3.8 C
Londra
sabato 2 Marzo 2024
Home Storie in the box Il 'Survival Sunday', il pomeriggio in cui accadde l'impossibile

Il ‘Survival Sunday’, il pomeriggio in cui accadde l’impossibile

9 ' di letturaLa Premier League ha sempre avuto qualcosa di speciale: quella ‘magia’ che caratterizza da sempre gli aspetti più emozionanti di questo campionato incredibile.

È il 15 maggio 2005, domenica, e da quando è stata creata, la Premier League custodisce gelosamente una profezia che ormai è diventata parte della tradizione del ‘first flight’ del calcio britannico. The ‘Course of Christmas’ rappresenta quell’inesorabile tendenza che, da quando la massima serie inglese porta il nome attuale, condanna implacabilmente la squadra che nel più santo dei giorni si ritrova ultima in classifica ad un’inevitabile retrocessione.

Sebbene in molti abbiano provato ad invertire questa crudele tendenza, fino a questa incredibile domenica nessuno ci è mai riuscito. Ci è riuscito infatti il West Bromwich Albion, lo ha fatto in una pazza giornata, una domenica da cardiopalma, che verrà per sempre ricordata come ‘Survival Sunday’, la domenica della sopravvivenza.

 

Già la stagione 2004-2005 è stata unica nel suo genere e verrà ricordata per molte ragioni. Questa stagione infatti è stata la prima dello Special One di Setubal, José Mourinho, in Inghilterra. Il ritorno al titolo dei Blues, che tra gli altri hanno accolto ragazzi come Drogba e Robben, proprio alla guida di Mourinho, dopo cinquant’anni, consacra definitivamente l’ingresso tra i “Signori del Calcio” di Roman Abramovich, e che dire, gli è costato parecchio, letteralmente.

Ci potremmo soffermare poi sull’arrivo all’Old Trafford del teenager più caro di sempre, il predestinato Wayne Rooney, oppure dell’approdo in Premier League di un ventenne olandese che avrebbe contribuito a farne la storia, Robin Van Persie, ai Gunners.

L’Arsenal, dopo un anno da ‘invincibili’, si accingeva a difendere il titolo. Sappiamo com’è andata a finire: i ragazzi di Wenger non ci sono riusciti.

Il Liverpool, al primo anno di Rafa Benitez in panchina, ha lottato fino alla fine per il quarto posto in una sfida cittadina contro l’Everton del nuovo arrivato David Moyes, anche se poi in Champions l’anno dopo ci avrebbero giocato entrambe: i Toffees agguantarono la quarta posizione, mentre i cugini rossi, chi può averlo dimenticato, si guadagnarono tutto in quei pochi minuti della finale di Istanbul contro il Milan.

La Premier League 2004-2005: https://www.youtube.com/watch?v=p_2Ynd_ODS8

 

Sicuramente abbiamo tralasciato qualcosa, perché davvero, annate come questa passano raramente: gol da cineteca, partite terminate con punteggi impensabili (come dimenticare il ‘North London derby’ del novembre 2004 sul campo del vecchio Highbury, in cui i Gunners si imposero sul Tottenham per 5-4) e giri di panchine che neanche in una puntata di Beautiful si arriva a tanti matrimoni e tradimenti tutti insieme. Il fatto è che, per una volta, la lotta per la salvezza o, come appunto dicono oltremanica, per la sopravvivenza, non era mai stata così avvincente e, soprattutto, significativa.

 

Prendiamo tre squadre neopromosse: il Norwich City, il West Bromwich Albion e il Crystal Palace. Tre compagini che hanno una storia nella massima serie inglese e che l’hanno riconquistata con determinazione e fatica. Prendiamo poi una squadra che, al contrario delle tre appena citate, aveva una certa abitudine, per usare un eufemismo, a prenotare ogni anno il ‘First Flight’: il Southampton. I Saints infatti, occupavano il gradino più alto del calcio inglese da ventisei lunghe stagioni consecutivamente.

