La stagione migliore di Ruud van Nistelrooij, il gigante olandese dal discreto fiuto del gol

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Ruud van Nistelrooij
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Siamo nel 2000. Lo spettro del Big Bug è ormai un falso storico ed il Manchester United ha messo gli occhi su un nuovo bomber. È olandese, gioca nel PSV e ha vinto campionato e classifica cannonieri in Eredivisie nelle ultime due stagioni. È pronto per il salto di qualità, pronto per un top team. La società inglese non bada a spese, regalando a Sir Alex Ferguson questa macchina da gol pagata 28 milioni di euro. Il suo nome è Ruud van Nistelrooij, ed è destinato a lasciare un segno non indifferente oltre la Manica. Ha ventiquattro anni, niente sembra poterlo fermare. Solo che, poco dopo aver formalizzato l’accordo per trasferirsi in Inghilterra e iniziare la sua nuova avventura, è vittima di un grave infortunio durante un allenamento. Lungo stop, lunga attesa, partenza rimandata. L’accordo salta all’anno dopo, siamo nell’estate 2001.

van Nistelrooij fa il suo esordio ufficiale il 12 agosto a Cardiff, dove i Red Devils si stanno giocando il Charity Shield contro i rivali di sempre: il Liverpool. I Reds si aggiudicano vittoria e trofeo, l’olandese fa il possibile, segnando il suo primo gol in maglia United. Sette giorni dopo si ripete, con una doppietta che asfalta il Fulham in due minuti e consegna la prima vittoria stagionale alla squadra di Ferguson. Per una buona parte di quella stagione lo United si giocherà il titolo di campione con Arsenal e Liverpool, ma lascerà lo scettro conquistato l’anno prima ai Gunners, che si aggiudicarono entrambi gli scontri diretti.

van Nistelrooij si rivela un punto fermo dello scacchiere di Ferguson. Trascina con le sue 24 reti, le stesse di Hasselbaink del Chelsea e Shearer del Newcastle, lo United fino al terzo posto in classifica, perdendo per un solo gol il titolo di cannoniere vinto dal francese Thierry Henry. In Champions invece il Manchester United esce soltanto nelle semifinali, punito dalla regola dei gol in trasferta nel doppio confronto con il Bayer Leverkusen. Van Nistelrooij però va in doppia cifra, conquistando con dieci marcature il titolo di cannoniere della massima competizione europea. Il bilancio stagionale è quindi soddisfacente per Ruud: miglior marcatore stagionale del Manchester United (36), miglior marcatore in Champions League (10), miglior giocatore della Premier League. Il successo sembra dietro l’angolo.

La prima parte della stagione successiva è soddisfacente per van Nistelrooij, che già a fine 2002 ha raggiunto la doppia cifra con sedici marcature messe a segno, considerando anche le coppe. In campionato i graffi dell’olandese fino al Boxing Day, perso dallo United in casa del Middlesbrough per 1-3, però non sono così tanti: soltanto otto, di cui tre dagli undici metri. L’11 gennaio 2003, otto giorni dopo la doppietta al Portsmouth nel terzo turno di FA Cup, Ruud interrompe un digiuno di quasi due mesi in Premier, siglando il momentaneo 1-1 in casa del West Bromwich. Il 22 gennaio arriva il ventesimo gol stagionale nella semifinale di coppa di Lega vinta contro il Blackburn mentre quattro giorni dopo, con una doppietta, prende parte attiva al 6-0 rifilato al West Ham nel quarto turno di FA Cup. Il 1° febbraio arriva il decimo gol in campionato, siglato dopo quindici minuti al St Mary’s di Southampton. Tre giorni dopo si ripete a Birmingham, dove un suo gol è decisivo per raccogliere la sedicesima vittoria stagionale. Il 9 febbraio è quasi decisivo anche nel derby contro il Manchester City, che riacciuffa il pareggio soltanto a cinque minuti dalla fine grazie alla rete di Goater. Intanto per lo United, i punti di distacco dalla capolista Arsenal sono diventati cinque.

Van Nistelrooij non ha intenzione di fermarsi. Ritorna la Champions, e con questa le sue reti: due, entrambe messe a segno contro la Juventus in due partite giocate a distanza di una settimana. Lo United si qualifica al turno successivo, ed il suo bomber è già al decimo centro nella manifestazione. Il sogno di alzare la coppa più ambita d’Europa viene infranto però a fine aprile dal Real Madrid, a cui Ruud segna comunque due gol tra andata e ritorno nei quarti di finale. Sarà capocannoniere a fine competizione: dodici reti.

Intanto il cammino in campionato si fa più intenso ed entusiasmante. Al Fulham van Nistelrooij rifila una straordinaria tripletta, al Liverpool una doppietta, al Newcastle un’altra rete. È arrivato a diciotto reti, ma sono meno di quelle di Henry. Arriva anche lo scontro diretto con l’Arsenal, che termina in pareggio: doppietta per il francese, marcatura per l’olandese. In classifica non cambia nulla, sono a pari punti, entrambe a 74. Nella classifica marcatori Henry è ancora davanti a quattro giornate dal termine, ma la voglia di van Nistelrooij e dello United sembrano poter prevalere nel rush finale.

Il 19 aprile van Nistelrooij tocca quota venti con la rete siglata al Blackburn. Non è ancora sufficiente, Henry è davanti. Una settimana dopo l’Arsenal stecca, pareggiando in casa del Bolton e concedendo il sorpasso allo United, che aggancia la vetta grazie al successo conquistato sul Tottenham. Henry va a secco, van Nistelrooij invece non lascia scampo, accorciando sul rivale francese. Arriva il 3 maggio. Il Manchester United ospita ad Old Trafford il Charlton, che viene colpito dalla furia dell’ex attaccante del PSV: tripletta, sorpasso su Henry e match point per il titolo sui Gunners, che il giorno dopo perdono lo scontro con il Leeds, regalando di fatto il titolo ai Red Devils. A fine stagione saranno quarantaquattro i gol di van Nistelrooij, venticinque in Premier League, di cui diviene finalmente il miglior realizzatore. Non ha mai vissuto una stagione così prolifica il gigante da centocinquanta reti in maglia United, una stagione da bomber qual era, qualcosa di memorabile, indimenticabile. Un’annata da sogno, dominata da un giocatore sensazionale.