Premier Legends 2010-2020: la squadra del decennio scelta da voi

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A conclusione dei nostri sondaggi sulla top 11 della Premier League nella decade appena trascorsa, vi presentiamo la formazione ideale scelta dai i vostri voti. 

PORTIERE

Peter Cech. Fra i pali avete scelto il portierione ceco, per anni fra i migliori interpreti del ruolo insieme a Buffon e Casillas. Cech ha dato il meglio di sé al Chelsea, con cui ha vinto 15 trofei, fra i quali quattro Premier League e la Champions del 2012, dove è stato decisivo con due rigori parati. Eletto quattro volte miglior portiere del campionato, il buon Peter detiene il record di clean sheet della Premier: in 443 presenze ha mantenuto la propria porta inviolate ben 202 volte, vale a dire il 45% delle partite giocate. Al primo posto anche per presenze con la nazionale Ceca, ben 124.

DIFENSORI

Rio Ferdinand. Lo avete votato in tantissimi, nonostante la sua decade d’oro sia stata la prima degli anni 2000. Ma del resto fino al 2014 è stato protagonista indiscusso con i suoi Red Devils. Colpo di testa, anticipo, grande personalità hanno reso il roccioso centrale un baluardo della nazionale inglese e dei club dove ha giocato, ovviamente Manchester United su tutti. Ferdinand può vantare in bacheca 18 trofei, fra i quali spiccano sei premier, una Champions e un mondiale per club. Conta 504 presenze in campionato e 81 nella nazionale inglese, di cui è stato capitano dal 2010 al 2013.

John Terry. Un’istituzione dalle parti di Stamford Bridge. Vent’anni con la maglia blu cucita addosso, è stato capitano del Chelsea dal 2004 al 2017. Con 717 presenze in tutte le competizioni, è al terzo posto nella classifica dei fedelissimi del club londinese. Ha invece rappresentato la nazionale dei tre leoni in 78 occasioni. Nel 2014/2015 è diventato il secondo giocatore di movimento nella storia della Premier a giocare tutti i minuti di tutte le partite e poi vincere il campionato. Centrale poderoso col vizio del gol, è andato a segno ben 47 volte in carriera. Ha praticamente vinto tutto a livello di club: 22 trofei compresi quattro campionati e una Champions.

Vincent Kompany. L’enorme difensore belga è la vostra terza scelta in difesa. Esploso giovanissimo nell’Anderlecht, passa dall’Amburgo prima di sbarcare in Premier, al Manchester City. Marcatore completo, abile nei colpi di testa e nei contrasti, con ottimo senso della posizione, a Manchester è stato fra i migliori difensori della sua generazione. Punto fermo nella costruzione del grande City di questa decade, ha vestito la maglia celeste per undici stagioni, riuscendo a vincere quattro campionati. Conta 89 gettoni con la nazionale belga.

Patrice Evra. Il quarto difensore scelto da voi lettori ha dovuto sgomitare nelle serie minori francesi e italiane, prima di mettersi in luce al Monaco. Arriva allo United nel gennaio 2006 e vi resta per nove stagione. Considerato da Sir Alex Ferguson uno dei migliori terzini in Europa per la sua completezza in entrambe le fasi di gioco, risultava pericoloso con la sua velocità e i cross per gli attaccanti. Con i Red Devils conquista, fra gli altri, cinque Premier, una Champions e un mondiale per club. Detiene lo sfortunato primato di giocatore ad aver perso il maggior numero di finali di Champions League, ben quattro.

CENTROCAMPISTI

Steven Gerard. Un plebiscito, votato da quasi tutti voi lettori. Una leggenda del Liverpool, patrimonio del calcio mondiale. Centrocampista totale, dotato di resistenza, tiro dalla distanza, tecnica e visione di gioco, poteva giocare praticamente in tutti i ruoli della mediana. Non è riuscito a conquistare la Premier con i suoi Reds ma fra gli undici trofei alzati è memorabile la Champions del 2005. In 504 presenze con il Liverpool, ha segnato 120 gol e servito 94 assist. Detiene il record del club per reti realizzate nelle competizioni europee (41). Dal 2003 al 2015 la fascia di capitano è stata al suo braccio.

Paul Scholes. Premessa: in redazione eravamo indecisi se inserirlo fra i papabili. Si è ritirato nel 2013, e ha fatto vedere le migliori cose tra la fine degli anni novanta e la prima metà dei 2000. “Lo, mettiamo, è il più forte di sempre”. Sono bastate queste parole a convincere tutti. Considerato da Zidane e Xavi (non due qualsiasi) il miglior centrocampista al mondo degli ultimi anni, era un giocatore “box to box”, che abbinava quantità e qualità. Recupero palla, assist, tiro, non mancava niente nel suo repertorio. Una vita con una sola maglia addosso, con lo United ha vinto qualcosa come 28 trofei, fra cui undici campionati, due Champions, due coppe intercontinentali/mondiali per club. In 676 presenze ha trovato la via del gol 150 volte.