Sono state queste quattro squadre, queste quattro realtà così diverse, ad animare una lotta all’ultimo sangue per restare in Premier, e occorre dire che tutte e quattro non hanno esitato a tirare fuori gli artigli più affilati per tentare di rimanere aggrappati a questo fantastico campionato.

 

Ai blocchi di partenza, i Canaries di Worthington partono con un entusiasmo alle stelle, consapevoli sì di essere neopromossi, ma anche di avere nella faretra una buona quantità di frecce, soprattutto un buon centrocampo, e un ottimo manager. La stagione è dura fin dall’inizio per i ragazzi di Carrow Road, se non altro perché per vincere la prima partita hanno dovuto giocarne 13 senza mai aggiudicarsi i tre punti pieni. L’arrivo di Ashton, centravanti ventitreenne dal grande potenziale realizzativo, nel mercato di riparazione, contribuirà con i suoi gol a mettere i Canaries nella condizione di avere il destino nelle proprie mani prima degli ultimi novanta minuti della stagione.

 

A casa West Bromwich la situazione non è molto diversa. I Baggies partono male, insicuri nonostante la garanzia delle reti del centravanti Robert Earnshaw e, come se non bastasse, i problemi di rapporto tra l’allenatore Megson e la società terminano con le dimissioni del manager a seguito della pesante sconfitta sul campo del Crystal Palace. Dopo una breve reggenza di Frank Barron, fin ad allora secondo di Megson, il nome designato per provare a riportare fiducia al The Hawthorns è l’ex Baggie Bryan Robson. Dal temperamento pacato ma dalla grande determinazione, Robson riesce, anche se non subito (la prima vittoria arriverà a fine dicembre), a far esprimere qualcosa ai suoi ragazzi che fino a lì non erano ancora riusciti a tirare fuori. Arrivato il mese di gennaio con il mercato i Baggies, che hanno chiuso in ultima posizione il girone di andata dopo un terribile 4-0 subito ad Anfield, decidono di chiedere in prestito al Manchester United un esterno mancino dall’ottima tecnica individuale, Kieran Richardson. Il ragazzo a Old Trafford è chiuso da Giggs e Cristiano Ronaldo, accetta. Mai acquisto a gennaio fu più azzeccato. Con lui, per rafforzare il reparto offensivo, arriva anche il veterano ex Arsenal Kevin Campbell.

Passiamo al Crystal Palace. La squadra è neopromossa, è vero, ma a larghi tratti della stagione sembra essere la più attrezzata di tutte per raggiungere la salvezza, non foss’altro per quel funambolico attaccante che porta il numero 8, il ragazzo di Bedford che farà esplodere, come aveva fatto l’anno prima in Championship, il Selhurst Park. Andrew Johnson lo farà talmente spesso che chiuderà la classifica cannonieri a quota 21 reti, solo quattro in meno del capocannoniere Thierry Henry. A confermare il relativo ottimismo dei tifosi delle Eagles arrivano delle vittorie importanti, come appunto quella sul West Brom per 3-0, le due con il Birmingham, quella col Fulham e quella contro gli Spurs, anch’essa per 3-0, fino ad arrivare a quella ancora più prestigiosa in casa contro il Liverpool: l’1-0 del 23 aprile. Per buoni tratti della stagione le Eagles restano fuori dalla zona rossa: dopo 28 partite si ritrovano sopra di quattro punti ai Saints terzultimi. Purtroppo per i ragazzi allenati da Iain Dowie, le comunque numerose sconfitte condannano la squadra a doversi giocare tutto nell’ultima partita sul campo del Charlton Athletic.

