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mercoledì 20 Ottobre 2021
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Nel segno dell’Arsenal: tutto quello che non sapevi sullo stemma dei Gunners

Viaggio attraverso la simbologia del club londinese.

6 ' di letturaLo stemma dei Gunners fece la sua prima comparsa il 20 Ottobre 1905, quando il noto “Book of Football” pubblicò un articolo sul meno conosciuto Woolwich Arsenal Football Club. Un pezzo vagamente autoreferenziale, firmato Arthur Kennedy, niente meno che il vicepresidente della società, il quale decise orgogliosamente di accompagnare il proprio scritto con una gigantografia raffigurante l’immagine del club.

La trama prendeva spunto, come ai più sarà noto, dallo stemma del distretto di Woolwich, riproducendone i tratti salienti. Il logo del club presentava però l’aggiunta delle foglie d’alloro e la particolare incisione dei caratteri all’interno di un sinuoso nastro, il quale andava avviluppandosi a mo’ di fiocco, al fine di conferire un carattere più maestoso rispetto all’originale insegna municipale. Immancabile, invece, la replica dei tre cannoni con le teste di leone, così come la trasposizione dell’identico motto latino: ‘Clamant nostra tela in regis querela’.

L’effigie del municipio di Woolwich fu realizzata soltanto pochi anni prima, precisamente nel 1901, in coincidenza con l’investitura del quartiere quale parte integrante del recentemente costituito Consiglio della Contea di Londra. Infatti, per oltre un millennio Woolwich era stata una parrocchia della diocesi di Rochester, nel Kent, contea dalla quale era stata scorporata con un tratto di penna appena 12 anni prima, nel 1889: di qui l’esigenza un re-branding dell’immagine cittadina, a rimarcare la nuova appartenenza. I cannoni raffigurati sul primo emblema sociale, non a caso, erano un ovvio e nostalgico rimando all’influenza militare propria della vecchia Woolwich. Invero, nonostante i legami del club con la suddetta area siano stati recisi più di un secolo fa, curiosamente il tema dei cannoni si è sviluppato nel corso degli anni, rimanendo preminente e centrale nei differenti loghi dei Gunners che si sono susseguiti.

A confronto: 1) Il primissimo stemma del Woolwich Arsenal FC; 2) L’effigie del Metropolitan Borough of Woolwich.

Nei primi anni del Novecento occorre puntualizzare che, quantomeno a livello calcistico, lo stemma non risultava parte integrante dell’identità del club come al giorno d’oggi. Le maglie, infatti, solitamente erano realizzate in tinta unita, senza l’apposizione di alcun emblema, a meno che non si trattasse di un match particolarmente importante, come poteva essere la finale di FA Cup. Lo stemma era invece generalmente rappresentato nei manuali e nei c.d. “matchday programmes”, gli storici opuscoli delle gare, nonché riportato nella carta intestata utilizzata dal club per le varie comunicazioni.

All’indomani del trasloco dei Gunners in quel di Highbury, occorso nel 1913, a nessuno sarebbe saltato in mente che di abbracciare il lascito ereditario del vecchio “Woolwich Arsenal”, mantenendo i cannoni quale segno distintivo. Del resto quelli erano anni veloci, sull’onda lunga dell’industrializzazione imperante e all’insegna del cambiamento repentino: figurarsi se qualcuno si poneva il problema dei legami col passato. A fronte di una continua domanda di produttività, sarebbe stato quantomeno anacronistico. Il club infatti mutò il proprio nome, o meglio lo accorciò, in sintonia con la richiesta di snellezza collettiva, così da “Woolwich Arsenal” divenne semplicemente “Arsenal”. A riportare tutti sulla Terra, alla primordiale esigenza di aggrapparsi alle proprie radici, furono la miseria e il devasto portati dalla Grande Guerra: un evento che non lasciò esente neanche il mondo del calcio, che dopo anni all’insegna del surrealismo iniziò ad assestarsi soltanto a partire dalla stagione 1919/20. Durante il periodo del conflitto nell’universo dei Gunners non vi fu alcuna traccia di uno stemma, del resto c’erano cose più importanti a cui pensare. Ma all’indomani della guerra, precisamente nella stagione 1921/22, la carta intestate del club rifulgeva grazie a un nuovo cannone che si ergeva solitario, puntando verso Ovest.

Per la prima volta un cannone veniva posto in orizzontale sull’effigie del club, così come innovativo era il fatto che puntasse verso Ovest. Il tutto ebbe una durata effimera, poiché l’emblema fu cambiato la stagione successiva, come ci rivela un vecchio opuscolo del match che vedeva l’Arsenal affrontare il Burnley. Proprio per quell’occasione fu predisposta una nuova modifica al logo, recante una rappresentazione di un cannone diversamente stilizzato, più massiccio e temibile alla vista della squadra avversaria, che stavolta puntava verso Est. Chiunque abbia disegnato quest’arma dalla maestosa parvenza ha visto utilizzato il suo lavoro artistico per sole tre stagioni, dal momento che a partire dalla stagione 1925/26 la bocca di fuoco dei Gunners tornò a puntare verso Ovest, oltre ad essere contraddistinta da una stilizzazione più minuta. L’unico particolare della stravagante creazione artistica che venne confermato fu la dicitura ‘The Gunners’ a fianco dell’arma. Ma si sa, prima o poi le mode tornano.

