Hey “blue” don’t make it bad… – Everton 1985: ad un passo dal sogno

1984/'85: forse la stagione più bella di sempre. E poi...

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20 ottobre 1984: una bomba da circa 40 metri di Andy Gray centra la porta del Liverpool. “And there it is: a moment of supreme celebration for evertonians… for them not just the goal of the season: it’s the first win here since March 1970!”. Dopo 14 lunghissimi anni (gli stessi dall’ultimo scudetto) l’Everton torna a vincere, in campionato, il derby del Merseyside ad Anfield road. Replicando il risultato con cui avevano conquistato la Charity Shield a Wembley, due mesi prima, sempre contro l’auld enemy. E tutti i tifosi, a partire dal commentatore, hanno il sentore che sarà una stagione da ricordare… Con Gray ci sono il connazionale scozzese Graeme Sharp e Trevor Steven: a formare insieme una macchina da gol. In porta c’è il gallese Neville Southall, all’apice della carriera e uno dei migliori al mondo in quel momento. L’altro gallese Kevin Ratcliffe e Derek Mountfield sono i pilastri della difesa. A dirigere l’orchestra, in panchina, il giovane e promettente Howard Kendall.Era iniziato tutto con due sconfitte ma poi il vento è cambiato. Un ko con l’Arsenal va ad interrompere una striscia di 6 risultati utili, poi riprendono: schiantando anche Manchester United e Nottingham Forest per 5-0 davanti ai tifosi increduli ed estasiati oppure rifilandone quattro a Stoke City, WBA, Newcastle e Watford. La cavalcata procede inarrestabile, temporaneamente frenata solo da qualche pareggio. La squadra gioca con classe, entusiasmo e cattiveria. In FA Cup il ruolino di vittorie si ferma solo in finale coi Red Devils (mentre in League Cup aveva avuto la meglio il Grimsby Town in ottobre – agli ottavi).Parallelamente, in Coppa delle Coppe, vengono archiviati lo University College Dublin, lo Slovan Bratislava e il Fortuna Sittard e arrivano alla semifinale col Bayern Monaco: 0-0 away all’Olympiastadion e poi un formidabile 3-1 davanti ai quasi 50.000 di Goodison Park. E poi la finale, al “De Kuip” del Feyenoord, a Rotterdam, contro il Rapid Vienna: un altro 3-1 che regala la vittoria del trofeo e fa impazzire di gioia i Toffees. Arriva inoltre l’ottavo titolo in campionato, dopo 14 anni, e si realizza un Treble che ogni tifoso sogna. Una squadra difficile da battere, unita, competitiva. Un’annata da ricordare! E finalmente l’accesso alla competizione più prestigiosa: la Coppa dei Campioni.“…Hey Jude, don’t make it bad. Take a sad song and make it better. Remember to let her into your heart. Then you can start to make it better…”

Suonano i Beatles alla radio e canta Paul, tifoso evertoniano. È una giornata piovosa. I media diffondono la notizia: dopo i fatti tragici dell’Heysel, in cui sono stati coinvolti e imputati dei tifosi del Liverpool, tutte le squadre inglesi sono escluse dalle competizioni europee fino a data da destinarsi… Nella finale tra Reds e Juventus del 29 maggio 1985 erano infatti morte 39 persone (tra cui 32 italiani) e rimaste ferite circa 600. L’UEFA ne ha abbastanza degli hooligans e ha deciso di usare il pugno duro.Per le strade delle rive blu del Mersey esplodono rabbia e tristezza. Una squadra come quella, bloccata sul più bello. I sogni di gloria che si infrangono. Le vite dei moltissimi tifosi si intrecciano una volta ancora: dall’operaio all’imprenditore, da chi ha problemi economici e/o familiari, dal bambino che va a scuola al ragazzo del college… tutti con le loro aspirazioni e tutti con un unico pensiero: vedere la propria squadra tra le grandi d’Europa, magari batterle e salire sul tetto. Il calcio è la passione, la distrazione e la valvola di sfogo di migliaia di persone. La partita è l’occasione che aspetti per giorni interi. Se qualcosa va male: c’è la tua squadra a regalarti gioie.“…And anytime you feel the pain. Hey Jude, refrain: don’t carry the world upon your shoulders…”

Sale la frustrazione. Scendono le lacrime. Quella squadra, l’Everton del 1985, è probabilmente la più forte ad aver vestito quella maglia. Perciò la notizia sa di doppia delusione: si sentono scippati di un qualcosa ampiamente meritato sul campo. Avevano vinto il titolo con 90 punti, a +13 su Liverpool e Spurs, mettendo a segno la bellezza di 88 reti. Tra il 26 dicembre ’84 e l’8 maggio ’85 avevano inanellato ben 18 risultati utili consecutivi. La convinzione è che fossero invincibili e la sensazione che avrebbero potuto dire la loro anche nella rassegna europea più importante, è forte. Ma non lo sapremo mai come sarebbe potuta andare: non sapremo mai cosa gli avrebbe riservato il destino, se non avessero subìto anche loro le conseguenze di quanto accaduto a Bruxelles. Come ha scritto un amico tifoso blue: a quella squadra fu (probabilmente) sottratto il futuro…