Xabi Alonso: l’architetto di Benitez

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Un artista, un pensatore, un architetto in mezzo al campo, in grado di costruire le basi di ogni azione del Liverpool targato Rafa Benitez e di gettare le fondamenta per i successi di quel fantastico team. Fin dal suo arrivo, Xabi Alonso è sembrato l’uomo giusto al posto giusto, un protagonista plasmato e fatto su misura per i Reds dell’allenatore spagnolo, una squadra talentuosa e votata a un calcio d’attacco, fatto di grinta e gioco in verticale. Xabi era a suo agio nel possesso palla, in più aveva una visione fuori dal comune e una capacità di lanciare il pallone come pochi altri al mondo. Era anche un osso duro, e forse, Benitez non si aspettava che il centrocampista basco avrebbe vantato anche una delle migliori percentuali di contrasti riusciti nell’intera Premiership.

L’ex mediano della Real Sociedad sbarca nel Nord dell’Inghilterra nell’estate del 2004 per 10 milioni di sterline, dopo l’Europeo giocato in Portogallo con la maglia della Spagna, una parentesi davvero opaca. Ciò nonostante Rafa Benitez ha un grande piano per lui, quello di affidargli le chiavi del centrocampo. Alonso si cala perfettamente nella parte e dà il meglio di sé fin da subito. Incanta con classe cristallina, domina il centrocampo con ordine, accanto ad altri elementi di prima qualità. Purtroppo nella sfida di capodanno 2005 subisce una frattura della caviglia contro il Chelsea. Questo infortunio lo mette ko per tre mesi, tuttavia rientra in campo per dare il suo prezioso contributo nella campagna europea del Liverpool, che in Champions League miete vittime prestigiose. Nei quarti di finale di ritorno, i Reds battono la Juventus per 2 a 1. In semifinale ad attendergli c’è un’altra inglese, i Blues di Londra. Nella partita di andata tra le due compagini britanniche, Xabi si fa ammonire e salta la sfida di ritorno a Stamford Bridge. Per sua fortuna, i suoi compagni ottengono l’accesso alla finale di Istanbul contro il Milan.

Quella è una partita che non ha bisogno di presentazioni, la rimonta del Liverpool ha fatto scuola e Xabi Alonso è uno di quelli che l’ha resa possibile. Sua una delle reti della serata, quella del pareggio sul 3 a 3, dopo che i Reds sono stati in svantaggio di ben 3 gol. Non è però mancato il brivido in quella occasione, infatti il centrocampista basco si fa ipnotizzare da Dida dagli undici metri, ma sulla ribattuta ha la bravura di spingere la palla dietro alle spalle del portiere brasiliano. Dopo la lotteria dei rigori, il Liverpool diventa campione d’europa per la quinta volta, non male come stagione d’esordio. Gli eroi di Istanbul sono un gruppo affiatato e coeso, Xabi Alonso è uno dei grandi leader della squadra e uno dei più amati della Kop. Nelle stagioni successive si specializza anche coi tiri dalla distanza, addirittura riesce a segnare due reti direttamente dalla propria metà campo nelle sfide contro il Luton in F.A. Cup e contro il Newcastle in Premier League nel 2006.

Nel 2007 c’è la possibilità per il Liverpool di alzare ancora una volta la Coppa dalle Grandi Orecchie, l’avversario è lo stesso di due anni prima il Milan. I rossoneri però hanno più fame di vittoria, assetati dalla voglia di rivincita, alzano sotto il cielo di Atene la loro settima Champions League col risultato di 2 a 1. Xabi Alonso non brilla in notte che poteva essere magica eppure un aneddoto raccontato dal suo compagno di squadra, Peter Crouch, spiega quanto fosse prezioso lo spagnolo nello scacchiere di Benitez: “Prima della finale andammo a fare una gara coi kart. Ero arretrato, poi mi accorsi di non riuscire a rallentare per via di un guasto ai freni e così mi trovai di fronte alla scelta di dover tamponare uno tra Kuyt e Xabi Alonso. Pensai di salvare quello che ci serviva di più, per questo tamponai Kuyt che cadde dal kart a gambe divaricate”.

La stagione 2007/2008 è quella più difficile per Alonso, che cala di rendimento e gioca molte meno partite rispetto agli anni precedenti. Sembra aver perso lo smalto dopo la sconfitta di Atene e nelle gerarchie di Benitez non è più uno degli intoccabili. La svolta però avviene l’anno successivo, nella quinta e ultima stagione coi Reds, sicuramente la sua migliore annata in Inghilterra. Visto il mancato arrivo di Gareth Barry, la guida del centrocampo è affidata di nuovo a Xabi Alonso, che con 47 presenze da titolare e cinque gol a referto, inclusa la rete che ha posto fine all’imbattibilità casalinga del Chelsea in campionato, mostra a tutti il suo valore. La sua tenacia torna a splendere, tanto da spingere i suoi avversari a fargli fallo su base costante: son ben sei le espulsioni per un intervento ai danni del mediano basco, un record. Dopo questa faticosa annata, il rapporto con Benitez si fa complicato e Alonso accetta di accasarsi al Real Madrid per 30 milioni di sterline, lasciando un vuoto incolmabile nella mediana dei Reds e nel cuore dei tifosi che occupano la Kop. Dopo 219 presenze, 19 gol e molti trofei, è pronto a entrare a piene mani nella grande storia del Liverpool. Quello che è accaduto successivamente con le maglie di Real Madrid, Bayern Monaco e Spagna serve solamente a classificare Xabi Alonso come uno dei migliori centrocampisti degli ultimi quindici anni, senza possibilità di appello.