Undici settimane.
In molti si sono trovati a prendere le redini di una squadra per brevissimo tempo, senza un futuro su quella panchina. Li chiamano i traghettatori, frammenti effimeri di storia del calcio che transitano così velocemente da non essere ricordati.
Ci sono i traghettatori. Poi c’è Roberto Di Matteo.
Diventa tecnico del Chelsea il 4 marzo 2012, dopo l’esonero di André Villas-Boas. Il gruppo è in rivolta, il titolo in Premier è un miraggio e, a Napoli, i Blues hanno perso 3-1 nell’andata degli ottavi di Champions. Non c’è tempo né modo per trovare un sostituto.
Robbie non si inventa nulla di speciale. Chiama a sé la vecchia guardia: John Terry, Frank Lampard, Didier Drogba. Spiega loro che se remano insieme a lui possono ancora salvare la stagione. Da buon italiano, punta tutto sulla difesa.
Il suo Chelsea non è bello da vedere, ma è tremendamente efficace. Nell’aria brumosa di Stamford Bridge inizia ad avvertirsi qualcosa di magico. Il primo risultato imprevedibile arriva nel ritorno contro il Napoli: 4-1 e passaggio del turno.
A Barcellona, nel ritorno delle semifinali di Champions, un’altra magia. A fine primo tempo i blaugrana sono avanti 2-1 e di un uomo, ma passerebbero i Blues. La ripresa è un assalto del Barça, ma quella palla non ne vuole sapere di entrare. Fino a che il redivivo El Niño Torres parte nel recupero in una cavalcata solitaria verso la finale.
Di Matteo ha già compiuto un’impresa, battendo 2-0 il Liverpool per vincere la FA Cup. Ma la finale di Champions League è tutt’altra cosa. All’Allianz Arena la sfida è impossibile: di fronte ci sono i padroni di casa del Bayern Monaco.
Il copione è sempre quello. I tedeschi attaccano e vanno in vantaggio. Il Chelsea si difende e a pochi minuti dalla fine trova il gol del pareggio. Non può che essere lui a segnare, il calciatore che ha esaurito i polmoni di Massimo Marianella: Didier Drogba. L’ivoriano si prende la responsabilità dell’ultimo rigore, quello decisivo. Non lo sbaglia.
Undici settimane passano dal 4 marzo al 19 maggio 2012. Molti traghettatori conducono in porto la barca senza scossoni; Roberto Di Matteo vince FA Cup e Champions League, la prima nella storia del Chelsea.


