La top 11 nella storia della Premier League scelta dai vostri voti

Il dream team frutto del nostro sondaggio, dalla nascita della Premier nel 1992 a oggi

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Eccola, finalmente! Dopo che la scorsa settimana vi abbiamo messo di fronte a scelte complicate, divise fra cuore e ragione, siamo lieti di presentarvi la Top 11 nella storia della Premier League, quindi dal 1992 a oggi, stilata con il vostro aiuto e grazie ai vostri voti.

Abbiamo deciso di optare per il più inglese degli schemi possibili: un classico 4-4-2 che consentisse di schierare una formidabile coppia di attaccanti, assistiti da due grandi esterni. Il sacrificio maggiore – inutile girarci attorno – è stato in mezzo al campo: troppo difficile scegliere solo due giocatori.

PETER SCHMEICHEL

Un plebiscito. Sulla scelta del numero uno non avete avuto il minimo dubbio. Scelto nella top 11 dell’Europeo in Svezia del 1992, due volte miglior portiere della Uefa Champions League, e due volte miglior interprete del ruolo secondo la International Federation of Football History & Statistics. La stessa IFFHS lo ha inserito al settimo posto nella classifica dei migliori portieri di sempre. Agilissimo nonostante la possente stazza fisica, ottimo per reattività fra i pali e nelle uscite, Schmeichel era un leader carismatico naturale. Nella sua sterminata bacheca personale – dove figurano 25 trofei alzati al cielo fra Danimarca, Inghilterra e Portogallo – risaltano 5 Premier League 3 FA Cup, una Champions League, conquistate negli anni d’oro del Manchester United di Alex Ferguson.

ASHLEY COLE

Per la fascia sinistra lo avete preferito con ampio margine di vantaggio su Gareth Bale, che subito dopo essere esploso è volato a Madrid. All’Arsenal per affermarsi, al Chelsea per vincere in Europa. Il suo cambio di sponda nel 2006 dai rossi ai blu di Londra fece infuriare i tifosi dei Gunners. Ma lui in quegli anni era condiderato uno dei migliori interpreti del ruolo a livello mondiale, e scelse per il bene della propria carriera. Velocità, resistenza, senso della posizione, abilità nei contrastri e nei cross, Cole era un terzino sinistro completo, che abbinava tecnica e fisicità. Sulle rive del Tamigi ha vinto – fra le altre – 3 Premier, 7 F.A. Cup, una Champions League e una coppa Uefa. Conta 107 presenze in nazionale.

RIO FERDINAND

Pochi dubbi anche nello scegliere la colonna difensiva della vostra squadra ideale. Il totem del Manchester United ha sbaragliato la concorrenza, ed è risultato per distacco il difensore preferito dei nosttri lettori. Colpo di testa, anticipo, grande personalità hanno reso il roccioso centrale un baluardo della nazionale inglese e dei club dove ha giocato, ovviamente Manchester United su tutti. Ferdinand può vantare in bacheca 18 trofei, fra i quali spiccano 6 Premier, una Champions League e un mondiale per club. Conta 504 presenze in campionato e 81 nella nazionale inglese, di cui è stato capitano dal 2010 al 2013.

TONY ADAMS

Per la scelta del secondo centrale di difesa è stata volata a tre fra il vincitore, Stam e Terry: uno scontro fra titani. Alla fine, per soli tre voti, avete scelto Tony Adams, per quasi vent’anni “ministro della difesa” dell’Arsenal, con cui conta 669 presenze. Già fin da giovane in grado di guidare con autorità il reparto difensivo del club come della nazionale, rappresentava un baluardo difficile da superare. Alto, grosso e potente, averlo là dietro era come avere un pilone che sostiene il peso di un ponte. Così forte in campo, così fragile nella vita, segnata da alcol, risse e prigione. Ha saputo rimettersi in piedi, con lo stesso coraggio che mostrava nel rettangolo verde. Ha vinto 4 campionati e 3 FA Cup.

