La mia trasferta a Manchester: la visita all’Etihad Stadium

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di Lorenzo Petrucci

È piena estate, molti amici se ne vanno a Ibiza, Formentera e Mykonos, io invece opto per una vacanza molto meno comune: un tour di sei giorni tra le lands del centro/nord dell’Inghilterra. Prima tappa Manchester.

Prendo in mattinata l’aereo da Roma per avere abbastanza tempo a disposizione, ho calcolato ogni spostamento nei minimi dettagli, il tempo per fare tutto è poco e il pomeriggio dopo devo già cambiare città.
Lo scalo a Francoforte è però galeotto, perdo la coincidenza e mi trovo costretto a salire sull’aereo successivo con conseguente slittamento nella tabella di marcia. Arrivo quindi nel tardo pomeriggio dopo un viaggio interminabile e sono così costretto a rimandare tutto al giorno successivo.

Manchester è la patria di due club tra i più importanti al mondo: lo United e il City.
Causa ritardo del mio arrivo, mi aspetta un giorno frenetico in cui in poco più di mezza giornata devo riuscire a visitare tre stadi.
Parto dal City per vicinanza dal mio albergo. Dopo una camminata di una buona mezz’ora verso la periferia est della città arrivo all’Etihad Stadium.

Mi prenoto subito e inizio il tour, l’audioguida è in italiano ma c’è una guida che arricchisce con ulteriori pillole e aneddoti in lingua inglese.

Dopo un’ora e mezza in cui è possibile scattare una foto anche con l’ologramma di Pep Guardiola esco soddisfatto.

Lo stadio non ha grande storia (inaugurato nel 2003) ma lascia qualcosa e il giudizio è sicuramente positivo. Moderno, avveniristico, multifunzionale come ormai gli stadi devono essere. Una sosta veloce allo store e infine lascio l’Etihad.

Prossima tappa lo United of Manchester. Dagli sceicchi del City al calcio popolare è un attimo!