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domenica 7 Marzo 2021
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Quando Damiano Tommasi mangiò il pandoro (e basta) con il QPR

2 ' di letturaAnima candida, come la neve a Londra in un qualsiasi giorno di gennaio. Protagonista principale della storia Damiano Tommasi, una vita spesa tra Verona e Roma. La sua carriera cambia proprio con la maglia giallorossa sulle spalle: nell’agosto 2004, durante la gara amichevole tra capitolini e Stoke City, il centrocampista classe ’74 si rompe il crociato anteriore. Nonostante la scelta di tornare a giocare col minimo sindacale a 1.500€, fa fatica a tornare in campo per via dei problemi fisici. Al termine di dieci anni di carriera in serie A – 13 considerando quelli con la maglia dell’Hellas Verona -, Tommasi decise di trasferirsi all’estero, in Spagna.

Il trasferimento al QPR di Briatore

Dopo 44 presenze con la maglia del Levante, Anima candida decide di sposare la causa del Queens Park Rangers Football Club, diretto da Flavio Briatore. Il debutto avviene in Championship il 28 ottobre 2008 contro il Birmingham, poi altri 90′ di gioco contro l’Ipswich. La storia d’amore però stenta a decollare e dopo sei partite consecutive Tommasi perde la titolarità, non convincendo a pieno Paulo Sousa. I vari cambi di allenatore non facilitano di certo le cose le cose. Di lì a poco l’ex Roma deciderà di porre fine alla parentesi inglese.

Nessun lieto fine

Tommasi era stato ingaggiato per via della sua esperienza, ma soprattutto per il carattere e per il suo modo di stare in campo. Doveva essere la chioccia dei più giovani, quel calciatore che può dare di più sotto il profilo comportamentale. Il 9 gennaio però le cose non vanno come dovrebbero: l’ex Roma e Verona non rientra più nei piani della società e decide di interrompere il suo legame con il club e con l’Inghilterra.

Nel libro “Prossima fermata Highbury“, Tommasi racconta le due cose che si porterà nel cuore da un’esperienza durata troppo poco: lo Speaker’s corner e il monumento dedicato agli animali morti durante la guerra.

«Lo Speaker’s corner si trova ad Hyde Park e funziona così: chi vuole può salire su una sedia e parlare alle persone che passano. E gli altri sono lì ad ascoltare. E magari ad appaludire. Boh, che posto surreale. Toccante e da brividi è il monumento che celebravana le morti di tutti gli animali deceduti durante le guerre e una sola scritta sotto: non abbiamo avuto scelta. Mi ha lasciato di ghiaccio».

Esperienze e luoghi da portare nel cuore, nonostante la mancanza di un vero e proprio lieto fine. D’altronde il campo e la vita, in alcuni casi, sono due elementi totalmente differenti.

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Patrick Iannarelli
Nato in provincia di Latina, classe 1989. Amo il football inglese in tutte le sue forme, cerco di raccontare un po' di calcio per TuttoMercatoWeb.com.

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