La mia trasferta dentro al calcio popolare dello United of Manchester

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Dopo aver visitato l’Etihad, casa degli sceicchi del City (LEGGI QUI), dirigo verso il nord della città. Nei giorni precedenti al mio arrivo ho scambiato alcune email con uno dei dirigenti dello United of Manchester e con onore e piacere sono stato invitato. È una società popolare che milita nella National League North, uno dei campionati calcistici inglesi di sesta serie, al secondo livello della National League.
Il club è nato nel 2005 quando molti tifosi dei Red Devils rimasero scontenti dell’arrivo del magnate americano Malcolm Glazer.
L’azionariato popolare è alla base: chiunque può diventarne socio per l’esigua cifra di 15 sterline all’anno.
Il tempo di dare un’occhiata in giro ed il training center è proprio lì, un campo a 11 davanti allo stadio in cui in quel momento sta giocando una squadra giovanile dell’Academy. Mi avvicino al negozio dove mi aspettano. Lo stadio, il Broadhurst Park, è piccolo, ha poco più di 4.000 posti, non c’è un tour ma se siete da quelle parti e lo chiedete è possibile che un giro al suo interno ve lo facciano fare. È completo per due lati: la tribuna centrale e una delle due curve con una stand up area. L’impianto è di proprietà ed è stato inaugurato dopo due anni di costruzione nel 2015 in una prestigiosa amichevole contro il Benfica.
Ad accompagnarmi in questo tour privato c’è il responsabile dello store. I dipendenti sono tutti volontari tranne il segretario e il general manager.
Partiamo con un giro di campo in cui mi viene trasmesso il senso di appartenenza di questa società, non si rinnega il passato del Manchester United ma il presente, caratterizzato dalla bramosia di fare soldi.
Sono tutti cordiali e si mettono a disposizione del club, anche il giardiniere e il manager che entrando negli uffici in quel momento lo “pizzico” a pitturare le pareti degli spogliatoi. Ci facciamo una chiacchierata come se fossimo già amici, mi dice che è stato un ex calciatore a livello dilettante, che è molto legato al club e ai suoi ragazzi e quando gli è stato proposto di allenare lo United of Manchester non ci ha pensato due volte.
È metà agosto e l’inizio della stagione è ormai alle porte: il sogno nemmeno tanto nascosto è quello di raggiungere il professionismo restando umili e popolari allo stesso tempo.
Lorenzo Petrucci