Frank Lampard. Squadra che vai, leggenda che trovi. L’attuale allenatore dei Blues si è piazzato appena dietro i due colleghi di reparto, raccogliendo comunque tantissimi voti di voi lettori. Lampard è il terzo giocatore del Chelsea per presenze (648) e il miglior marcatore, con ben 211 centri, mentre sono 102 gli assist dispensati. Nonostante giocasse in mezzo al campo, infatti, aveva nel tempismo di inserimento il suo punto di forza, unito a un gran tiro e alla bravura nei calci piazzati. Anche lui autentico “tuttocampista”, assicurava equilibrio e qualità a tutta la squadra. Ha sollevato 14 trofei, compresi tre campionati e una Champions. In nazionale vanta 106 presenze e 29 gol.

ATTACCANTI

Wayne Rooney. Anche se negli ultimi anni il suo rendimento è calato, è stato di gran lunga l’attaccante più votato del nostro sondaggio. Madre natura gli ha donato doti fisiche fuori dal comune: velocità, potenza, tiro fulminante e gioco aereo ne hanno fatto uno dei migliori attaccanti della propria generazione. Esploso nell’Everton ancora minorenne, ha legato la sua carriera al Manchester United, di cui è diventato il miglior marcatore della storia in competizioni ufficiali, con 253 reti in 559 presenze. Comanda la classifica dei bomber anche con la maglia della nazionale (53 gol), mentre è al secondo posto per presenze (120). Fra i 15 trofei presenti nella sua personale bacheca, spiccano cinque campionati, una Champions e un mondiale per club.

Luis Suárez. Ha giocato in Premier League soltanto quattro stagioni, eppure lo avete scelto in tantissimi nella vostra formazione ideale della decade appena trascorsa. Evidentemente le 82 reti messe a referto in 133 presenze con il Liverpool sono un biglietto da visita sufficiente. Attaccante moderno e completo, alla grandissima freddezza sotto porta Suárez unisce velocità e ottima tecnica, abbinate a una certa propensione al sacrificio in fase di ripiego e alla capacità di essere anche assist man. Con i Reds ha alzato al cielo però solo una coppa di Lega, e si è aggiudicato il titolo di capocannoniere della Premier e la scarpa d’oro con 31 centri. È il miglior marcatore all time della nazionale uruguaiana, con 59 reti messe a segno fino a oggi.

Sergio Agüero. El Kun strappa la terza maglia del nostro attacco. In alcuni aspetti ricorda Suárez: veloce, agile, quasi imprendibile palla al piede, possiede una buona elevazione e grande fiuto del gol. Ha iniziato come seconda punta, ma negli anni si è imposto come centravanti imprevedibile, in grado di svariare su tutto il fronte di attacco. Al Manchester City si è confermato il grande attaccante che si era visto all’Atletico Madrid. A oggi conta 245 reti distribuite in 357 partite in tutte le competizioni con i Citizens, con i quali ha vinto 12 trofei, fra cui quattro campionati. Capocannoniere della Premier nel 2015 con 26 centri, è il miglior realizzatore del club nelle competizioni europee, con 41 reti. Con la nazionale Argentina è al terzo posto nella classifica dei marcatori, a quota 42 gol, dietro Messi e Batistita.

ALLENATORE

Claudio Ranieri. L’outsider che non ti aspetti. Proprio come il suo Leicester, riesce a spuntarla contro avversari più vincenti e più quotati, vale a dire Ferguson e Guardiola. Probabilmente la medesima sfida riferita ai due decenni precedenti avrebbe visto trionfare Sir Alex a mani basse, che però ha chiuso il suo ciclo con lo United nel 2013 (vincendo il campionato). Nei commenti, voi lettori avete invece imputato a Guardiola di aver vinto in Inghilterra a fronte di alte spese economiche, senza riuscire a cogliere successi in campo europeo. Ecco allora la ricetta vincente di Ranieri: spese contenute e conquista della Premier League. Con i vostri voti avete voluto premiare l’impresa dell’allenatore romano, che anche grazie a una stagione sotto tono di tutte le big, ha portato le Foxes sul trono di Inghilterra. Pochi campioni in rampa di lancio (Vardy, Mahrez, Kante), gruppo di acciaio e ferrea convinzione nei propri mezzi hanno reso possibile il miracolo della stagione 2015/2016, che fino a oggi è l’unico titolo conquistato dal mister in terra inglese.