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Dalla guerra in Sudafrica al tifo a Liverpool: la nascita della Kop

5 ' di letturaL’inizio della nostra storia nasce sul finire del 1800, un periodo storico conosciuto per le numerose invenzioni, per il progresso della tecnica, e per la generica pace e prosperità presenti in molte parti del mondo. Ma non è propriamente così. All’alba del 1900 molti stati erano impegnati in piccoli conflitti, magari in domini coloniali, magari per spartirsi qualche territorio strategico. Non fa eccezione l’Impero britannico di Sua Maestà Vittoria, che fa sentire la sua presenza ingombrante in tutto il globo.

Nel 1881 l’esercito inglese subisce una vasta riforma. Una delle conseguenze è la riorganizzazione dei reggimenti su base geografica. Nasce tra gli altri il South Lancashire Regiment, che recluta i suoi membri nella omonima regione il cui centro principale è Liverpool. Il primo battaglione del nuovo reggimento trova subito utilizzo in India e nella città di Aden, prima di rientrare in Inghilterra nel 1886. Molte delle nuove reclute arriva proprio dal Merseyside.

Alla fine del 1899 scoppia la Seconda Guerra Anglo-Boera, nei territori dell’odierno Sudafrica. Le relazioni diplomatiche pessime tra la colonia inglese del Capo e gli stati boeri di Transvaal e Orange e la scoperta di giacimenti di oro e diamanti fecero esplodere la situazione. Per l’opinione pubblica inglese del tempo questo piccolo conflitto non sarebbe durato che qualche mese. Vengono spediti pochi reggimenti a supporto delle truppe già stanziate nella colonia, e tra questi è presente proprio il South Lancashire Regiment.

Il piccolo conflitto si rivela più complicato del previsto. I boeri attaccano immediatamente dopo la dichiarazione di guerra cogliendo di sprovvista gli inglesi. Gli uomini del Lancashire sono subito mandati a contenere l’avanzata avversaria in città fondamentali per tenere il fronte di guerra come Ladysmith e Kimberley, tenuta sotto assedio dai boeri per quattro mesi.

Nel gennaio 1900 arrivano i primi rinforzi militari inglesi che decidono di passare al contrattacco. Per spezzare gli assedi alle città viene prima tentato un attacco frontale per passare il fiume Tugela, ma viene respinto con numerose perdite. I generali britannici decidono allora di aspettare altri rinforzi e di attaccare altri punti della linea boera. Dopo aver faticosamente passato il fiume l’obiettivo diventa un colle situato proprio al centro del fronte boero, molto ripido ma non troppo alto, che sovrasta tutta la pianura e dà possibilità di tenere sotto minaccia di colpi d’artiglieria tutte le posizioni nemiche: lo Spion Kop. Nella notte del 23 gennaio, due compagnie del South Lancashire Regiment con poche altre truppe di rinforzo si distaccano per salire sul colle. Il buio della notte e una fitta nebbia accompagnano l’attacco alla baionetta degli uomini di Sua Maestà, che scacciano il picchetto boero e iniziano a trincerarsi sul colle. Quando le prime luci dell’alba scacciano la nebbia, la situazione però è drammatica.

Gli inglesi infatti non hanno conquistato l’intero colle ma solo uno dei picchi, per giunta il più basso. I boeri in poche ore hanno preso posizione su tre lati della posizione conquistata, e hanno trasportato la loro artiglieria in posizione per far fuoco. Le truppe sul picco diventano un bersaglio umano molto facile da inquadrare. Inoltre, il terreno in cima al colle è molto roccioso e la trincea non può andare oltre i 40 centimetri di profondità.

