Sheffield, 15 Aprile 1989. La strage di Hillsborough porterà il Liverpool ad avere 96 tifosi in più ogni partita per l’eternità

La strage europea più numerosa legata al calcio poterà via 96 anime da questa terra. Da quel giorno a Liverpool non si comprerà più il "The Sun". La Polizia responsabile prima, assolta poi...

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Di Gabriele Caldieron

Sono passati solo quattro anni dalla tragica strage dell’Heysel dove morirono 39 persone durante la finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus in terra belga.

E’ il 15 Aprile 1989 ed in quel di Sheffield è in programma, in campo neutro come da tradizione d’allora, la sfida tra il Liverpool di Kenny Daglish ed il Nottingham Forest di Brian Clough valevole per la semifinale di FA Cup.

Sono le 14.30 quando all’ingresso del West Stand di Hillsborough o Lappings Lane, tanti tifosi del Liverpool in sovraffollamento (circa mille), cercano di entrare nel settore in attesa dalla partita che inizierà trenta minuti dopo. In molti sono senza biglietto e sperano di assistere senza pagare.

Nessuno poteva immaginarsi la tragedia che invece si consumerà: lo schiacciamento forsennato fa crollare una parte inferiore del West Stand e 96 persone perderanno la vita. 94 sul posto, 1 in ospedale dopo un lungo coma, ed 1 nel 1993 a causa delle complicazioni dopo ben quattro anni di lotta tra la vita e la morte oltre ai 776 feriti. 

96 anime schiacciate in una situazione surreale poiché la gara è iniziata da sei maledettissimi minuti. Per fuggire dallo schiacciamento i tifosi dei Reds si proiettano sul terreno di gioco, la Polizia inizialmente non capisce la gravità della situazione e li respinge nel caos più totale. Quando poi le barriere saranno aperti il peggio, purtroppo, è già accaduto. Questo ha portato per sempre nella Kop: il +96 ad ogni partita, 96 tifosi idealmente sempre presenti, ricordati anche nell’immensa protesta contro il The Sun famigerato tabloid inglese accusato di speculazione.

Il giorno seguente il titolo su carta stampata recita: The truth ossia, la verità. Dove vennero avanzate accuse ai tifosi rei di aver saccheggiato di portafogli i deceduti sugli spalti ed aver orinato sulle forze dell’ordine.

La Kop non perdonerà mai il giornale accusandolo di speculazione sulle vittime ed anche ai giorni d’oggi il “Don’t buy The Sun” non può mai mancare nelle gare di Anfield. 

E dire che quella Coppa il Liverpool in una congiunzione con gli Dei ha fatto di tutto per vincerla e portarla ad Anfield. Ci è riuscito Kenny Daglish insieme al suo Ian Rush ed Aldridge. La semifinale venne poi giocata a Manchester all’Old Trafford il 7 Maggio 1989 dove il Liverpool superò il Nottingham per 3-1 con le reti di John Aldridge (doppietta), l’autorete di Laws per i “Reds” e Webb per la squadra di Clough.

La finale poi nel derby cittadino con l’Everton giocata ovviamente a Londra, a Wembley finirà 3-2 dopo i tempi supplementari con le reti di Aldridge al 4’, pareggio Toffees al 89’ con McCall. Ai supplementari salirà in cattedra Ian Rush al 95’ e con il gol della vittoria al 104′ intervallati dal pareggio di McCall al 102′.

I processi riterranno le misure organizzative insufficienti e responsabili della morte anche per via della Polizia che non lasciò defluire subito sul terreno di gioco i tifosi. Dopo 30 anni il capo della Polizia David Duckenfield è stato assolto dalle accuse di omicidio colposo. Insomma, la lotta giuridica come spesso accade, è contrastante nei giudizi nelle fasi processuali.

Ciò che conta però, è che 96 persone sono morte per una partita di calcio e quel maledetto giorno del 1989, si è consumata la strage più numerosa europea legata al calcio.