Player Manager: il doppio ruolo di Gianluca Vialli al Chelsea. Vicino all’addio, poi due titoli in una veste tutta nuova

Negli anni ’90 è stato uno degli attaccanti italiani più forti al mondo, ha scritto pagine di calcio importanti e a Londra nessuno ha dimenticato il suo nome.

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Di Niccolò Bigazzi 

                                                                                                                                   È il 22 maggio del 1996 quando Gianluca Vialli e la sua Juventus alzano al cielo la Coppa dei campioni a Roma. Ma per Gianluca quella non sarà solo una notte di festa, quella sera per lui scorreranno i titoli di coda del suo matrimonio con i bianconeri.

La Juventus di fatto decise di non rinnovare il contratto all’attaccante cremonese, il quale si ritrovò senza ingaggio e con la coppa dalle grandi orecchie tra le mani. Un incredibile controsenso. 

Nella stessa estate Vialli firmò per il Chelsea, lo aspettava un calcio diverso e Gianluca ne era consapevole, nessun italiano era ancora riuscito a brillare in terra inglese.

Il cielo grigio di Londra in quel periodo rispecchiava il suo umore, riuscì però a lasciarsi alle spalle il divorzio con i bianconeri e si mise subito a disposizione del suo nuovo player manager Ruud Gullit.

I Blues accolsero a braccia aperte Vialli che insieme a Zola e Di Matteo formarono quello che venne definito “The Italian Job” (LEGGI QUI L’APPROFONDIMENTO).

Le doti calcistiche di Gianluca non tardarono a mostrasi, il 24 agosto davanti ai 25 mila spettatori di Stamford Bridge realizzò una rete che valse molto di più di un semplice biglietto da visita: lancio di Clark dalla trequarti, stop di interno destro al limite dell’area e con lo stesso piede botta di collo sotto l’incrocio dei pali. Inutile dirlo, pubblico in delirio.

Nella stessa stagione il Chelsea vinse la FA Cup, titolo che mancava ormai da anni alla squadra londinese. L’entusiasmo nella City era alle stelle e Vialli diventò un punto di riferimento per la squadra. Gianluca mise l’ennesimo trofeo in bacheca, ma come già successo si trovò a dover gestire la gioia ed il dolore, di fatto il rapporto con mister Gullit si incrinò e per il numero 9 sembrarono nuovamente pronti i titoli di coda.

Nel febbraio del 1998 successe l’impensabile. Il Presidente Bates esonerò Gullit e al suo posto promosse Vialli al quale venne affidato il ruolo di allenatore giocatore. L’ennesima vittoria per Gianluca, ragazzo con la testa sulle spalle che era sempre riuscito a far prevalere la sua forte personalità.

Il suo esordio da allenatore fu memorabile, in soli sessanta giorni conquistò due trofei, la Coppa di Lega e successivamente la Coppa delle Coppe. Ma non finì qui, il 28 agosto 1998 vinse la Supercoppa Europea contro il Real Madrid, la vittoria da underdog contro gli spagnoli incorniciò per sempre Vialli nel cuore dei tifosi Blues. L’ultimo atto del Vialli calciatore lo ritroviamo nella giornata conclusiva del campionato, il 16 maggio 1999 quando decise di salutare i tifosi alla sua maniera: lancio lungo, stop al volo e botta di collo dritta all’angolino basso. 

Al termine della stessa stagione il cremonese appenderà per sempre gli scarpini al chiodo dedicandosi esclusivamente alla guida tecnica del club.

Nella stagione 1999/2000 Vialli approdò con la squadra in Champions League dove verrà eliminato ai quarti di finale dal Barcellona, nonostante la fine del sogno europeo intascò la sua seconda FA Cup battendo l’Aston Villa per 1-0. 

L’italiano lascerà per sempre Londra nella successiva stagione dove gli scarsi risultati lo porteranno ad essere esonerato dopo solo cinque partite.

Gianluca salutò Londra proprio come aveva salutato Torino, con il bicchiere mezzo pieno.