GARY NEVILLE

A destra ecco il classico giocatore poco appariscente, ma che ogni allenatore vorrebbe. Molte vostre preferenze sono andate ad Alexander Arnold. Alcuni di voi hanno scritto che immaginano un grande futuro per il terzino del Liverpool, ma prima di incoronarlo come il migliore ne vogliono vedere lo sviluppo della carriera nei prossimi anni. Neville non era dotato di un fisico statuario, e neanche di una tecnica sopraffina. Però faceva della costanza e della tenacia i suoi punti di forza. Pedina inamovibile nello scacchiere di Ferguson per oltre 15 anni, capitano dei Red Devils dal 2005 al 2011, Con lo United ha vinto tutto, in particolare ben 12 (DODICI) campionati, 4 FA Cup, 2 Champions League e 2 Coppe Intercontinentali/Mondiale per club.

RYAN GIGGS

Sondaggio che si è rivelato totalmente superfluo, quello per individuare l’esterno sinistro di cantrocampo. Altro mostro sacro dello United di Ferguson, Ryan Giggs è L’Ala sinistra per eccellenza del calcio inglese, e probabilmente non solo di quello inglese. Classe, tecnica, intelligenza tattica, velocità, dribbling, cross, calci piazzati. Il “mago gallese” eccelleva in tutti i fondamentali che fanno grande un esterno di attacco. Ha accumulato talmente tanti record che non è possibile elencarli tutti. Ci proviamo: Nella storia della Premier League detiene il primato di stagioni consecutive disputate (22), partite giocate (672), campionati vinti (13!!!). Con lo United è invece record-man per stagioni disputate (24), partite giocate (963), trofei vinti (37, TRENTA – SETTE), presenze in Champions League (151). Restano da aggiungere tanti altri record legati a presenze e gol in campionato e nelle competizioni Uefa. Fra le altre, ha sollevato anche 4 FA Cup, 2 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali/Mondiale per club. I numeri da soli non spiegano il calciatore, ma aiutano a far capire ai più giovani che razza di giocatore magico si sono persi.

PAUL SCHOLES

E’ stato un testa a testa con Gerrard per la vittoria finale, ma è risultato essere il vostro centrocampista preferito. Scelta veramente difficile questa della coppia in mediana, vedere Lampard e Keane tagliati fuori fa piangere il cuore, ma purtroppo in campo possono andare solo 11 giocatori… Il rosso “silent hero” sapeva fare tutto, si batteva come il più arcigno mediano e andava a chiudere le azioni da fine tre quartista. Considerato da Zidane e Xavi (non due qualsiasi) il miglior centrocampista al mondo degli ultimi anni, era un giocatore “box to box”, che abbinava quantità e qualità. Recupero palla, tecnica, assist, tiro, non mancava niente nel suo repertorio. Una vita con una sola maglia addosso, con lo United ha vinto qualcosa come 28 trofei, fra cui 11 campionati, 3 FA Cup, 2 Champions League, due coppe intercontinentali/mondiali per club. In 676 presenze ha trovato la via del gol 150 volte.

STEVEN GERRARD

E’ arrivato dietro a Scholes per una manciata di preferenze, ottenendo a sua volta un larghissimo consenso con i vostri voti. Una leggenda del Liverpool, patrimonio del calcio mondiale. Centrocampista totale, dotato di resistenza, tiro dalla distanza, tecnica e visione di gioco, poteva giocare praticamente in tutti i ruoli della mediana. Incarna alla perfezione il concetto di “tuttocampista” inglese, in grado di coniugare concretezza e tecnica. Non è riuscito a conquistare la Premier con i suoi Reds, ma fra gli 11 trofei alzati (fra cui 2 FA Cup e una coppa Uefa) è memorabile la Champions League del 2005, quella della rimonta incredibile ai danni del Milan. In 504 presenze con il Liverpool, ha segnato 120 gol e servito 94 assist. Detiene il record del club per reti realizzate nelle competizioni europee (41). Dal 2003 al 2015 la fascia di capitano è stata al suo braccio. E’ al quarto posto per presenze in nazionale, 107 gettoni per lui.

