Paulo Wanchope, bomber a sua insaputa

Dal Costa Rica in giro per il mondo con uno stile tutto suo, in Premier i suoi anni migliori a suon di gol con le maglie di Derby County, West Ham e Manchester City

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Ancora oggi non è chiaro chi fu a convincere Jim Smith, all’epoca manager del Derby County, ad investire seicentomila sterline su uno sconosciuto visto solo su un vhs.
Rimane da capire, in assenza di dati certi, se davvero quel ragazzino smilzo fosse un talento del basket.
Unica cosa è certa: in tanti, a Derby e non solo, si ricordano l’avventura di Paulo Wanchope nel calcio inglese.
Come dice il proverbio, il buongiorno si vede dal mattino. E che mattino.
Paulo who?!” si chiedono in tribuna stampa indicando il team sheet, il foglio delle formazioni distribuito il 5 aprile 1997 ad Old Trafford poco prima di Manchester United-Derby County.
Gli indici sono puntati sulla formazione dei Rams che affrontano i Red Devils, campioni in carica e lanciati verso la seconda Premiership consecutiva.
I dubbi sull’identità di quel marcantonio d’ebano con la maglia numero 26, piazzato al centro del tridente con ai lati Ashley Ward e Dean Sturridge, si dissipano intorno alla mezz’ora.
Wanchope riceve palla prima della linea di metà campo, dopo il primo controllo avanza come una locomotiva che prende velocità: una, due, tre, quattro maglie rosse provano ma non riescono a fermarlo, ed appena entra in area apre il destro sul palo lontano.
Peter Schemichel è battuto, l’Old Trafford è per tre-quarti ammutolito mentre panchina e settore ospiti non credono ai propri occhi.
Un gol simile lo segnerà, anche lui al debutto in Premier nel “theater of dreams”, Ruud van Nistelrooy nel 2001 contro il Fulham.
“He is Paulo Wanchope!”: questa la risposta a chi puntava il dito sulla distinta doppia.
Per l’attaccante caraibico inizia la più bella fase della carriera, nonostante sia lontano dalle caratteristiche del classico centravanti da calcio inglese.
A volte sgraziato, spesso esuberante, in alcuni casi dotato di una malizia che gli permette di segnare reti proprie solo dei grandi “numero nove” visti sui campi della Premier.
Wanchope fa vivere al Derby County momenti di gloria rimasti nella storia del club che fu di Brian Clough, battendo l’Arsenal di Ian Wright ed il Liverpool di Michael Owen, poco importa che lui stesso ammetta di non aver mai frequentato un settore giovanile nella sua Costa Rica, dove l’Herediano, club del suo paese (di cui diventerà allenatore una quindicina di anni dopo) lo mise in prima squadra ancora minorenne.
Il passaggio al West Ham nel luglio 1999, fu utile più per quel volpone di Harry Redknapp che per Paulo, strumentale pivot nell’attacco degli Hammers per aprire gli spazi a Paolo Di Canio, mai così prolifico in tutta la sua carriera ed autore, in quella stagione, del leggendario gol al volo contro il Wimbledon.
Ai tempi il calciomercato aveva date differenti, ed a marzo a Boleyn Ground arrivò dal Lione il maliano Frederic Kanoutè: caratteristiche fisiche e tecniche simili, qualche malumore, e l’offerta del Manchester City subito accettata da Redknapp.
L’aria mancunian fa bene a Paulo che si presenta a Maine Road schiantando il Sunderland con una tripletta, sfoderando il meglio del suo repertorio.
E’ un fuoco di paglia.
Quel City è lontano anni luce dai fasti attuali e retrocede, con Wanchope che nel frattempo diventa idolo nazionale a suon di gol decisivi per portare il Costa Rica al Mondiale asiatico, dove si toglierà lo sfizio di segnare contro il Brasile futuro campione.
Wanchope realizzerà una doppietta nella partita inaugurale del Mondiale 2006, proprio ai padroni di casa della Germania.
Ma tra il gol in Corea del Sud e quelli a Monaco di Baviera, tante cose sono cambiate.
L’attaccante paga a livello fisico la dispendiosa stagione 2001/02, perdendo per intero quella successiva a causa di un’infinita serie di problemi fisici.
Quando torna in campo con il City quasi un anno e mezzo dopo, non è più quello di prima.
E’ un lento declino, con la doppietta casalinga all’Everton nel maggio 2004 che vale la cifra tonda in Premier (50 gol) e la standing ovation dei suoi tifosi.
Dopo inizia una lunga tournée di fine carriera da tra Spagna, Qatar, la sua Costa Rica, Giappone, Argentina e Stati Uniti, un lungo tributo al suo essere centravanti a modo suo, lottando in area di rigore nonostante un fisico ormai logoro.
Ancora oggi non è chiaro chi abbia segnalato Paulo Wanchope al Derby County, di certo chiunque sia merita una pinta di birra, soprattutto in zona Pride Park.

Con la maglia del Costa Rica ha segnato 45 gol in 73 presenze tra il 1996 ed il 2008, partecipando ai Mondiali 2002 e 2006