La velocità, i gol e le delusioni di Darren Bent

Ha segnato 106 gol in Premier League con sei diversi club ma, all'attaccante di origine giamaicana, è mancato il salto di qualità che tutti si aspettavano da lui

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Ha deciso una partita di Premier League a diciotto anni, è entrato nel prestigioso ed esclusivo club dei cento gol in campionato segnando con sei diversi club (secondo solo a Craig Bellamy), è stato oggetto di trasferimenti molto costosi.
Eppure a Darren Bent è sempre mancato qualcosa nei momenti decisivi.
Un gol clamoroso sbagliato, un problema fisico di troppo, una carriera amara come poche con la Nazionale, che lo ha sempre lasciato all’uscio dei grandi tornei anche quando meritava di farne parte come ai Mondiali 2006 e 2010.
Per un gioco del destino quasi incredibile, la sua ultima rete è stata quella che ha fatto retrocedere il Sunderland in League One, in quello Stadium of Light che aveva goduto delle sue prodezze.
Non proprio lineare la carriera di Darren, che cresce nel vivaio dell’Ipswich Town e nell’aprile 2002 segna la prima e decisiva rete in Premier League, a Portman Road contro il Middlesbrough.
Per tornare sotto i riflettori del massimo campionato Bent attende l’agosto 2005, quando i fans del Charlton si stropicciano gli occhi per i cinque gol nei primi quattro match che il ragazzo nato nel sud di Londra, a Tooting, segna con la casacca rossa degli Addicks.
Scatto fulmineo, velocità in campo aperto degna degli sprint giamaicani, terra d’origine della famiglia: il numero diciotto quando punta la porta sentenzia, al The Valley si sogna l’Europa ma, complici una sequela infinita di errori, il Charlton retrocede nel maggio 2007 e Bent viene acquistato dal Tottenham.
Nel tragitto da sud a nord della capitale, Darren si smarrisce tra aspettative non mantenute, tifosi che gli rinfacciano di essere grande tifoso (ed abbonato) dell’Arsenal, un club alle prese con una crisi gestionale ai limiti del grottesco (vero Daniel Comolli?) e pure un manager che lo prende in giro.
In Bill Nicholson Way ancora ricordano il colpo di testa sbagliato, da un metro, nel pareggio interno contro il Portsmouth in una gelida serata del gennaio 2009, commentato a fine gara da Harry Redknapp con un “Bent? Quel gol mia moglie lo avrebbe segnato“.
Quella dichiarazione è il benservito per l’attaccante che, pochi mesi dopo, finisce nel profondo nord, vivendo a Sunderland una stagione esaltante.

Con i Black Cats 32 gol in 58 partite di Premier League

Con Steve Bruce in panchina ed il caraibico Kenwyne Jones accanto, Darren vive un’annata di grazia con ventiquattro gol (tra cui quello al Liverpool…colpendo un pallone da spiaggia lanciato in campo dai tifosi dei Reds) ed alcune prestazioni tracimanti, una su tutte quella con cui demolisce il Bolton con un hat-trick in una ventina di minuti.
Contro il Tottenham gioca da indemoniato e non segna una quaterna solo perché l’ex compagno, Heurelio Gomes, gli para due calci di rigore.
Ma a Sunderland nel nuovo millennio la mancanza di soldi è una costante e nel gennaio 2011, nonostante trentadue gol a referto in un campionato e mezzo, i diciotto milioni di pounds che offre l’Aston Villa sono irresistibili.
Inizia anche a girare tra i tifosi la voce che Bent sia un peso economico ormai insostenibile per la dirigenza dei Black Cats, alcuni danno del traditore a Darren.
Gli addii spesso non sono amichevoli, questo lascia strascichi che si riveleranno fatali qualche anno dopo.
La scelta, forzata, di andare a Villa Park si rivela “…orribile, mi hanno esaltato e poi declassato, trattandomi come un peso con la scusa che non ero ristabilito da un infortunio;  mi hanno lasciato spesso in panchina fra un cambio di manager e l’altro (in un anno da Gerard Houllier a Alex McLeish a Paul Lambert, n.d.r.) ed un giorno sono stato allontanato dallo spogliatoio senza avere spiegazioni.
Per me l’esperienza con i Villans era finita ed uno dei rari momenti felici è legato alla partita contro il QPR quando ho scoperto, nell’intervista post-partita, di essere arrivato a quota cento gol in Premier League“.

Seduto in panchina…immagine simbolo del suo periodo a Villa Park

Il triste prestito al Fulham, prossimo alla retrocessione, permette a Darren di arrotondare a centosei lo score personale in campionato e rappresenta la fine del cammino in Premier.
La Championship è il palco su cui esibire gli ultimi giri di valzer.
Con il Derby County la sua esperienza non è sufficiente per permettere ai Rams il tanto sospirato salto di categoria e nell’aprile 2018, sedici anni esatti dopo la sua prima rete ufficiale, l’ultima è ripresa nella sua drammaticità dalla serie tv “Sunderland ‘til I die”.
Nel drammatico scontro diretto salvezza in casa dei Black Cats, Bent veste quella del Burton Albion.
Il pubblico che lo aveva osannato lo ricopre di insulti fin dal riscaldamento.
Entrato nel finale, in pieno recupero segna il gol che manda in League One la sua ex squadra, esultando polemicamente e facendo esplodere la frustrazione dei tifosi di casa.
Tra improperi di ogni tipo si chiude, con una certa amarezza, la carriera di un giocatore da oltre duecento gol: forse Darren non si meritava un commiato del genere.

L’esultanza, polemica, allo Stadium of Light: Bent ha appena segnato il gol che ha fatto retrocedere il “suo” Sunderland in League One