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domenica 7 Marzo 2021
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Bobby Zamora, gol e passione tra Brighton e Londra

Sulle note di "That's Amore" di Dean Martin, storia di un attaccante inimitabile e spesso decisivo

4 ' di letturaNelle classifiche, periodiche e talvolta stucchevoli, degli attaccanti più prolifici o dei detentori di questo o quel record, difficilmente troverete il suo nome.
Ma Bobby Zamora, che ha vestito in Premier League solo maglie di club londinesi, ha sempre lasciato qualcosa ai propri tifosi.
Nella natìa Barking, nell’Essex, Zamora cresce con il mito del West Ham (di cui è grande tifoso) e dopo un breve passaggio al Bristol Rovers, approda a Brighton, dove ad inizio millennio la realtà è ben diversa dai fasti attuali.
I Seagulls sono in precarie condizioni economiche, le partite casalinghe si giocano nel vetusto Withdean Stadium, probabilmente unico stadio del Regno Unito dotato di pista d’atletica (!) e la squadra arranca ai confini del professionismo.
In mezzo a tanta incertezza, a Brighton i punti fermi sono tre: i gol di Zamora, che trascina – con una trentina di reti – i gabbiani alla vittoria della Terza divisione, la fama di essere una nota località di villeggiatura estiva aperta agli omosessuali, ed i dj set di Fatboy Slim, tra cui quello leggendario dell’estate 2002 con duecentocinquantamila fans in spiaggia.
Dopo una tripletta di Bobby contro il Torquay, i tifosi dei Seagulls abbozzano, sulle note della famosa canzone anni ’50 di Dean Martin “That’s Amore”, un poetico “When the ball hits the goal, it’s not Shearer or Cole, it’s Zamora”.
Il coro diventa un must e risuona con la frequenza dei gol, spesso decisivi, del centravanti di Barking.
Tutto questo Zamora se lo porta dietro quando, nel gennaio 2004, approda al “suo” West Ham, non prima di aver fatto storcere il naso al mondo Hammers per la sua provenienza, ovvero dal Tottenham nel trasferimento (contestato) di Jermain Defoe.
In pochi mesi a Boleyn Ground l’opinione su Zamora ha un percorso sinusoidale.
Non senza umorismo tipicamente locale, i tiri sbilenchi del nostro valgono una modifica del coro nato a Brighton e, nonostante Bobby “di palloni in fila Z” (cit.) ne abbia sparati non pochi, nei play-off di Championship del 2005 cambia marcia.

Quattro le reti segnate tra la doppia semifinale contro l’Ipswich Town e la finale di Cardiff contro il Preston North End, al termine della quale gli Hammers di Alan Pardew festeggiarono l’atteso quanto sofferto ritorno in Premier League, dopo due logoranti stagioni nella serie cadetta.
Zamora ed il West Ham, “That’s Amore” veramente, perché l’attaccante rifiuta la chiamata di Leo Beenhakker, c.t. autore del miracolo Trinidad & Tobago, qualificata per la Coppa del Mondo del 2006.
L’isola caraibica ha dato i natali a Dwyght Yorke ed anche al padre di Bobby, che rifiuta di essere naturalizzato perché concentrato interamente sugli Hammers, sconfitti dal Liverpool nella rocambolesca finale di FA Cup nel maggio 2006 soltanto ai rigori, in cui Zamora ne sbaglia uno ipnotizzato da Pepe Reina.
Sono da lui firmati i preziosi gol della rocambolesca salvezza del West Ham nella stagione seguente, tra cui quello in casa dell’Arsenal che fa degli Hammers la prima squadra della storia a violare il nuovo Emirates Stadium.
Dall’east end al sud ovest di Londra, Zamora passa al Fulham non senza problemi sia dentro che fuori dal campo, con il club che si accorda con l’Hull City per cederlo dopo una stagione davvero deludente, in cui il gioco di sacrificio è tanto ma l’apporto realizzativo rasenta il nulla: il giocatore fa saltare il trasferimento e, fatto insolito a Craven Cottage, la disapprovazione del pubblico per l’attaccante di Barking è palese, tanto da scatenare una sua esultanza polemica dopo una sua decisiva rete al Sunderland.
La wild card concessa dall’Uefa ai Cottagers per la classifica europea del fair-play, regala una stagione indimenticabile sulle rive del Tamigi.
Il Fulham inizia dal primo turno preliminare ed arriva in finale di Europa League, anche per via delle reti di Zamora, strumentale contro Basilea, Juventus, Shakthar Donetsk e Wolfsburg.

Zamora segna contro la Juventus il gol dello storico 4 a 1 a Craven Cottage

L’amarezza per la finale persa contro l’Atletico Madrid viene, in parte, cancellata poche settimane dopo dal debutto in Nazionale nell’amichevole contro l’Ungheria a Wembley, in cui Fabio Capello lo fa debuttare all’età di ventinove anni.
Le tre miglia che separano Craven Cottage da Loftus Road non cambiano lo spirito di Zamora, generoso e combattivo anche con il Queens Park Rangers.
Facendo la tara con diversi acciacchi e con un’amara retrocessione, Bobby conferma il suo feeling con le finali di Championship, decidendo quella del maggio 2014 con gli Hoops in dieci contro il Derby County con un velenoso mancino in pieno recupero, per la gioia, molto composta, della vecchia volpe Harry Redknapp, e più calorosa del proprietario Tony Fernandes.

il gol in pieno recupero che vale il ritorno in Premier League del QPR nella finale contro il Derby County

Serve ancora un tratto di matita per completare il cerchio di una carriera che si chiude a…Brighton, tornando in gol con la maglia dei Seagulls a quasi dodici anni di distanza dall’ultima esultanza, in un club trasformato, moderno e pronto al grande salto in Premier League.
Oh yes, that’s Zamora!

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Alberto Emmolo
Alberto Emmolohttp://www.urbone.eu
Classe 1984, travolto da una grande passione per il football fin da bambino, appena possibile vola a Londra per "respirare" calcio, atmosfere e sensazioni. Nel maggio 2019 ha pubblicato il suo primo libro "Hat-trick - i grandi attaccanti della Premier League" (ed. Urbone Publishing)

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