Gli inglesi iniziano a subire un bombardamento senza tregua. Piovono 12 proiettili al minuto, che distruggono le fragili difese appena erette e feriscono i soldati. Dopo qualche ora, con una mossa a sorpresa, poche centinaia di boeri in evidente inferiorità numerica attaccano frontalmente il picco. La trincea come previsto non regge, il combattimento diventa presto uno terribile duello uomo a uomo che dura qualche ora. Nonostante lo squilibrio numerico non c’è un chiaro vincitore dello scontro frontale, ma la continua pioggia di colpi di artiglieria annienta definitivamente i reduci sul picco del colle. Gli inglesi dopo un giorno abbandonano lo Spion Kop, e questa battaglia verrà ricordata come una sanguinosa sconfitta costata la vita a quasi 300 ragazzi del South Lancashire. Anche se l’Inghilterra alla fine vincerà il conflitto nel 1902, le cicatrici di battaglie come quella dello Spion Kop rimangono bene impresse nella memoria dei reduci.

Gli inizi del XX secolo sono contraddistinti in Inghilterra anche da eventi ben più felici. Uno di questi è ovviamente l’esplosione del football. Il campionato di Prima Divisione nasce nel 1888, ma è agli inizi del nuovo secolo che grandi masse di tifosi iniziano ad appassionarsi al calcio e ad andare allo stadio per tutte le partite.

Quando il Liverpool vince il suo secondo titolo di campione nel 1906 decide di ristrutturare Anfield. Lo stadio ha visto sempre più tifosi recarsi a vedere le partite di una delle squadre più forti d’Inghilterra, quindi va ammodernato e se possibile allargato. Vengono rimpiazzati i vecchi mattoni con pezzi nuovi, vengono piazzate nuove parti in cemento. Soprattutto viene costruita un’intera nuova curva, una terrazza in blocco unico capace di ospitare ben 25000 persone rigorosamente in piedi. Alla fine dei lavori, nonostante qualche proposta, ancora non si è deciso un nome per la nuova parte dello stadio.

I lavori vengono completati appena in tempo per l’esordio casalingo di campionato dei Reds, il primo giorno di settembre del 1906. L’avversario è lo Stoke City, e si gioca in un caldo infernale che ha avvolto tutta l’isola. Mentre la maggior parte delle partite viene fermata ad Anfield si continua a giocare, e Joe Hewitt sarà il primo giocatore del Liverpool a poter festeggiare un proprio goal sotto la nuova curva ancora anonima zeppa di tifosi.

Alla partita assiste Ernest Edwards, sport editor del Liverpool Echo, il quotidiano più importante della città. Scrive della partita il giorno dopo sulle colonne del suo giornale. Non può non fare a meno di notare lo spettacolo incredibile della nuova sezione di Anfield, 25000 persone nel caldo torrido che incitano la propria squadra, e propone un paragone che rimarrà impresso. Quella curva ripida piena di gente in piedi a tifare, che intimidisce gli avversari come fosse una carica d’artiglieria pronta a entrare in campo, sembra proprio lo scenario proposto dallo Spion Kop con i boeri pronti a partire all’assalto all’arma bianca. Sarebbe un buon nome per la terrazza, aggiunge Edwards, un memoriale per ricordare le tante vite dei ragazzi di Liverpool lasciate in quel posto lontano.

Il giornalista non sa quanto la sua idea sia brillante. Entro la fine dell’anno la terrazza sarà nominata Spion Kop, e nel resto d’Inghilterra molti stadi vedranno la costruzione di terrazze simili e chiamate nello stesso modo. Purtroppo la tragedia di Hillsborough del 1989 costringerà la Football Association a bandire le curve con posti in piedi da tutti gli stadi inglesi. Tutte le Kop d’Inghilterra (più di 20) vengono chiuse e ricostruite, dotate di soli posti a sedere.

Con il passare del tempo il significato dietro al nome Spion Kop venne lentamente dimenticato, ma l’effetto che provoca sugli avversari rimane lo stesso al momento di mettere piede in campo. Un’orda feroce di tifosi sembra pronta a scendere dal pendio ripido e a invadere il manto verde. Dopo più di cento anni da quando un giornalista di Liverpool trovò l’idea giusta, anche il nome con cui questo luogo è conosciuto è cambiato. Ora la curva più bella del mondo è conosciuta semplicemente come “The Kop”.

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