 

A casa Southampton, dopo una partenza che già lasciava presagire un possibile finale amaro, viene assegnata la panchina all’ex allenatore degli odiati rivali della costa, il Portsmouth, Harry Redknapp, nome abbastanza pesante in Premier League. Pesante è anche la situazione mediatica, soprattutto considerando che Redknapp accetta la panchina dei Saints solo poche settimane dopo l’addio (che poi sarà un arrivederci) al Portsmouth. I Saints non riescono a ingranare, il nuovo allenatore ci mette un po’ a far passare le sue idee ai giocatori. Non basta neanche l’esplosione di un giovane spilungone che farà parlare molto di sé per tanti anni, Peter Crouch, che segna gol pesantissimi e dà un gran contributo a tenere in vita i Saints. Il punto più basso arriva con la sconfitta per 4 a 1 a casa del Portsmouth, che si prende la rivincita sul vecchio amico Redknapp. “Da qua si può solo risalire”. Al Saint Mary’s i ragazzi danno un importante colpo di coda nello scontro diretto contro il Norwich, è la giornata numero 36 e, prima del pareggio per 2-2 contro il Crystal Palace la settimana successiva, i Saints sono momentaneamente salvi.

 

Ed eccoci arrivati alla giornata finale, quella soleggiata domenica 15 maggio 2005 che in Inghilterra non dimenticherà mai nessuno, specialmente se fa il tifo per una di queste quattro squadre. L’unica delle quattro coinvolte nella ‘bagarre’ salvezza ad avere ancora tutto nelle proprie mani è il Norwich che, con 33 punti, va a giocare da diciassettesima a Craven Cottage contro un Fulham tranquillo a metà classifica. Più o meno nella stessa condizione dei Cottagers c’è il Portsmouth, che è salvo e va a far visita ad un West Brom ultimo a 31 punti. I Baggies oltre a vincere devono sperare in una sconfitta dei Canaries e in una non vittoria sia del Southampton, terzultima a 32 punti che ospita il Manchester United, i Saints sono orfani di Crouch, espulso la settimana precedente, e del Crystal Palace, anch’esso a 32 ma penultimo. Le Eagles si presentano sul campo di un Charlton Athletic che sì, è stata una delle rivelazioni del campionato, ma è saldamente all’undicesimo posto della classifica, appagato e con la pancia piena.

 

Su tutti e quattro i campi la tensione si taglia con la lama. Al The Hawthorns gli spalti sono gremiti, i tifosi ci credono anche se l’impresa è quasi impossibile. Dopo un primo tempo tesissimo e finito senza gol, il minuto decisivo è il ’58, quando Robson, descritto dal telecronista di Sky Sports UK come il “coolest man of the day” a causa della sua espressione, impassibile fino ad oltre il fischio finale, decide di levare Greening e buttare dentro il numero 9, Geoff Horsfield, centravanti dal grande fisico ma che ha vissuto una stagione difficile. Da questa mossa si capisce come Robson, durante la sua grande carriera da calciatore, spesa soprattutto con la maglia dei Red Devils, abbia sviluppato una capacità straordinaria nel percepire quelle sensazioni positive che possono dare una svolta alla partita. Il cambio è quello giusto. Nello stesso minuto del suo ingresso in campo, a seguito di un cross dalla destra deviato, con la palla che si alza e viene giù lenta in area, come una bomba, Horsfield si coordina, colpisce in mezza rovesciata e segna. 1-0. È la prima palla toccata dal numero 9. Esplode il The Hawthorns, anche perché il Norwich è crollato quasi subito al Cottage (finirà clamorosamente 6-0 per il Fulham).

Fulham-Norwich City:  https://www.youtube.com/watch?v=rLNPSM2me24

Il Southampton, dopo essersi portato in vantaggio su autogol di O’shea, si è fatto riprendere da un gol di Fletcher e, sul campo del Charlton, il Crystal Palace è sotto.

I minuti passano, su tutti i campi, ma soprattutto su quello delle West Midlands, si guarda la partita con nelle orecchie gli altri match via radio. Arriva la notizia che lo Utd ha segnato con Van Nistelrooy, ma non serve a nulla. Il Palace ha prima pareggiato e poi è andato in vantaggio su calcio di rigore con Andy Johnson. È il minuto ’71.

