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La cruda vendetta di Keane: “Beccati questo str****!” Haaland da quel giorno non giocò più a calcio

"Avevo aspettato abbastanza. L’ho colpito dannatamente forte. La palla era là (credo). Beccati questo str***o. E non provare mai più a ghignarmi in faccia che sto simulando un infortunio"

2 ' di letturaBenvenuti nel magico e cruento mondo di Roy Keane. Un mondo fatto di tante cose, tutte a marchio irlandese, tutte a marchio Roy.

Keane nasce a Cork, la terza città più popolata d’Irlanda. E non vogliamo tediarvi con il suo palmarès pieno di titoli: 19 in totale, ma concentrarsi sull’episodio incriminato.

Ci troviamo a Leeds ed è il Settembre 1997, ad Elland Road arriva il Manchester United. In difesa tra i locali gioca Alf Inge Haaland un bestione norvegese. Keane entra in area, subisce un contrasto che lo porta a cadere a terra riportando la rottura dei legamenti. Haaland non comprende subito la gravità dell’infortunio ed esclama a pochi centimetri dal padiglione auricolare di Roy:

“Smettila di simulare”. 

Ma Keane stava facendo tutto tranne che simulare, certo… Con il senno del poi forse Haaland non avrebbe mai detto una cosa simile a quel pitbull in maglia Red Devils.

Haaland passa al Manchester City nel 2000 e per il fuoco ardente nell’anima di Keane è un’occasione troppo ghiotta: vendicarsi nel derby cittadino, e Roy non vedeva l’ora… L’aveva premeditato da quel maledetto giorno del ’97, e lo aveva fatto dietro a tanti bicchieri di scotch la sera, nel suo bicchiere intarsiato prima di andarsene a letto:

“Maledetto Haaland, te la farò pagare cara”.

Minuti finali del derby dove in tribuna a sostenere i Citiziens ci sono anche i fratelli Gallagher degli Oasis. La partita terminerà 1-1 e Keane non resiste più:

“Avevo aspettato abbastanza. L’ho colpito dannatamente forte. La palla era là (credo). Beccati questo str***o. E non provare mai più a ghignarmi in faccia che sto simulando un infortunio”

Keane viene squalificato per tre giornate ed una multa di 5.000 sterline, squalifica che poi venne riproposta con cinque giornate ed una multa di 150.000 sterline quando Roy nella propria biografia scrisse che tutto era architettato.

Il giocatore norvegese si ritirerà nel 2003 scrivendo sul proprio sito web che è stato fatto a causa dei problemi all’altro ginocchio in questione e non quello sfasciato nella circostanza che vi abbiamo raccontato. Di fatto però da quel giorno a calcio non ha più giocato, prevalevano acciacchi e paure, che hanno portato inesorabilmente al ritiro dal rettangolo verde.

C’è chi dice però che sia una scusa bella e buona, troppo dura accettare il fatto che sia stata una vendetta “d’onore” così cruenta a causare tutto questo.

“Sono un mediano d’interdizione. La mia parte in squadra è questa, impedire che la palla filtri dal centrocampo. Conosco bene i miei punti di forza e quelli deboli. Non sono uno che scende in dribbling e insacca da 20 metri, come mi piacerebbe. Capita che mi porti in avanti, se la partita è aperta, e ci provi. Ma il mio lavoro è lanciare le punte: un lavoro senza fronzoli”.

Vuoi ascoltare questa storia? Ecco il podcast:

Ascolta “La cruda vendetta di Keane: “Beccati questo str****!” Haaland da quel giorno non giocò più a calcio” su Spreaker.

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Gabriele Caldieron
Giornalista pubblicista specializzato nel mondo sportivo. Ex collaboratore di Football Data agenzia di statistica calcistica a livello Nazionale. Sono opinionista nella trasmissione regionale più vista in Toscana “A tutto gol” con Giorgio Micheletti su Toscana TV, direttore di www.labaroviola.com, sono co-fondatore di www.storiedipremier.it e www.ilcalciolatino.it. Sono Responsabile Comunicazione della Rondinella Marzocco. Conduco un programma sul calcio dilettantistico regionale presso Tele-FirenzeViolaSuperSport.

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