Ali Dia, colui che per 53 minuti truffò il calcio inglese

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“Nella vita tutti abbiamo dei sogni, alcuni che possono essere realizzati, altri invece che difficilmente è possibile conseguire… A meno che tu non ti chiami Ali Dia.“

Ali il suo sogno lo ha realizzato, non proprio in modo regolare ma sicuramente per 53 minuti si è sentito a tutti gli effetti un calciatore professionista. Nel 1996 George Weah conquistò il pallone d’oro e in quel momento era uno dei calciatori più forti e stimati al mondo. La sua figura era talmente importante che anche un solo accostamento ad essa poteva valere una fortuna. Ali Dia avrà pensato proprio a un colpo di fortuna quando convinse un suo caro amico di Università a fingersi il campione liberiano del Milan.

La truffa iniziò con una telefonata del finto Weah all’allenatore del West Ham Harry Redknapp (CLICCA QUI PER L’APPROFONDIMENTO). Al mister degli Hammers raccontò di avere un cugino davvero bravo, veloce e dai piedi buoni che aveva giocato nel Paris Saint Germain e con la Nazionale senegalese e che avrebbe meritato un’opportunità in Inghilterra. Redknapp sentì puzza di bruciato e chiuse immediatamente la telefonata. Astuto.

Ma i due non mollarono la presa, sempre con la stessa modalità riuscirono nel loro intento. Cadde in trappola Graeme Souness (CLICCA QUI PER L’APPROFONDIMENTO), allenatore del Southampton che decise di dare una opportunità a Dia offrendogli un contratto mensile. Souness si accorse subito della fregatura, nel primo allenamento il ragazzo mise in mostra i suoi enormi limiti tecnici, era indubbiamente un pesce fuor d’acqua. Il mister a proposito di Ali dirà queste parole: “Lo testai in allenamento, i primi cinque minuti di solito dicono se uno è bravo oppure no. Concludemmo che non era adatto a noi, ma lo trattenemmo comunque per una settimana perché avevamo pochi giocatori e tanti infortuni”.

La fortuna continuò ad assistere Ali che doveva giocatore una partita con le riserve contro l’Arsenal, ma un tremendo nubifragio costrinse le due squadre a non scendere in campo. Questo evento gli dette la possibilità di riuscire nell’impresa di esordire in Premier League. 

Il 23 novembre 1996 è una data che Ali Dia non scorderà mai. Durante il match contro il Leeds l’attaccante dei Saints Le Tessier si fece male e dopo mezz’ora di gioco fu costretto ad uscire dal campo. Souness non ebbe scelta, mandò in campo Dia che venne abbandonato dalla fortuna che lo aveva assistito fino a quel momento.

Di fatti il numero 33 non toccò palla, correva a vuoto e sembrava giocare per un’altra squadra. Ali che in quella giornata aveva già realizzato il suo sogno rischiò di rendere quella partita memorabile: ricevette palla vicino alla porta e calciando di esterno destro andò vicinissimo al goal. La dea fortuna lo aveva portato fino a lì, ma non le sembrò il caso di spingersi oltre. La partita per Dia si concluse dopo soli 53 minuti, Souness preso dallo sconforto decise di sostituirlo con un difensore, bocciando definitivamente il calciatore senegalese. Le statistiche di quella partita per il falso cugino di Weah furono disastrose.

A distanza di anni, Le Tissier interrogato sulla vicenda dirà: “Pensavo che avesse vinto veramente un concorso per venire a giocare con noi. Sembrava Bambi sul ghiaccio, era imbarazzante. È stata tutta colpa mia: sono stato sostituito dal peggiore giocatore che si sia visto in Premier League”.

Il sogno di Ali finì subito dopo quella partita, concluse la sua “carriera” nei dilettanti del Gateshead dove si tolse la soddisfazione di segnare due reti. Nel 1997, a 32 anni lasciò definitivamente il calcio per dedicarsi agli studi laureandosi in Business Administration. Ebbene sì, Ali trasformò i suoi limiti calcistici in traguardi formativi di tutto rispetto, portando però sempre nel cuore quella breve parentesi nel campionato di massima serie inglese.