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domenica 19 Settembre 2021
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Siamo tutti tifosi del Bury FC

2 ' di letturaBury Fc. Vi dice qualcosa? Forse dovrebbe.

Bury si trova a nella regione di Great Manchester, a pochi passi dalla città che ospita i blasonati e opposti red devils e citizens. Bury ha una squadra di calcio, capace nei primi anni del ‘900 di vincere due FA Cup. Come tutte le piccole cittadine inglesi il calcio e lo stadio rappresentano un luogo di forte aggregazione. In questo caso si tratta di Gigg Lane. Il Football Club viene messo insieme da un giovane, tale Aiden Arrowsmith, nel 1885 e in pochi mesi già disputano le prime partite amichevoli. 134 stagioni che si interrompono improvvisamente.

Bury aveva una squadra di calcio. Aveva perché nell’Agosto 2019 la squadra locale viene radiata dalla English Football League, a causa di tasse non pagate da 125 anni.

Il lato oscuro del calcio inglese che viene in superficie. Sotto al blasone di club di Premier League, dove pure l’ultima in campionato può permettersi un top player ci sono realtà che faticano ad esistere. Ma è lì che si respira il calcio, dove i tifosi non sono sconosciuti che guardano uno spettacolo ma membri di una tribù, e la partita è il loro rituale domenicale. La gioia di un gol all’ultimo minuto che fa si che il pomeriggio non sia stato vano. La convizione che i soldi non abbiano inquinato quel clima: bloody football not plastic football. Poi un giorno ti svegli e capisci che i soldi c’entrano eccome. Che pure le squadre minori devono pagare stipendi e tasse. Che anche loro devono vivere.

Ci sono voci secondo cui il proprietario del Bury avrebbe comprato la squdra per il prezzo ridicolo di 1 sterlina, noncurante delle insolvenze nei pagamenti.
Non si tratta di calcio si tratta di appartenenza ed è per questo che ognuno ha la sua Bury, il club locale che nel bene ma soprattutto nel male supporta. Se pensate sia un caso isolato vi sbagliate e basta guardare i dati. Nel 2017-18 la metà dei 72 club sotto la top tier avevano problemi di insolvenza

Se il calcio è lo sport del popolo ciò appare come una stridente paradosso.
E mentre i grandi club diventano sempre più brand globali le squadre minori lottano per la sopravvivenza. E sembra tutto così maledettamente crudele. Se non ci credete chiedete agli abitanti di Bury.

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