STEVE MCMANAMAN

La sorpresa che non ti aspetti. Nel duello che avevamo immaginato come un testa a testa fra Beckham e Cristiano Ronaldo, ecco che a spuntarla è proprio lui, il folletto di Liverpool. Come esterno destro di centrocampo i nostri lettori hanno votato questo ragazzo con un grandissimo talento, ma con altrettanta voglia di divertirsi, dentro e fuori dal campo. Quasi brasiliano il suo modo di approcciare il football, aveva nel dribbling, nella velocità e negli assist i suoi punti di forza. Dove invece  difettava era nella forza atletica, nella resistenza agli infortuni e nella tenuta fisica e mentale. Bello ma non concreto, forte ma svogliato. Dopo aver incantato in giovane età, si è probabilmente accontentato e adagiato. Dopo aver vinto un campionato e una FA Cup sotto la Kop, con il Real Madrid ha alzato al cielo due Champions League da comprimario, all’ombra di Luis Figo.

ALAN SHEARER

Nel nostro dream team non poteva proprio mancare il miglior marcatore nella storia della Premier League (260 reti), e infatti è risultato il più votato da voi lettori. Attaccante d’area per eccellenza, era il terminale offensivo perfetto per finalizzare le azioni: in carriera fanno 379 gol. Non altissimo, e neanche dirompente fisicamente, era tuttavia letale di testa – in assoluto il suo punto di forza – e riusciva a sprigionare una potenza esplosiva con i suoi tiri. Era quel che si dice il classico attaccante “che butta giù la porta”. Al grande fiuto per il gol abbinava una buona propensione al dialogo con i compagni, che gli consentiva di giocare tranquillamente al fianco un altro striker. Giocatore estremamente iconico degli anni ’90, è diventato un idolo a livello globale per la sua scelta di chiudere la carriera con la sua gente, al Newcastle. Dopo l’impresa del campionato vinto con il Blackburn avrebbe potuto togliersi ogni tipo di soddisfazione sportiva con il Manchester United, ma Shearer preferì alla gloria e ai soldi l’amore ricambiato per Newcastle, senza articolo, inteso come città, squadra, tifoseria. Anche per questo, in bacheca può vantare incredibilmente appena una Premier League, e nessun altro trofeo.

THIERRY HENRY

Non so più cosa dire. Che giocatore meraviglioso”. Massimo Marianella impazziva così in telecronaca, dopo aver assistito a una delle 176 perle inanellate da Titì nella sua esaltante permanenza all’Arsenal (366 le reti complessive in carriera). Subito dietro a Shearer si piazza lui, avete mostrato pochissimi dubbi per la scelta della coppia gol. Attaccante universale e completo, aveva forse solo nel colpo di testa il suo tallone d’Achille, nonostante la notevole altezza. Per il resto, beh, ci inchiniamo. Velocità, tecnica, dribbling, senso del gol, fantasia. Efficace in coppia con Bergkamp, devastante negli anni nei quali ha agito da unico terminale offensivo. Amava svariare su tutto il fronte d’attacco, spesso si allargava a sinistra per poi accentrarsi rapidamente, risultando spesso devastante. Oltre che gran goleador era anche abilissimo nel mandare in rete i compagni. Ha vinto tutto sia a livello di club che di nazionale (miglior marcatore della selezione francese con 51 centri). Con i Gunners si è dovuto accontentare di soli titoli nazionali, fra i quali due Premier League e 2 FA Cup, mentre con il Barcellona ha ottenuto la meritata gloria europea. Il perché non sia annoverato fra i vincitori del pallone d’oro è ancora oggi un mistero bello e buono.

Ecco come sarebbe la formazione di questa squadra stellare letta tutta d’un fiato: Schmeichel; Cole, Ferdinand, Adams, G. Neville; Giggs, Scholes, Gerrard, McManaman; Henry, Shearer.

LA SQUADRA DELLE “RISERVE”

Troppo difficile scegliere solo 11 giocatori, forse impossibile. Lo avete scritto in tanti nei commenti. Veramente molti i campioni in ogni ruolo che avrebbero meritato di far parte della top 11. E allora noi, per puro sfizio, vi proponiamo anche quella che in base ai vostri voti sarebbe la squadra B, quella dei giocatori alternativi agli 11 in campo. Sempre mantenendo il britannico 4-4-2, le “riserve” si schiererebbero in questo modo, da sinistra a destra: Seaman; Bale, Terry, Stam, Alexander Arnold; Cristiano Ronaldo, Lampard, Keane, Beckham; Le Tissier, Drogba. Che dite? Niente male anche questa…