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domenica 7 Marzo 2021
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Brentford vs QPR: il Tamigi a collegare e la rivalità a dividere

2 ' di letturaWest London: una delle zone economicamente più agiate della capitale inglese, ma al tempo stesso una delle più agguerrite sportivamente parlando. Un’area che vive di pane, e calcio che non ha la puzza sotto il naso quando si parla del gioco più bello del mondo. Oltre al campo ed il pallone, c’è il Tamigi a farla da padrone che collega due delle rivalità più affascinanti sotto l’egida di Sua Maestà. Quella tra Brentford e QPR è più di un astio calcistico di vicinanza, la loro è una storia ricca di emozioni e storia.

Tutto parte dal 1967. Il Brentford naviga in acque poco piacevoli dal punto di vista economico. Il club, dopo 78 anni di sacrificio e passione, rischia di scomparire definitivamente dalla Quarta Divisione. Situazione completamente diversa in casa del QPR dove la squadra sta attraversando un periodo d’oro. Dopo 20 anni di lotta con le api nella Fourth Division, i Rangers conquistano la promozione in Terza Divisione. Le gioie non accennano a stopparsi grazie alla vittoria della Coppa di Lega nella stagione successiva: è la prima volta per una squadra di terzo livello. L’estasi dei tifosi bianco azzurri può raggiungere la più completa delle sue forme quando si presenta l’occasione di salutare per sempre i rivali di una vita.

Pond-Jones salvatore del Brentford, illusione QPR

L’allora presidente Jim Gregory ha tenuto per mesi dei colloqui segreti con il suo equivalente del Brentford Jack Dunnet. In ballo c’è la storia di un intero quartiere profondamente legato al proprio club, una relazione quasi famigliare. Quando si seppe l’esistenza di tale trattativa, insorsero i tifosi ed il presidente dei sostenitori Peter Pond-Jones prese le redini dell’avvicendamento. Grazie ad una colletta fatta dall’intera zona, riuscirono a salvare il Brentford, ma tutto ciò non andò mai giù alla gente del posto. Tutto iniziò da qui, ma anche i supporters più giovani sapranno provare il vero senso dell’odio verso il QPR.

Consapevolezza che arrivò nel 2003. Le storie di giocatori che cambiano casacca come fossero pantofole oggi sono all’ordine del giorno. Ma nei primi anni 2000 fare una cosa del genere era impensabile, ci voleva fegato, soprattutto in Inghilterra. Pragmatismo che dimostrò alla grande Martin Rowlands, centrocampista arrivato agli onori della cronaca più per il suo tradimento che per le sue imprese calcistiche. Torniamo al principio, è l’estate del 2003 e Rowlands è reduce da una grave frattura alla gamba. Il giocatore è tesserato con il Brentford, squadra alla quale ha giurato eterno amore più di una volta. L’irlandese non perdeva l’occasione di dichiarare tutta la sua dedizione al club che lo curerà da quel brutto infortunio. I più maliziosi dicono che a far del bene ci si rimette sempre e forse in questo caso hanno pienamente ragione.

Nella sessione estiva di calciomercato dello stesso anno, Rowlands passa a parametro zero dal Brentford al QPR; ci sono sempre di mezzo loro. Questa volta però a fare il grande della questione sarà il giocatore. Dopo la vittoria nella stagione successiva della sua nuova squadra contro l’ex, il difensore corse sotto il settore ospiti a sbeffeggiare i suoi vecchi tifosi. Baciò ripetutamente la nuova maglia sotto la End ferendo profondamente tutti i presenti e non. Un episodio che non si cancellerà mai dalle memorie dei fan del Brentford che ancora oggi fa vedere i propri segni.

LEGGI ANCHE: Brentford FC, dalla First Division al declino fino alla quarta divisione. Ed ora? Il sogno Premier League

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