Il manifesto calcistico di Tomáš Rosický

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“Tomáš Rosický era il giocatore perfetto per l’Arsenal. Ha avuto tutte le qualità per giocare il tipo di calcio che amiamo in questo club. Sarà per me sempre un rimpianto che Tomáš non abbia potuto giocare di più perché era un talento eccezionale. Ha una qualità incredibile, fa apparire tutto molto semplice quando gioca. Quando il pallone arriva a lui il gioco diventa più rapido, più incisivo.

Amo questo giocatore, così come tutti qui. Ascoltate le standing ovation che prende ogni volta che entra in campo e capite quanto sia amato anche dai tifosi. Gli vogliamo bene come giocatore e come uomo, per le sue qualità calcistiche e per il suo comportamento. Sono molto triste per la sua partenza, ma devo dire che è stato un privilegio per me allenare Rosický.”

Questa è l’ultima dichiarazione d’amore di Arsène Wenger per Tomáš Rosický, che nel maggio 2016 accetta un contratto con lo Sparta Praga per finire la carriera a casa nel club dove tutta la famiglia ha militato. Il tecnico francese ha avuto solo parole d’elogio per il suo centrocampista nell’arco di dieci anni di permanenza ai Gunners costellati da tanti gravi infortuni.

Ma che tipo di giocatore era Tomáš Rosický? Il Piccolo Mozart era molto di più che solo un centrocampista offensivo, tanto che Wenger lo ha usato sia come ala, che come trequartista centrale e nel momento del bisogno anche come regista più arretrato. Questi quattro goal sono pietre miliari della carriera del giocatore ceco che aiutano a inquadrare le sue molteplici qualità.

Ciò che poteva essere e non è mai potuto diventare

Il primo assaggio delle qualità di Rosický avviene in una serata di Champions League della stagione 2000-2001 con la maglia dello Sparta Praga, proprio contro la sua futura squadra. Prende palla sull’out sinistro e si muove veloce verso la porta attraendo su di sé tre avversari. Arrivato sul limite dell’area, li salta con una rapida serpentina e scocca un destro di interno collo secco che fredda il portiere dell’Arsenal. Scatto, dribbling in un fazzoletto di campo, capacità di trovare la porta. Una promessa di grandezza che verrà pagata 13 milioni di euro dal Borussia Dortmund dopo poche settimane.

L’insostenibile leggerezza del mediano

Tomáš Rosický passerà alla storia del calcio come un trequartista di qualità sopraffina. Meno si sa delle sue doti di interdizione invece, nonostante un volume di tackles e duelli vinti da centrocampista di ben altre caratteristiche fisiche. Sapevate che in Premier League Rosický ha una media di tackle e di duelli a partita superiore a Steven Gerrard? Mantenendo per giunta percentuali di riuscita quasi identiche. La grinta del ragazzo ceco è bene illustrata in questo gol del 2014 contro il Brighton. Si accorge che il giocatore avversario sta per controllare male e si avventa sul pallone rubandolo, poi va a sbattere sul difensore che va a contrastarlo. Rosický non solo rimane in piedi dopo l’urto, ma riesce anche a vincere il 50/50 portandosi la palla avanti. Qui la rapidità di pensiero è poi spaventosa: il passaggio no look per Giroud è sensazionale, così come la conclusione da fermo al volo, con l’esterno destro che tanto verrà utilizzato in carriera.

Il cannibale del North London Derby

Rosický ha segnato solo 19 goal in 170 presenze con la maglia dell’Arsenal in Premier, essendo troppo impegnato a interpretare il ruolo di facilitatore della squadra qualche metro prima dell’area di rigore. Ma qualche squadra svegliava il suo istinto da bomber, in particolare il Tottenham. Il derby del nord di Londra era particolarmente sentito da Rosický, che si è sempre professato tifoso Gunners, e contro gli Spurs ha segnato ben tre volte. Nel derby dell’ultima giornata di campionato della stagione 2013-2014 il ceco lascia una firma d’autore. È proprio Rosický a partire dall’ala destra e passare rasoterra verso Oxlade-Chamberlain che sta correndo verso l’area e non riesce a controllare bene la sfera. Il rimpallo favorisce il numero sette che senza pensarci due volte spara un missile di esterno destro. Un goal eccezionale.

Il giocatore perfetto per l’Arsenal

Questa azione racchiude tutto il credo calcistico di Arsène Wenger e tutti i motivi per cui ha sempre creduto che Rosický fosse il giocatore perfetto per il suo sistema. Tutte le abilità del ceco sono condensate in pochi secondi: la capacità di trovare sempre spazi tra difesa e centrocampo avversario e di andare a occuparli per gestire il possesso; la capacità di dettare i tempi di gioco e di gestire la velocità dell’azione, che sembra accelerare e rallentare a comando del numero 7; la rapidità di pensiero e di esecuzione, facilitata da un tocco di prima di altissimo livello; gli inserimenti negli spazi a ridosso della porta per arrivare al tiro o a servire un assist. Tutti elementi che rendono Rosický un centrocampista box-to-box non convenzionale, ma di grandissima bravura. Il giocatore perfetto per i Gunners.