie ragazzi per queste emozioni! Grazie Klopp! Vi si ama come non mai!!! Ero al settimo cielo dalla gioia. CHAMPIONS OF THE WORLD!

Nel frattempo, al 19 gennaio non mancava tanto e la pancia di Marzia scoppiava, ma ancora nessuna traccia della nostra piccola. Aveva ascoltato le mie richieste per il Big match di Oltremanica e mi lasciò “libero” di gustarmi il 2-0 contro lo United dalla prima fila in Kop, con relativa esultanza di Salah ad 1 metro da dove ero io!!! Mamma mia che roba!!! Che pazzia davvero! “WE GONNA WIN THE LEAGUE” si cantava in Kop… il titolo s’avvicinava… cosi come si avvicinava nostra figlia. Ed eccoci qui, dopo 3 giorni di ricovero al Women’s Hospital di Liverpool, il 30 gennaio 2020 alle 4.32 di mattina, qualche oretta dopo la vittoria per 2-0 contro il West Ham a Londra, finalmente nasce la nostra principessa MEGHAN, cuore scouse. Il momento piu’ bello e indimenticabile della mia vita! Assistere al parto è stata comunque un’esperienza stupenda, ma anche tanto tanto dura, soprattutto a livello mentale, sia per me e ovviamente anche per Marzia. Ma lei e’ stata bravissima nonostante il fortissimo dolore, una donna meravigliosa… che dire!! Ormai avevo 2 donnine a casa, che spettacolo!!! Chiaramente appena nata, Meghan è stata subito vestita con tutina e sciarpa del Liverpool! Come minimo! Lei e’ la mia scouser e l’orgoglio piu’ grande di papa’! Già non vedevo l’ora di portarla in Kop!!! E spero che un giorno Anfield sara’ anche la sua seconda casa, cosi come lo e’ per me. Infatti il suo cordone ombelicale e’ stato gettato proprio lì, sull’erba verde, con un augurio di successo nella vita, come suggerisce una vecchia tradizione bulgara! SCOUSER BORN AND BRED! Due giorni dopo, avevamo un impegno in casa contro il Southampton e grazie a dei compromessi fatti con Marzia 😊 e al fatto che c’era mia suocera a casa, sono comunque riuscito ad andare allo stadio. Qualcuno magari mi prenderà per pazzo visto il momento delicato, e fa pure bene, ma il mio supporto dal vivo non poteva mancare. Nè ora, né mai! E non mancherà mai! La partita finì 4-0, e uno strepitoso vantaggio di 21 punti sul City. Il titolo era nostro ormai!!!! Il destino doveva aspettare 30 anni, per donarmi una figlia scouser nella miglior stagione della storia del Liverpool e poi farci campioni d’Inghilterra, era tutto gia’ scritto!!! Questo 2020 partì con i migliori propositi e desideri di sempre… tutto quello che sognavo da piccolo si stava realizzando nella realtà! Tutto!! Potevo finalmente reputarmi un uomo felice… e come dice il nostro meraviglioso inno… YOU’LL NEVER WALK ALONE!!! Non cammineremo mai soli !!!

CERTE STORIE D’AMORE NON POSSONO ESSERE RACCONTATE SOLO A PAROLE, BISOGNA VIVERLE PER CAPIRE COSA SI PROVA! SONO NATO CON IL SANGUE ROSSO FUOCO DEL LIVERPOOL E FINO ALLA FINE DEI MIEI GIORNI CONTINUERÒ A CAMMINARE INSIEME AL MIO LIVER BIRD NELLA STESSA DIREZIONE!