Quando il Portsmouth divenne una colonia africana

L'ascesa del Pompey, culminata con la FA Cup 2008, la squadra più africana di sempre

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Sfogliando gli album della Premier League riaffiorano squadre il cui organico, talvolta, è una ridda di storie personali oltre che sportive.
E’ il caso del Portsmouth che, prima di cadere ai confini del professionismo con tre retrocessioni in quattro stagioni, aveva vinto la FA Cup nel 2008, aggiungendo un trofeo al palmarès rimasto fermo alla First Division 1948/49 e 1949/50.
Il Pompey adesso lotta per tornare in Championship, ha una nuova proprietà a stelle e strisce, ed è un club che deve molto ai suoi tifosi.
Furono proprio loro, nel 2013, a fondare il P.S.T. (Portsmouth Supporters Trust) che con una massiccia raccolta fondi prese in mano la società, scongiurando un fallimento che pareva ormai inevitabile.
Tornando al passato invece, ben ci si ricorda di come Fratton Park divenne una colonia africana.
Della trentina di giocatori del continente nero che hanno indossato la maglia del Pompey tra il 2004 ed il 2010, non tutti furono comparse, anzi.
Nwankwo Kanu ha vissuto una seconda…anzi, terza giovinezza, chiudendo sulla South Coast la sua carriera impreziosita dal gol decisivo (su assist del connazionale John Utaka) nella finale di Coppa d’Inghilterra del 2008 contro il Cardiff City, che gli ha permesso di essere uno dei pochissimi calciatori ad aver segnato nel vecchio e nel nuovo Wembley.
Kevin-Prince Boateng ha vissuto a Fratton Park, lanciato da Harry Redknapp, una stagione cruciale per la sua brillante carriera (ad oggi è l’unico ad avere nel curriculum almeno un gol in Premier, Serie A, Liga, Bundesliga ed in Turchia) facendosi notare dal Milan, per il quale sarà elemento imprescindibile per la conquista dello Scudetto nel 2011.
Percorso quasi identico per Sulley Muntari, la cui muscolarità a centrocampo gli ha permesso di arrivare all’Inter di José Mourinho, non prima di aver segnato all’Old Trafford in semifinale di FA Cup nel 2008 su rigore contro il portiere improvvisato Rio Ferdinand.
Passato anche dalla Serie A l’algerino Hassan Yebda, visto prima al Napoli e poi all’Udinese ma senza lasciare ricordi memorabili.
Portsmouth è stata la rampa di lancio di Aiyegbeni Yakubu, prima punta nigeriana che con il Pompey ha segnato i primi 28 dei 95 gol totali in Premier; al contrario Benjani Mwaruwari non si è confermato dopo il trasferimento al Manchester City.
Il centravanti dello Zimbabwe è stato protagonista con una tripletta nel 7-4 al Reading nel 2007, match con più gol della storia della Premier.
Lomana Lua Lua è stato l’eroe dell’ultimo South Coast derby vinto dal Pompey (aprile 2005) nel contesto di una rivalità fra le più sentite di tutto il Regno Unito, che divide Portsmouth e Southampton non solo nel football.

Lomana Lua Lua segna al Southampton nell’aprile 2005

A Fratton Park ultima esperienza nel calcio professionistico per il mediano Aaron Mokoena, detentore di numerosi record con la nazionale del Sudafrica, tra cui maggior numero di presenze e giocatore più giovane ad aver debuttato con i Bafana Bafana.
La più che nutrita rappresentanza senegalese che ha visto indossare la casacca del Marinaio annovera Aliou Cissè, attuale c.t. della nazionale dei Leoni del Teranga, l’erculeo mediano Papa Bouba Diop (a segno contro la Francia nel mondiale 2002, poi a lungo al Fulham), e l’attaccante Diomansy Kamara, che nel suo percorso da giramondo ha anche giocato con Modena e Catanzaro.
Nato alla periferia di Parigi ma di nazionalità maliana Djimi Traoré, una comparsa o quasi al Portsmouth, titolare nel Liverpool nella finale di Istanbul nel 2005.
Traoré, oltre ad aver vinto quell’incredibile partita, si è più volte vantato, anche a distanza di anni, di essere stato testimone dei festeggiamenti milanisti alla fine del primo tempo.
Bersagliato dalla sfortuna, invece, Aruna Dindane.
L’attaccante ivoriano è arrivato a Portsmouth in prestito dal Lens nel momento peggiore, ovvero all’inizio della disastrosa stagione 2009/10.
Dindane dopo ottime prestazioni ed otto gol in campionato, viene messo fuori rosa perché è arrivato ad una sola presenza dal riscatto obbligatorio del cartellino, che i dirigenti del Pompey avevano concordato con quelli del club francese.
Ad Aruna viene accordato solo il permesso per giocare semifinale e finale di FA Cup, poi lascia Portsmouth direzione Blackburn.
Anche qui un intoppo burocratico lo ferma, il Lens prima accetta poi rifiuta l’offerta dei Rovers e Dindane finisce in Qatar, al Lekhwiya.

Aruna Dindane abbracciato da Kevin-Prince Boateng

Una tragica coincidenza, infine, ha unito Aruna Dindane a Lomana Lua Lua.
Entrambi avevano perso un figlio nel corso della Coppa d’Africa del 2006: mentre i dirigenti della federazione ivoriana hanno subito informato Dindane, quelli congolesi, con agghiacciante cinismo, hanno tenuto la notizia nascosta a Lua Lua fino al fischio finale del quarto di finale perso dai Leopardi contro l’Egitto.