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giovedì 3 Dicembre 2020
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Il mio viaggio a… Dundee (ottobre 2019). Cartoline dalla Scozia.

4 ' di lettura

Premessa

Mentre sono in giro a Nottingham, in aprile, l’amico Ivan (grande appassionato come me – nonché esperto di calcio inglese) mi dice: <<Ila, a te che piacciono ‘ste cose: devi assolutamente andare a Dundee! Gli stadi sono vicinissimi: quasi di fronte. Vedrai…>>. Ma la stagione sta finendo: ne riparliamo alla prossima. Luglio: sorteggi. Inizia il lungo lavoro di controllo di calendari calcistici dei campionati italiano, inglese e scozzese… di luoghi da vedere… quasi un mestiere! Opto per la Scozia in gennaio… no, accidenti: si anticipa ad ottobre. Smonto i turni di notte al lavoro sulle date scelte: è fatta. 

Finally… here we go: ci siamo!

Glasgow central, treno delle 10: un’ora e mezza e sono lì. La baia e il lungo ponte che la attraversa. Scendo e mi accoglie un vento freddo e un tempo grigio. Ma tempo da perdere non ne ho… alle 13 ho appuntamento al Tannadice, lo stadio del Dundee United. Bus diretto dal centro. Arrivo ed è proprio come mi aveva detto Ivan: saranno circa 200 metri di distanza, in obliquo, sulla stessa strada… Gli stadi del Dundee FC e quello dei rivali, sono praticamente uno di fronte all’altro! Giro per i dintorni: e cerco il punto perfetto per immortalarli in un’unica foto.

Dundee United F.C.

Torno indietro: tour dello stadio dei Tangerines (o Arabs). Tannadice park è molto bello, grande e ammodernato: merita davvero. Ne uscirò soddisfatta. Siamo sei persone (io sono l’unica “straniera”). Durerà circa due ore e, al solito, capirò la metà delle cose che mi verranno raccontate… ma pazienza. La guida, gentilissima, ripercorre con entusiasmo, competenza ed ironia, la storia del club; aggiungendo tanti aneddoti. Fondato dalla comunità irlandese cattolica locale, nel 1909, su esempio dell’Hibernian di Edimburgo, ha attraversato alti e bassi nella sua storia. Attualmente è 1° in Championship scozzese (la loro Serie B), con discreto vantaggio sulla 2° in classifica. Nel suo palmarés conta un titolo di Scozia (nel 1982/’83 sotto la guida di Jim McLean) e 5 coppe nazionali; ma è arrivato anche ad alti livelli nel calcio europeo, vantando 14 partecipazioni in tre competizioni (e una finale di Coppa Uefa nel 1986/’87). Tra le varie cose, la guida ci ha parlato anche di un fatto noto alle cronache calcistiche italiane (non me ne vogliano i tifosi romanisti): in molti avranno, infatti, sentito parlare della semifinale di Coppa Campioni del 1983/’84, che vide lo scontro tra il D.U.F.C. e l’A.S.Roma e fu passata dalla seconda, vincente al ritorno all’Olimpico. L’allora presidente giallorosso, Viola, venne accusato di aver tentato di corrompere l’arbitro Vautrot con 100 milioni di Lire. Accusa mai giudicata e caduta in prescrizione: ma oltremanica, soprattutto tra le mura “arancioni”, non hanno buoni ricordi (pur conservando cimeli di quella partita nelle vetrine del piccolo museo interno)…

Dundee F.C.

Mi dirigo, quindi, qualche metro più in su. Entro alla reception del Dens park e chiedo, al ragazzo che è lì, se è possibile dare un’occhiata dentro. <<Vuoi fare una foto? Ok, va bene: vieni, entra pure!>>. Altro che la poliziotta di Portsmouth (che vi citerò in uno dei prossimi diari di viaggio)…! Lo seguo e mi lascia guardare velocemente gli spalti. È molto gentile: lo ringrazio infinitamente! La struttura è vecchia e meno moderna di quella dei rivali; ha anche meno posti: ma ha un fascino che i “romantici del calcio” capiranno. Fondato nel 1893, il Dundee Football Club milita anch’esso in Scottish Championship e, attualmente, si trova a metà classifica, a meno 17 punti dai rivali concittadini arancioni. I loro colori sono il blu e il bianco. Il loro palmarés vanta un titolo di campione di Scozia (stagione 1961/’62 sotto la guida di Bob Shankly – fratello del più famoso Bill), una Scottish Cup e tre Scottish League Cup; più un paio di partecipazioni a coppe internazionali. Negli ultimi anni ha giocato nella massima serie, prima di retrocedere nuovamente. Curiosità: nella rosa di quello scudetto, giocava Gordon Smith; già vincitore del titolo con Hibs e Hearts: è l’unico calciatore scozzese ad essersi laureato campione nazionale con tre club diversi. Mi dirigo allo store, prendo una maglia casual e altro: quei colori mi piacciono molto. Mi riprometto di tornare, in futuro, in questa città: per vedere una partita proprio in questo stadio.

 

Il pomeriggio è volato…

La giornata volge al termine. Torno in città. Trovo una deliziosa angolazione, tra le case, da cui scattare una foto alla baia. Cammino ancora: fa un freddo assurdo e penso che una felpa pesante avrei anche potuto portarmela (mannaggia le low-cost e le norme sul bagaglio a mano)… Giro tra chiese e monumenti e arrivo fino al waterfront, lì dove c’è il Victoria and Albert Museum. Mi siedo a guardare il mare mosso, col vento tra i capelli… altro classico dei miei giri lassù: mi isolo da tutto e mi ricarico. Il mio hotel è proprio lì, sul porto: ma questa bellissima giornata, non può che concludersi nel modo più buono e ovvio possibile… Al pub: mangiando fish and chips, con puré e peas (e già mi vedo l’amica dott.sa Elisa che se la ride di nuovo per i miei discutibili gusti culinari) e bevendo una bella pinta di stout… of course! Cheers: alla vostra, che mi leggete.

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Ilaria Ciangola
Di Trento. O.S.S. in Pronto Soccorso. Tifosa e appassionata di calcio (italiano e internazionale), viaggi, Oasis e tutto ciò che è oltremanica.

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