In ordine: 3) il cannone nel logo della stagione 1921/22; 4) il curioso cannone del triennio 1922/25; 5) il modello adottato dal 1925 al 1949.

La derivazione del cannone dal tratto più sottile, storicamente adottato nello stemma dei Gunners (salvo il triennio in cui venne adottata la bizzarra stilizzazione sopradescritta), non è mai stata ufficialmente confermata, sebbene il marchingegno bellico raffigurato sia incredibilmente similare ad uno di quelli rappresentati sull’effigie della Royal Arsenal Gatehouse di Woolwich. Questa tipologia di cannone rimase disegnata sui matchday programmes dell’Arsenal per 17 lunghe stagioni. L’arma da scoppio è rimasta immutata sino ai giorni nostri, eccetto impercettibili modifiche e, nonostante l’affermazione del “Victoria Concordia Crescit” Crest (così è noto lo storico stemma dei Gunners adottato a partire dal 1949), ha sempre continuato a rappresentare il simbolo del club, caratterizzando il merchandise ufficiale.

6) Lo stemma della Royal Arsenal Gatehouse; 7) Il primo storico modello di VCC Crest

Il celebre VCC crest (dal motto in latino ivi riportato), prima di venire rimpiazzato dallo stemma odierno, ha rilevato la pesante eredità di icona del popolo Gunners.  L’editore del matchday programme dell’ultima gara della trionfale stagione 1947/48, soprannominato ‘Marksman’ (meglio noto come Harry Homer), ebbe a scrivere nell’opuscolo: “La mia mente sollecita un’appropriata citazione per chiudere una stagione così gloriosa per I nostri Gunners. Per una volta dovremmo tornare al Latino. ‘Victoria Concordia Crescit’. Tradotto, la vittoria deriva dall’armonia”. Appena due Stagioni dopo l’Arsenal svelò il suo nuovo logo, che guarda caso incorporava la massima latina di Marksman. Tom Whittaker, allora allenatore dei Gunners, anni dopo raccontò in un suo libro di come il board del club fosse rimasto impressionato dal motto utilizzato da Marksman e di come avesse deciso di adottarlo. Il nuovo logo riportava anche la dicitura “Arsenal” in stile gotico, il consono cannone mirante verso Ovest e l’effigie del quartiere londinese d Islington, con il relativo ermellino.

8) Una delle ultime versioni del VCC old style; 9) La stilizzazione commercialmente “pulita” del 2001

Per i successivi 53 anni lo stemma dei Gunners rimase tale e quale, senza ricevere grossi accorgimenti, fino a che all’inizio della stagione 2001/2002 si optò per un parziale restyling, andando a “ripulire” il vecchio stemma per ragioni commerciali, con un solido giallo a rimpiazzare le differenti tonalità dorate e la rappresentazione del motto “Vittoria Concordia Crescit” in un meno adornato carattere tipografico. Il suddetto intervento era soltanto il preludio allo stravolgimento del logo che sarebbe avvenuto l’anno seguente. L’identità del club si era così evoluta nel corso degli anni, così internazionalizzata, al punto che la decisione di elaborare un nuovo stemma nel 2002 fu presa nell’ottica di abbracciare il futuro e andare avanti (“Move Forward”). Con la demolizione dello storico Highbury sempre più vicina e il nuovo Emirates Stadium all’orizzonte, nonché l’ascesa del club allenato da Wenger ai vertici del calcio domestico ed europeo, il club ritenne fondamentale introdurre un nuovo stemma, quasi a inaugurare una nuova epopea, un nuovo dominio.

Lo stemma elaborato all’epoca è grossomodo identico a quello attuale. Uno scudo smussato, dalle finiture oro e blu, cinge un cannone dorato che punta insolitamente verso Est, al di sopra del quale si staglia la maestosa scritta in bianco “Arsenal”. A venir meno sono i motti latini che per decenni hanno contraddistinto l’emblema dei Gunners, rimpiazzati dalla suddetta scritta, forse meno evocativa ma commercialmente più efficace. Nel corso di questi vent’anni non sono stati approntati accorgimenti significativi, salvo un’unica eccezione. Infatti, la maglia per la stagione 2011/12 vedeva affisso sul petto uno stemma speciale, celebrativo del 125° anniversario dalla nascita del club, che combinava la grafica del primissimo simbolo dei Gunners con quella della versione attuale. 15 foglie di alloro alla sinistra dell’effigie del club a rimembrare il dettaglio raffigurato sul retro dei pezzi dei sei pence pagati da 15 uomini per fondare l’Arsenal. Le 15 foglie di quercia (Oak in inglese) sulla destra del logo, in ricordo del Royal Oak Pub, il luogo ove I fondatori erano avvezzi darsi appuntamento. Al di sotto dell’emblema, invece, trova spazio uno dei motti più inflazionati in battaglia -‘Forward’- con le date dei rispettivi anni celebrati.

Nell’immagine: 10) l’attuale stemma dei Gunners; 11) la speciale edizione in occasione del 125° anniversario dalla fondazione del club.

PODCAST: IL FUORICLASSE ROBERT PIRES, L’ARSENAL DEGLI INVINCIBILI E QUEL WENGER MAESTRO

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