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Mano de dios? No: mano del diablo. Maradona 1986

Mexico '86: Maradona contro Lineker e quel gol rubato passato alla storia

5 ' di letturaLondra, febbraio 2020. Scambiare due semplici battute con un argentino che lavora in un hotel di Earl’s Court può far tornare alla mente episodi lontani: proprio come la “mano de Dios”. Il colpo di mano di Maradona. Altresì potenzialmente definibile come la mano del Diavolo, altro che mano di Dio. Quella con cui mise alle corde la nazionale inglese 34 anni fa. Nel 1986: siamo in Messico e si gioca il Mondiale. Ci sono nazionali blasonate come Germania Ovest, Italia (campione in carica), Brasile, Spagna, Francia; ma anche sorprese come il Marocco e il Belgio (per citarne solo alcune). I Three Lions, come spesso accade, disputano un buon girone di qualificazione (ottenuta per altro in leggero anticipo) e arrancano nella prima fase eliminatoria; salvo poi giocare un ottimo ottavo contro il Paraguay e raggiungere i quarti di finale. Lì si trovano davanti quelli dell’albiceleste: i quali avevano agguantato il pass per la competizione all’ultima giornata, anche tra le violente proteste dei tifosi, per nulla soddisfatti di quanto visto in campo. Scena che si ripete nel Paese centro-americano: e umori resi ancor più accesi dal fatto di trovarsi davanti i rivali prima dell’Uruguay (agli ottavi) e poi dell’Inghilterra.

Città del Messico, 22 giugno 1986. Le due compagini si contendono l’accesso alla semifinale: ma in ballo c’è molto di più. Sul match gravano soprattutto due fatti: il precedente del 1966, definito dai media di Buenos Aires e dintorni come “il furto del secolo”, perché (sostengono) fu un’eliminazione pilotata; la situazione delle isole Falkland per le quali, le due nazioni, si erano battagliate 4 anni prima (quando la giunta militare di Leopoldo Galtieri aveva cercato di sottrarle con le armi all’autorità di Margareth Tatcher – invano e uscendone con gravi perdite). Perciò, quel giorno, la posta in gioco è più alta del solo prosieguo nel Mondiale: c’è voglia di vendetta contrapposta alla voglia di continuare ad affermare una supremazia su più fronti.

Ci sono Bobby Robson contro Carlos Bilardo: due filosofie opposte; ci sono il coriaceo capitano e portiere Peter Shilton e un Gary Lineker reduce da un’ottima stagione all’Everton, contro uno Jorge Valdano all’apice della carriera e un Diego Armando Maradona che sta incantando Napoli con le sue magie. Ed è proprio quest’ultimo a decidere la partita: perché è vero che le due nazionali si danno battaglia e che i secondi dominano e mettono in seria difficoltà i primi… ma la svolta arriva al 51°: rimpallo di Fenwick, il “pibe de oro” salta e la butta dentro, beffando l’estremo difensore in maglia bianca. Peccato che tutti vedano come abbia raggiunto e colpito il pallone: tranne Peter e l’arbitro tunisino Bennaceur, in traiettoria probabilmente sfavorevole. Il gol è palesemente di mano. Protestano da una parte e gioiscono dall’altra. E quattro minuti dopo arriva il colpo di grazia: sempre lui, Dieguito, scheggia impazzita da una parte all’altra del rettangolo di gioco, che stavolta si invola da centrocampo, dribbla e scarta tutti, e beffa ancora il numero 1 avversario, segnando quello che viene definito invece “il gol del secolo”. Lineker riesce ad accorciare le distanze all’81°, ma è tardi ormai.

 

È così andato in scena un altro furto: ma a parti invertite. Perché quel gol di rapina (vera e propria), ha lasciato esterrefatti gli uomini di Sua Maestà; il contraccolpo emotivo e psicologico è stato forte. Probabilmente, Diego, avrebbe comunque messo la sua firma e la seleccion avrebbe comunque vinto, in quanto nettamente superiore: ma è innegabile che quel primo di due gol, segnato in quel modo, abbia condizionato la partita. Dirà poi Shilton: <<…La sola cosa che mi infastidisce è non avere mai avuto le sue scuse. A fine partita Maradona non venne a parlarmene. Fui l’unico a non accorgermi di niente: non ebbi neppure la soddisfazione di protestare… Lui correva, esultava e io pensavo mi avesse battuto: non che mi avesse fregato.>>

<<Chi ruba ad un ladro ha cento anni di perdono>> dirà invece Diego Armando Maradona, riguardo a quella da lui stesso definita come la “mano de dios”. Divina: perché secondo lui era l’aiuto ricevuto dall’alto per spingere la palla in rete e far pagare ai nemici tutti i torti (a suo parere) subìti. Peccato, Diego, che nel 1994 qualcosa sia andato storto e tu sia stato invece squalificato. Non va sempre bene. E la ruota, evidentemente, gira…

Quella sera di giugno, in Messico, vinsero sicuramente i più bravi; probabilmente i più furbi e i meno corretti. E vinse l’anti-futbol di stampo Estudiantes: la squadra in cui aveva giocato Bilardo, sotto la guida di Osvaldo Zubeldìa. << La partita deve essere vinta: è questo il fine>> è la sua filosofia. La scuola da cui proveniva professava, infatti, un gioco finalizzato appunto alla vittoria, attraverso ogni mezzo (anche scorrettezze), fermando l’avversario (tatticamente – con centrocampo e difesa schierati a contenere le incursioni altrui), andando magari anche a discapito dello spettacolo. Ma la sua fortuna è stata aver potuto schierare cinque buoni giocatori, due talenti (Valdano e Burruchaga) e un fuoriclasse (Maradona): facendo sì che il suo 3-5-2 fosse fluido ed efficace anche in fase d’attacco, oltreché dietro.

Lineker, nonostante il mancato arrivo tra le quattro migliori, vince il titolo di capocannoniere del torneo con 6 reti. E gli inglesi non possono recriminare troppo: i limiti nella costruzione di un gioco d’attacco erano evidenti e Gary da solo non poteva molto. La squadra si ripresenterà poi ai successivi Mondiali di Italia ‘90 e agguanterà il 4° posto (ma la sconfitta in semifinale con i tedeschi apparirà condizionata dal giallo ingiusto a Gascoigne su fallo inesistente a Berthold – dichiarazione di questi giorni proprio di quest’ultimo). La sfida tra le due nazionali continua invece negli anni e l’acerrima rivalità non si è mai sopita… e la vendetta per i Tre Leoni arriva al Mondiale del 2002 giocato in Corea del Sud: entrambe nello stesso girone, sudamericani (orfani di Maradona) sconfitti per 1-0 e poi eliminati subito dal torneo, con gli inglesi qualificati agli ottavi. Una doppia vittoria: che a Bilardo non sarebbe per nulla piaciuta…!

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Ilaria Ciangola
Di Trento. O.S.S. in Pronto Soccorso. Tifosa e appassionata di calcio (italiano e internazionale), viaggi, Oasis e tutto ciò che è oltremanica.

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