Casiraghi: l’infortunio che spezzò la magia di Upton Park

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“Uno degli infortuni più gravi di sempre, Casiraghi dopo dieci operazioni è costretto a dire per sempre addio al calcio giocato”

Pierluigi Casiraghi è nato a Monza il 4 marzo 1969, attaccante, in Italia è cresciuto nelle giovanili della sua città fino ad arrivare tra i professionisti, successivamente è passato alla Juventus ed infine alla Lazio dove ha collezionato il maggior numero di presenze, 140, e 41 reti. 

Pierluigi era un centravanti di razza, fisico possente, difficile da spostare. Il classico bomber d’area di rigore, le sue doti principali permettevano di distinguerlo dagli altri, la sua capacità acrobatica e la straordinaria elevazione facevano di lui un pezzo raro. Non a caso veniva soprannominato Bisontino. Gigi era un calciatore che non aveva paura, metteva la gamba dove gli altri la ritraevano, si lanciava su tutti i cross senza paura di sbattere. Andava oltre. 

La sua carriera è stata travagliata, non è mai riuscito a spiccare, davanti a sè sempre pezzi da novanta. Casiraghi non ha mai mollato, dentro e fuori dal campo. A soli 29 anni la sua carriera da calciatore si è conclusa per sempre, un brutto infortunio lo ha costretto ad abbandonare il calcio giocato.

Nell’estate del 1998 Casiraghi si trasferì al Chelsea dove ritrovò Vialli (CLICCA QUI PER L’APPROFONDIMENTO), suo compagno nella Juventus, Zola e Di Matteo (CLICCA QUI PER L’APPROFONDIMENTO). Vinse la Supercoppa Europea dopo poche settimane dal suo arrivo. Parlando di numeri però una stagione da dimenticare, 10 presenze ed una sola rete contro il Liverpool. Un goal che lo rappresenta a pieno: lancio lungo a tagliare la difesa, il portiere esce, il 10 dei blues lo anticipa, lo salta e mette in rete. 

 

Quello che però nessuno dimenticherà mai è il suo infortunio a Upton park contro il West Ham. 

Era l’8 novembre 1998, Zola dalla trequarti vede Casiraghi in mezzo, fa partire un lancio al bacio per Gigi che si avventa sulla palla come un falco, prima di riuscire a concludere a rete, il giovanissimo Rio Ferdinand lo anticipa togliendo la palla dalla sua traiettoria. Era troppo tardi ormai, “Tyson” era lanciato e il portiere degli Hammers Hislop già uscito. Lo scontro fra i due è inevitabile. Nel momento in cui Casiraghi appoggia il piede destro a terra Hislop gli cade addosso con tutto il suo peso, ben 90 chilogrammi. Il 10 dei Blues rimase a terra, immobile. Riuscì solo ad urlare per il dolore e ad alzare il braccio destro per chiedere aiuto.

 

Casiraghi uscirà in barella dal terreno di gioco. Pierluigi non metterà più piede in campo. Il suo infortunio è stato gravissimo, uno dei più tremendi visti nel calcio. Ha solo 29 anni il Bisontino è stato costretto a chiudere per sempre la sua carriera. Nel suo ginocchio non c’è più niente, crociato anteriore e posteriore, collaterale e menischi, tutto saltato. Ma non finisce qui, c’è una lesione al nervo “sciatico popliteo esterno”, quello che serve a coordinare i movimenti della parte inferiore della gamba e del piede. Incredibile.

Da quel giorno e per i venti mesi successivi Casiraghi ha subito ben 10 operazioni sempre alla stessa gamba. Un calvario infinito che ha sancito la chiusura della sua carriera, infatti il 4 agosto 2000 il Chelsea lo licenziò e Gigi a 31 anni appese per sempre gli scarpini al chiodo.

Casiraghi aveva ancora fame, voleva portare avanti il sogno inglese e riconquistare la tanto amata casacca della Nazionale. Ma così non è stato, perché si sa, il destino a volte è beffardo.