La partita nel frattempo va avanti, al The Hawthorns il brusio si fa assordante ma Richardson e Horsfield sono in giornata di grazia: palla dentro, il nove, mentre protegge palla in area, vede con la coda dell’occhio Richardson che si inserisce, gliela dà di tacco, con grande classe. Kieran controlla e lascia partire il sinistro. Rete. 2-0, ma l’esultanza dagli spalti stavolta è timida. Il Palace sta ancora vincendo. Robson mantiene sempre la stessa espressione impietrita.

Pochi minuti dopo siamo alla svolta. Al The Valley il Crystal Palace concede una punizione laterale. È il minuto 82. Tutto lo stadio di West Bromwich resta completamente in silenzio, non segue quasi più la partita. All’improvviso un boato, ha segnato il Charlton. Ironia della sorte: il gol lo realizza Jonathan Fortune, autore del fallo di mano in area che aveva causato il rigore del vantaggio del Palace. 2-2.

Il popolo Baggie è al settimo cielo, sta succedendo l’impossibile. La partita finisce un paio di minuti prima di quella di Charlton, intanto a Southampton è finita. Serve solo che il Palace non segni di nuovo.

Il Crystal Palace non segnerà, finisce 2-2 al The Valley e, appena arrivata la notizia, sul campo del The Hawthorns i tifosi fanno invasione.

Charlton-Crystal Palace: https://www.youtube.com/watch?v=m9AdIBnCrrg&t=164s

I tifosi del Portsmouth sono particolarmente sereni e sorridenti, certo non per la sconfitta della propria squadra del cuore. La ragione di quell’entusiasmo è che il ‘traditore’ Redknapp è retrocesso e per di più da ultimo in classifica: era andato via dal Portsmouth per salvare gli eterni rivali Saints, ma li aveva portati all’inferno dopo ventisei anni consecutivi in paradiso.

Le lacrime di Horsfield, scoppiate all’improvviso dopo la notizia del fischio finale di Charlton, rimarranno il simbolo del riscatto, della rivalsa di un ragazzo e di una squadra che hanno appena fatto la storia.

Il ‘Course of Christmas’ è finito, la profezia si è spezzata, la magia della Premier League ha fatto sì che chi sembrava spacciato da tempo ce l’ha fatta, e ce l’ha fatta nel migliore dei modi: vincendo a casa sua, davanti ai suoi tifosi e contando sulla sportività delle squadre che hanno giocato contro le sue rivali.

 

Il match del The Hawthorns: https://www.youtube.com/watch?v=wmIGqOvQFXw&t=460s

 

Il ‘Survival Sunday’ del 2005 rimane una delle pagine più significative del calcio inglese degli ultimi trent’anni. Questo campionato, la Premier League, ci ha più volte mostrato come, pur essendo la lega più ricca e importante al mondo, non ci sia nessun’altra competizione, per lo meno nel vecchio continente, capace di regalare esiti ed emozioni inaspettate come questa. Di fatto, l’impresa del West Brom ha dato forza a chi ci ha provato più tardi. Le uniche altre due squadre che sono riuscite ad invertire il ‘Course of Christmas’ sono state il Sunderland nel 2014 e il Leicester nel 2015. Qui potremmo aprire un altro capitolo, perché a proposito di primati, questo Leicester l’hanno dopo ha addirittura vinto il campionato, ma ne avremo tempo e modo. Probabilmente ce ne saranno altre, ma se andate a chiedere a Bryan Robson: l’unico ‘Survival Sunday’ rimarrà per sempre quello dei suoi ragazzi.

Il ‘Survival Sunday’ in meno di due minuti: https://www.youtube.com/watch?v=voP3QP28PJI

42,353FansMi piace

LEGGI E COMMENTA

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli Correlati

Condividi: