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sabato 15 Maggio 2021
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The Battle of Britain: lo scontro furioso tra Leeds United e Rangers Glasgow

4 ' di lettura

Sì, sono d’accordo. Quasi trent’anni possono essere davvero un mucchio di tempo. Ma se sforzi un po’ la vista, scegli abiti pesanti e provi a socchiudere gli occhi, praticamente ci sei. Dove stiamo andando, dici? In una piega del passato che merita di essere esplorata e riassaporata in tutta la sua pienezza. La rotta si chiama Champions League. La destinazione finale è The Battle of Britain: la scontro definitivo tra Leeds United e Rangers Glasgow.

21 ottobre 1992: Ibrox Stadium, Glasgow

Seguimi. Passiamo i tornelli e procuriamoci una birra prima di appollaiarci sui seggiolini umidi di Ibrox. Glasgow sa essere un po’ puttana con il tempo, ma questo lo sai già, anche se non ci sei mai stato. Affonda le mani nel tuo giubbotto e contempla lo spettacolo.

Siamo dentro il secondo turno di Champions League (sì, proprio da quest’anno non si chiama più Coppa dei Campioni, ma alla fine è lo stesso).

Mentre trangugi distrattamente il tuo hot-dog un vento gelido ti lavora di lato, costringendoti a pensare in fretta. Molla il cibo e prova a soppesare la cosa, almeno per una manciata di istanti. Davanti a te ci sono i campioni d’Inghilterra contro quelli di Scozia.

Sì: quella che si staglia al tuo cospetto è davvero una Battaglia di Gran Bretagna.

Un momento della furiosa battaglia britannica

Certo, le due squadre ci arrivano con un umore agli antipodi: una circostanza che contrassegnerà l’intera stagione. La Premier League appena nata assomiglia ad un luogo indecifrabile per il Leeds: soltanto un anno fa hai sollevato il titolo ed ora ti ritrovi quantomeno arrancante. Così va a finire che una serie di risultati traballanti infila incertezze in sequenza tra le pareti spesse di Elland Road: i ragazzi di Howard Wilkinson, tuttavia, restano i favoriti. I tabloid ci girano poco intorno: male che vada, torneranno dalla Scozia con un pareggio, ma sul fatto che alla fine di questo secondo turno di coppa saranno gli inglesi a spuntarla, ci sono poche perplessità.

Dall’altro lato i Gers assumono già sembianze missilistiche: ancora non possono saperlo, ma al termine della stagione metteranno via un treble interno con gli ammennicoli.

Il Leeds, dal canto suo, non sa che chiuderà il campionato precipitando: da detentore del primo posto ad affacciarsi sul baratro della retrocessione, scansata per soli due punti. Dunque scende in campo spavaldo, indossando una divisa mitologica: il giallo dei completi Admiral ti abbaglia, ma non ipnotizza gli uomini di Walter Smith.

Ora fai attenzione! Hanno iniziato. L’incipit è illusorio per gli inglesi: corner dalla destra, sponda di testa e Gary Mcallister che indovina l’incrocio con un destro volante. La sfera precipita alle spalle di Andy Goram. è soltanto il terzo di gioco e 43.251 spettatori sono già increduli.

Nulla di inatteso, certo, ma non durerà. Mandiamo avanti: al 22’ Lukic, il portiere del Leeds, inciampa in un errore quasi irreale. Angolo, uscita disinvolta, pallone che scivola dai guanti e autogol comico.

Ora ti aspetteresti una reazione furiosa di Cantona e compagni, ma il fato ha in serbo una trama più succulenta. Quando il primo tempo sta per srotolare i titoli di coda, infatti, i Rangers passano con il loro uomo più atteso, Ally McCoist. Altro corner schiacciato di testa da Mark Hateley, Lukic stavolta respinge miracolosamente ma corto ed il centravanti emette la sua sentenza da un paio di metri. Possiamo anche fermarci qui: gli inglesi ci proveranno nella ripresa, ma la solidità dei padroni di casa metterà in cassaforte il risultato. Il primo round della battaglia parla scozzese.

4 novembre 1992: Elland Road, Leeds

Ad Elland Road, ad inizio novembre, si consuma il secondo atto. Il Leeds ci arriva carico, sospinto da un pubblico di poco più di 25mila spettatori. La gente sugli spalti si appiglia alla vena del cannoniere Lee Chapman (sarà il miglior marcatore stagionale con 18 centri totali), ma confida anche nell’estro di Cantona e McAllister. Mark Hateley, tuttavia, ha altri programmi. Al terzo minuto Goram rinvia lunghissimo, il dieci fa rimbalzare il pallone e lo colpisce con violenza di controbalzo: ne esce un sinistro siderale da fuori che si infila sotto l’incrocio vigilato da Lukic.

Dare tutto, andare oltre il limite.

Il trailer di un match in salita. Un pesante spoiler sul finale. Eccoti lì, lascia che ti allunghi una porzione di patatine fritte. Guarda, evitiamo di rinforzare illusioni: se hai giocato la vittoria dei padroni di casa, caschi male. Per quanto lo United si sforzi, il copione non subirà sussulti. Al 59’ un attacco sferrato dagli uomini in maglia bianca si infrange malamente sul muro scozzese: ripartenza folgorante, Hateley che serve in mezzo, tuffo di testa di McCoist e 0-2 Rangers che la mette definitivamente in ghiaccio. Ma non te ne andare: attendi almeno fino a quattro dal gong, quando Cantona accorcerà con un destro angolato da interno area: ci sa fare il ragazzino, eh?

The Battle of Britain finisce così: 1-4 l’aggregato totale per i Rangers, che proseguono dritto fregandosene delle ottimistiche previsioni della stampa del regno circa un facile trionfo del Leeds.

La Scozia, almeno stavolta, ha irriso gli odiati cugini.

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Paolo Lazzari
Paolo Lazzari
Giornalista

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