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martedì 13 Aprile 2021
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Grinta, gol e duttilità: Tim Cahill, l’infaticabile

Adorato dai tifosi del Millwall, idolo di quelli dell'Everton e uomo dei record con la nazionale australiana: storia di un giocatore di rara versatilità ed intelligenza calcistica

4 ' di letturaBrainstorming: Premier League, Australia, versatilità, gol.
Esatto, la risposta è Tim Cahill.
Da Sydney a Liverpool, passando per South Bermondsey, nel cuore dell’east end londinese, questo ragazzo classe 1979 ha vissuto una carriera prestigiosa e, soprattutto, non si è mai risparmiato.
Magari è esagerato definirlo “eroe dei due mondi” ma Tim ha dato tutto, sia per le sue squadre di club, Millwall ed Everton, che per la nazionale australiana, di cui è il capocannoniere d’ogni tempo con 50 gol ufficiali, e con la quale è nella storia sia per aver segnato la prima rete di sempre dei Socceroos nella Coppa del Mondo 2006, che per aver partecipato a quattro edizioni dei mondiali tra il 2004 ed il 2018.
Per onorare la sua nazionale, Cahill ha giocato due anni solari consecutivi senza una sola settimana di sosta, ha volato per giornate intere ma in campo mai, davvero mai, ha tirato indietro la gamba, risultando anzi spesso e volentieri decisivo.
Nella terra degli aborigeni la famiglia lo indirizza verso il rugby ma è il calcio la vera grande passione di Tim, che debutta a livello internazionale a quattordici anni con la maglia della nazionale di Western Samoa in un torneo continentale Under20.
Londra attrae così tanto questo ragazzo da indurlo a partire per un viaggio studio che, di fatto, diventa la svolta della sua vita.
Ospite di una casa famiglia a Grays, nell’Essex, firma per il Millwall che lo aveva notato in un torneo scolastico.
“Tim…who?!” si chiedono nel maggio 1998 i tifosi dei Lions, quando il manager Billy Bonds lancia in prima squadra questo ragazzino arrivato, letteralmente, dall’altra parte del mondo.
Le perplessità vengono cancellate dalla versatilità assoluta di un giocatore capace di ricoprire, spesso in maniera rilevante, almeno tre ruoli tra centrocampo ed attacco, segnando reti decisive come quella contro il Sunderland, che manda i Lions in finale di FA Cup contro il Manchester United nella primavera del 2004.

il gol contro il Sunderland nella semifinale di FA Cup 2004, vinta 1-0 dai Lions ad Old Trafford

Coincidenza vuole che proprio a Londra, a Loftus Road, Tim inizi un percorso lungo quattordici anni con la nazionale australiana, in amichevole contro il Sud Africa.
Cahill gioca le Olimpiadi di Atene, nel frattempo si accorda con il Crystal Palace ma il trasferimento salta l’ultima sera utile, irrompe l’Everton e David Moyes porta a Goodison Park un giocatore che in otto anni vestirà 277 volte la maglia dei Toffees, con 68 gol e 29 assist.
L’impatto del down under in Premier League è fuori da ogni previsione.
Al debutto decide la partita in casa del Manchester City segnando e facendosi espellere nell’arco di due minuti.
Nella prima stagione solo Frank Lampard segna più di lui, l’Everton chiude al quarto posto (miglior risultato dal 1988) con tre punti di vantaggio sul Liverpool e Cahill è l’idolo della tifoseria.
Prima punta, seconda punta, trequartista, anche centrocampista centrale se serve: giocatore più versatile del campionato insieme a Park Ji Sung, jolly sudcoreano dei Red Devils, Cahill non sbaglia una partita.
Nella vita è difficile arrivare in alto, ancor di più mantenere il livello e la seconda stagione si rivela molto difficile per Tim.
L’Everton soffre l’eliminazione ai preliminari di Champions League perdendo entrambe le partite contro il Villarreal, Tim è impegnato con l’Australia nella Confederations Cup tedesca e le sue prestazioni non sono esplosive come quelle dei mesi precedenti.
L’australiano mostra la sua tempra anche nei momenti più difficili, ha nel dna lo spirito di sacrificio, resiste anche a qualche critica di troppo e rimane un punto fermo dei Toffees fino alla primavera del 2012: di fatto è uno dei simboli della gestione Moyes, che si chiuderà un anno dopo.
Gli Stati Uniti, le esperienze in Cina ed in Australia arricchiscono il curriculum sportivo di un giocatore che ha segnato almeno un gol con la nazionale australiana ogni anno tra il 2004 ed il 2017, partecipando a tre edizioni di Coppa d’Asia e quattro della Coppa del Mondo.
Raggiungere questo straordinario obiettivo porta Tim a finire il suo lungo viaggio sportivo laddove era iniziato, nel sud est di Londra con la maglia del Millwall.
Al The Den, quasi venti anno dopo, Cahill viene accolto da un’ovazione quando debutta per la seconda volta con la maglia dei Lions, in Championship contro il Cardiff City.
Il suo contributo è minimo, a quasi 40 anni il fisico ormai è logoro, ma lo spirito combattivo c’è sempre: Tim gioca contro il Perù la sua partita della carriera, scolpendo il suo nome nel libro dei record, essendo solo quattro i calciatori ad aver giocato in cinque diverse edizioni dei Mondiali.
Quando si dice non mollare mai, bisognerebbe pensare proprio a lui, a Tim Cahill.

tra il marzo 2004 ed il giugno 2018 ha collezionato 108 presenze e 50 gol con l’adorata maglia dell’Australia
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Alberto Emmolo
Alberto Emmolohttp://www.urbone.eu
Classe 1984, travolto da una grande passione per il football fin da bambino, appena possibile vola a Londra per "respirare" calcio, atmosfere e sensazioni. Nel maggio 2019 ha pubblicato il suo primo libro "Hat-trick - i grandi attaccanti della Premier League" (ed. Urbone Publishing)

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